Edith Stein

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Edith Stein

Edith Stein, in religione suor Teresa Benedetta della Croce (1891 – 1942), monaca, filosofa e mistica tedesca dell'Ordine delle Carmelitane Scalze.

Citazioni di Edith Stein[modifica]

  • In Maria non vediamo il Signore, ma vediamo lei stessa, sempre al fianco del Signore. Il suo servizio è un servizio immediato: è intercessione, che ella a Lui presenta per gli uomini, è distribuzione di grazia, grazia che ella ricevendola nelle proprie mani, riversa su di loro. Ella non rappresenta il Signore, ma lo asseconda. Perciò la sua posizione è come quella di Eva al fianco del primo uomo. Però ella sta al fianco di Cristo, non a suo profitto ma a vantaggio nostro: è la madre dei viventi non perché da lei provengano di generazione in generazione, ma perché il suo amore materno abbraccia insieme il Capo e tutto il Corpo Mistico.[1]
  • La filosofia di Heidegger è la filosofia di una cattiva coscienza.[2]
  • Spiritualità personale significa vigilanza e apertura. Non solo io sono, non solo vivo, ma sono consapevole del mio essere e del mio vivere. E tutto in un unico atto.[3]
  • [Caratterizza l'animo femminile] [...] una peculiare forza per intuire il concreto e il vivente, specialmente il personale; l'attitudine di far propria una vita spirituale altrui, come anche scopi e tipi di lavoro altrui: l'importanza fondamentale che ha in lei l'animo inteso come la potenza che conosce l'oggetto nella sua particolarità e nel suo valore specifico e fa assumere una retta posizione di fronte ad esso; il desiderio di portare alla massima perfezione possibile l'umanità nelle sue espressioni specifiche ed individuali, sia in sé che negli altri; il posto predominante dell'elemento erotico (non sessuale) in tutta la vita; un più puro dispiegamento di tutta la vita in un amore pronto a servire.[4]

La mistica della croce[modifica]

  • Bisogna considerarsi davvero uno strumento e soprattutto ritenere le forze con cui si lavora (nel nostro caso l'intelletto) qualcosa che usiamo non noi, ma Dio in noi.
  • Ciò che possiamo fare, in paragone a quanto ci viene dato, è sempre poco.
  • Concediti in chiesa tanto tempo quanto ti è necessario per trovare serenità e pace.
  • Dio conduce ciascuno per una via particolare: l'uno arriva più facilmente e più presto alla meta di un altro.
  • Il Cielo non prende niente senza ripagare smisuratamente.
  • In fondo ciò che devo dire è sempre una piccola, semplice, verità: come imparare a vivere con la mano nella mano del Signore.
  • L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo.
  • La via della sofferenza è la più sicura per giungere all'unione con Dio.
  • La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: è una risposta che si ottiene con la preghiera.
  • Lei potrà aiutare meglio gli altri se si preoccuperà il meno possibile di come farlo e sarà il più possibile semplice e gioiosa.
  • Lui [Dio] non è costretto a servirsi di un'unica persona.
  • Non si deve porre una scadenza al Signore.
  • Quando si è stato così spesso insieme vicino al Salvatore come noi due, allora se ne può anche parlare serenamente.
  • Quanto più si è sprofondati in Dio, tanto più si debba uscire da sé, entrare nel mondo per portarvi la vita divina.
  • Si ha sempre da imparare quando si ascoltano e si considerano senza pregiudizio le vedute degli anziani, soprattutto partendo dalla loro esperienza.

Citazioni su Edith Stein[modifica]

  • Alcuni fenomenologi riuscirono a mantenere un certo equilibrio, sembrerebbe, in virtù della loro metafisica o di quei presupposti che infine accettarono dopo averne provata la validità. Edith Stein, per esempio, si formò alla metafisica di san Tommaso e continuò ad usare il metodo fenomenologico entro l'ossatura della metafisica tomistica. I suoi risultati sono contenuti in lavori come Usserl und St. Thomas, Endliches und ewiges Sein, Kreuzesvissenschaft. Ella testimoniò in favore dei propri presupposti sacrificando la vita durante la tirannia nazista in Europa. E, alla fine, può ben dimostrare di essere stata la più grande gloria della scuola fenomenologica. (Donald Nicholl)
  • Filosofare significa per lei stare in chiostro molto meno di quanto sarebbe accettabile; vi è spinta dall'esterno, vi lavora con una obbedienza che non ha scelto personalmente e che non avrebbe scelto. Certo, quando pensa e quando scrive è così responsabile e capace che questo lavoro le è forse meno pesante di qualsiasi altra attività, e certo vorrebbe assolvere la missione in modo da destare attraverso la sua opera in molti pensatori un'attenzione per i problemi della religione. Ma che questa sia la sua missione non lo si può dire. La sua missione è la preferenza della vita religiosa di fronte ai successi, alle battaglie e al rumore nel mondo. (Adrienne von Speyr)
  • Vedo la sua preghiera palpitante, meravigliosa, che appare all'inizio come un dialogo condotto da lei, una preghiera molto curata. È a metà, come un problema che si pone da sola in una convinzione non del tutto a lei cosciente; la proposizione iniziale non ha bisogno, forse, di essere terminata da lei, il quesito non deve forse essere enunciato perfettamente; forse Dio può capire il senso della frase, comunicando la sua presenza e replicando alla sua domanda in modo più profondo di quanto lei stessa fosse capace o si possa aspettare. E Dio risponde veramente. Prega sempre di più e ne esce infine con una coscienza trionfante e se ne rallegra. Da questo momento di coscienza vittoriosa è tutto perfettamente semplice ed univoco. Percorrerà la strada che Dio le mostra e che le appartiene; ella ha ritrovato la sua gioia infantile, cresciuta e resa evidente dalla carità, dalla fede. (Adrienne von Speyr)

Note[modifica]

  1. Da La donna – Il suo compito secondo la natura e la grazia, traduzione di O. Nobile, prefazione di A. Ales Bello, Città nuova, Roma, 1968, p. 219; citato in Ales Bello, p. 146.
  2. Citato in Donald Nicholl, Il pensiero contemporaneo (Recent Thought In Focus), traduzione di Bruna De Allegri, Società Editrice Vita e Pensiero, Milano, 1956.
  3. Citato in A sua immagine giornale, anno II, n.° 33, p. 2.
  4. Da La donna – Il suo compito secondo la natura e la grazia, p. 205, citato in Ales Bello, pp. 145-146.

Bibliografia[modifica]

  • Angela Ales Bello, Edith Stein, Patrona d'Europa, Piemme, Casale Monferrato (AL), 2000. ISBN 88-384-4732-2
  • Edith Stein, La mistica della croce. Scritti spirituali sul senso della vita, traduzione di G. Baptist, Città Nuova, 2000.

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