Foie gras

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Un'oca alimentata a forza per la produzione del foie gras

Citazioni sul foie gras.

  • È in uso ormai negli allevamenti l'Ingozzatrice Meccanica (regolata da calcolatore...) che ingozza oche ed anatre [...] attraverso un tubo piantato in permanenza nell'esofago della vittima: gli entra mais cotto e salato tre volte al giorno per tre settimane, in tutto quindici chilogrammi di mais, col martirio supplementare di quattordici ore di bombardamento luminoso ogni giorno, in stabulari stipatissimi. [...] L'unica punizione per chi a sua volta s'ingozzerà di quel fegato, i residui chimici del trattamento... Un sistema naturale è invece di lasciare senza cibo le neonate all'uscita dalle immense covate artificiali: con quel ricordo in corpo l'animale adulto avrà una fame insaziabile e collaborerà con entusiasmo all'industria del foie gras. (Guido Ceronetti)
  • Fra tutte le forme di allevamento intensivo oggigiorno praticate, l'industria della carne di vitella di buona qualità si presenta come la più ripugnante da un punto di vista morale, paragonabile soltanto a barbarie come l'alimentazione forzata delle oche, per mezzo di un imbuto, per produrre i fegati deformati che poi costituiscono il pâté de foi gras. (Peter Singer, Diritti animali, obblighi umani)
  • Il foie gras, una prelibatezza molto costosa, consiste nel fegato innaturalmente ingrossato e traumatizzato dell'animale. È stato spesso definito il cibo più crudele al mondo [...]. Quando il fegato dell'anatra o dell'oca è dieci volte più gonfio delle dimensioni naturali, l'animale viene ucciso per prelevare e mettere in commercio il suo organo malato. (Will Tuttle)
  • Mente disturbata crea foie gras, e poi da la colpa all'imbuto. (Dargen D'Amico)
  • Tratto da un'oca resa docile e ingozzata senza pietà, il consumo di un organo malato a causa di questo trattamento è una cosa che fa orrore. Anche solo il processo di produzione del fegato d'oca fa venire la nausea. Comune in Francia, a eseguirlo erano soprattutto le contadine. Si prendeva in grembo un'oca giovane e le si ficcava in gola pane bianco e altro mangime. A un certo punto l'oca ne aveva abbastanza e cominciava a strozzarsi. Allora la contadina le ricacciava in bocca insieme ad altro cibo quello che aveva vomitato, e continuava a farlo finché la povera oca non perdeva il riflesso del vomito e si lasciava imbottire senza opporre resistenza. [...] E per coloro ai quali questa descrizione ancora non bastasse a rinunciare a un simile cibo, basta figurarsi lo stesso processo in versione moderna, dove l'oca viene ingozzata da una macchina. (Ruediger Dahlke)

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