Luca Ward

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Luca Ward nel 2010

Luca Ward (1956 – vivente), attore e doppiatore italiano.

Citazioni di Luca Ward[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [...] la lobby dei doppiatori non esiste, è il mercato che decide. Quanto incasserebbe un film sottotitolato e non doppiato? Lo vediamo quando alcune sale fanno il tentativo: non c'è paragone. Tra l'altro il doppiaggio ha un costo per la grande distribuzione: è evidente che se lo fanno è perché così incassano di più. In Italia già leggiamo pochi libri, figurati se ci mettiamo a "leggere" un film.[1]
  • È il nostro destino: di doppiaggio se ne parla quando è fatto male.[1]
  • Il Karma è dire buone parole, pensare buoni pensieri, fare buone azioni. Si riceve ciò che si è dato.[2]
  • Un tempo sia il doppiaggio che la recitazione erano discipline che venivano studiate molto e la voce aveva un ruolo importante, infatti veniva "lavorata", "elaborata", perché non c'era solo bisogno di fisicità, ma forte era la necessità di una vocalità; a testimonianza di questo basta risentire i grandi sceneggiati di una volta in cui gli attori erano tutti dotati vocalmente, a differenza di oggi, periodo in cui talvolta non capisci nemmeno quello che dicono. Per me è sempre stato fondamentale il lavoro sulla voce, sia nel doppiaggio, per assecondare la mimica dell'attore, sia nella recitazione, e lo è tuttora.[3]
  • La vita è come una scatola di cioccolatini. Assaporiamola prima che scada.[4][5]
  • Ai tempi miei i ragazzi non annavano dietro pokemon go ma dietro le pischelle.[6]
  • Il doppiaggio fatto bene è quello di cui il pubblico non si accorge. Il doppiaggio fatto bene è quello approntato dai professionisti, non dai talent della tv.[7]

Dall'intervista di Daniele Campanari, Luca Ward: "C'è bisogno di giovani", Radiospeaker.it, 12 gennaio 2017

  • Radio e doppiaggio sono due cose complementari. Pensa ai radiodrammi della Rai, tutto è cominciato da lì, lo speaker di turno recitava la sua parte stando al microfono. Si trattava proprio di recitazione, di attori che si ritrovavano in radio.
  • A differenza del doppiaggio, in radio ho la possibilità di far emergere me stesso, la mia recitazione e non quella dell'attore che ha già fatto la sua parte comparendo sullo schermo. Nel doppiaggio devo dare atto ai movimenti dell'attore, alle sue emozioni, continuando a dare il senso che già è stato dato durante la recitazione. Tutto questo non c'è in radio.
  • Il doppiaggio avrebbe bisogno di nuove voci, non è concepibile sentire sempre le solite quando vanno in onda le seguitissime serie tv. La gente si stufa di ascoltare gli stessi doppiatori e finisce per vedere il film in lingua originale. Per carità, non dico che i mostri sacri dell'arte debbano smettere di doppiare. Ma se tornassi indietro, se avessi ancora la possibilità di dirigere i turni di doppiaggio formerei almeno cento nuove voci all'anno. C'è bisogno dei giovani.

Note[modifica]

  1. a b Citato in Doppiatori italiani sotto accusa, la replica a Cassel: «Non siamo una lobby», Corriere.it, 19 marzo 2016.
  2. Da un post sulla pagina ufficiale, Facebook.com, 13 aprile 2016.
  3. Da un post sulla pagina ufficiale, Facebook.com, 26 aprile 2016.
  4. Cfr. Forrest Gump: «La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!»
  5. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 27 aprile 2016.
  6. Da un post sulla pagina ufficiale Facebook.com, 7 luglio 2016.
  7. Da un post sulla pagina ufficiale, Facebook.com, 12 febbraio 2017.

Doppiaggio[modifica]

Film[modifica]

Telefilm[modifica]

Anime[modifica]

Altri progetti[modifica]