Fabrizio Gifuni

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Fabrizio Gifuni (1966 – vivente), attore italiano

  • È grave che si consideri la cultura "tempo libero". Come se le cose serie fossero produrre e consumare. (citato in City, 12 aprile 2011)
Io Donna, 2 aprile 2011
  • Come Gadda sono convinto che una parte del popolo italiano sia periodicamente attratta da tiranni osceni perché scatenano gli istinti più bassi. [...] Soltanto un atto di conoscenza può farci uscire dalle paludi periodiche della nostra storia.
  • I fondi sono l'acqua, senza la quale un organismo si disidrata. Senza i recenti reintegri dei fondi tutte le attività e i beni della nostra cultura, non solo il teatro, sarebbero definitivamente morti. Ma è il punto di vista che va corretto: bisogna smettere di considerare la cultura "tempo libero". Dovremmo iniziare a pensare che c'è un tempo unico, il tempo delle nostre vite, in cui nessuno deve permettersi di dirci qual è il "tempo delle cose serie", suggerendoci che le cose serie sono produrre e consumare, e il tempo che rimane è per gli spettacolini, i concertini, la cultura ridotta a faccenducole. Ma sono sempre più convinto che il teatro sia un luogo straordinariamente vivo dove poter giocare oggi una battaglia decisiva per influenzare, cambiare le politiche culturali del nostro Paese.
  • Il campo magnetico prodotto dall'incontro tra il corpo dell'attore e quello degli spettatori può determinare – a patto che in scena accada veramente qualcosa – un cortocircuito che non ha uguali dal punto di vista delle emozioni e della conoscenza. Da uno spettacolo teatrale dovremmo pretendere, sempre, che determini un cambiamento anche piccolo ma significativo nello svolgimento ordinario delle nostre vite.
  • Sono ossessionato da come parlano le persone, dalle loro voci: devo riprodurle immediatamente. Al ristorante sono continuamente in collegamento con altri cinque tavoli. Immaginarmi le vite degli altri per me è irresistibile.

Film[modifica]

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