Edmond e Jules de Goncourt

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Edmond e Jules de Goncourt

Citazioni di Edmond e Jules de Goncourt[modifica]

  • La miseria ha i suoi gesti. Il corpo stesso alla lunga prende abitudini da povero.[1]
  • Quel che al mondo ascolta più stupidaggini è forse un quadro da museo.[1]
Un quadro in un museo è forse la cosa al mondo che ascolta il maggior numero di osservazioni stupide.[2]

Diario[modifica]

  • Ci sono fortune che gridano "imbecille"...
  • Il Bello è ciò che sembra abominevole a occhi ineducati. Il Bello è ciò che la vostra amante e la vostra domestica trovano d'istinto orrendo.
  • Il popolo non ama né il vero né il semplice: ama il romanzo e il ciarlatano.
  • In una farmacia omeopatica mi sembra di vedere il protestantesimo della medicina.
Il me semble voir dans une pharmacie homéopathique le protestantisme de la médicine. (da Journal (Flammarion-Fasquelle)[3])
  • La credulità è un segno d'estrazione: essa è plebea per essenza. Lo scetticismo, lo spirito critico è l'aristocrazia dell'intelligenza.
  • Pensare che non si sa il nome del primo maiale che scoprì un tartufo.
  • Se c'è un Dio, l'ateismo deve sembrargli una minore ingiuria che la religione.
  • Un'opera non è mai un capolavoro: lo diventa.

Note[modifica]

  1. a b Da Idee e sensazioni.
  2. Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, Milano, 1991.
  3. Citato in Gabriel Pommerand, Le petit philosophe de poche, Textes réunis par Gabriel Pommerand, Le livre de poche, 196, p. 205.

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