Francesco Storace

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Francesco Storace (1959 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Francesco Storace[modifica]

  • [Raccontando di quando erano ragazzi: Gianfranco Fini] Un giorno si avvicina a un gruppo di giapponesi e coi suoi modi sussiegosi li ricopre di insulti, sicuro che quelli non lo avrebbero capito: "Pidocchiosi, teste di cazzo, coglioni". Così per ridere. Anche loro ridevano... (citato in Fabio Greggio, Fini: di tutta l'"erba" un "Fascio")
  • Roma ladrona lo si poteva dire fino a qualche tempo fa. Oggi questa Regione cresce molto di più di Lombardia, Veneto, Piemonte. La stiamo trasformando da carrozzone in locomotiva. (citato da Sette, 11 luglio 2003)
  • Io ho fatto l'autista, il muratore. Non sono innamorato del potere. Quando mi sono candidato a presidente della Regione sapevo che avevo tutto da rimettere, sapevo che l'anno dopo ci sarebbero state le politiche, sapevo che le avremmo vinte e che avrei fatto il ministro. (ibidem)
  • Io la camicia nera ce l'avevo ma non la mettevo. La consideravo una cosa seria, non da esibire. (ibidem)
  • Fascista oggi equivale a sostenere le ragioni della dittatura. E io non me la sento. Ma non serve nemmeno dichiararmi antifascista. Preferisco pensare al futuro. (ibidem)
  • Io sono in prima fila a contrastare la discriminazione, ho promosso altissimi dirigenti, di alcuni sono anche amico, simpaticissimi, intelligentissimi. Non me ne frega nulla della loro condizione sessuale. L'importante è che lavorino. Ma non può diventare un privilegio. Dove sta scritto che si debbono fare case popolari per i gay? Ritengo devastante minare la concezione stessa della famiglia. (ibidem)
  • Io non ho mai nascosto di essere romanista. Quando ha vinto lo scudetto la Lazio mi chiesero un commento. Dissi: "È una significativa affermazione della seconda squadra della regione". (ibidem)
  • Non so se devo temere l'arrivo dei corazzieri a difesa di Villa Arzilla, ma una cosa è certa: Giorgio Napolitano non ha alcun titolo per distribuire patenti etiche. Per disdicevole storia personale, per palese e nepotistica condizione familiare, per evidente faziosità istituzionale. È indegno di una carica usurpata a maggioranza.[1] (citato in Storace insulta Napolitano "Non ha titolo per parlare di etica", la Repubblica, 13 ottobre 2007)
  • Nessuna coalizione ci potrà mai chiedere di andare in un agenzia di viaggi, fare un biglietto per Gerusalemme per andare a maledire il fascismo. (novembre 2007; citato in Alberto Piccinini, Lezioni di storia, il manifesto, 9 settembre 2008, p. 12)
  • [A chi gli chiedeva di dire qualcosa di destra] A froci... (citato in Annalisa Terranova, E Storace trova la sua Lara Croft..., Secolo d'Italia, 13 novembre 2007, p. 1)
  • Noi c'abbiamo una che si chiama Mussolini, volete mettere con la Santanchè? (ibidem)
  • Non è che Fini fa il nostro capo per poi portarci in dote ad Arcore... (ibidem)
  • [Riferendosi a Daniela Santanchè] Meglio una destra figa che una destra fighetta... (dal discorso all'assemblea costituente del partito La Destra dell'11 novembre 2007 a Roma; citato in Annalisa Terranova, E Storace trova la sua Lara Croft..., Secolo d'Italia, 13 novembre 2007, p. 1)
  • [Riferendosi al presidente della Lazio, Claudio Lotito] L'ho conosciuto allo stadio, in tribuna vip, durante le partite della Roma. Io credevo che lui fosse romanista. Esultava, esultava quando mi vedeva. M'ha fatto fesso. Siete sorpresi? Be', è un fatto storico, risaputo: non lo vedevo solo io. Non credo ci sia nulla di male a dire la verità. (dall'intervista per la trasmissione Dossier 56, Teleroma 56, 9 gennaio 2008)
  • Berlusconi è un fuorilegge. L'unica risposta è in sede penale e soprattutto civile. L'ultima sconcertante esibizione sui sondaggi falsi, al Tg1, denota uno straordinario sprezzo delle regole. (11 aprile 2008; citato in la Repubblica)
  • Il popolo viola sarà ancora più viola dopo le elezioni. (citato in Napolitano: "Non si poteva escludere il Pdl", la Repubblica, 6 marzo 2010)
  • Il linguaggio estremista, da anni '70, di Marino alla Festa dell'Unità è pericoloso. Verrebbe da dire semplicemente che fa solo vomitare e che il Sindaco oramai è un caso clinico. Il problema è che non basta. Quello che si presentò come il 'Sindaco di tutti i romani' deve ricordarsi di rappresentare anche chi è di destra e non merita, per questo, i suoi insulti. Così fa ripiombare Roma nel clima della guerra in strada fra rossi e neri. Se non capisce le conseguenze di queste parole, più che dimettersi, si faccia ricoverare.[2]

Citazioni su Francesco Storace[modifica]

  • Mi rivolgo a chi ha lanciato l'idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia "deambulazione" e quella dell'attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno. Desidero inoltre fare presente che non possiedo "i miliardi", dato che ho sempre destinato le mie modeste risorse a favore, non soltanto delle persone bisognose, ma anche per sostenere cause sociali di prioritaria importanza. A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse "facoltà", mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria. (Rita Levi-Montalcini)
  • Mio marito si fidava moltissimo di lui. Bravissimo, affettuosissimo, sempre disponibile. Un gran lavoratore. (Assunta Almirante)
  • Ritengo davvero singolare il fatto che Renata Polverini dichiari di non voler fare campagna elettorale sul debito della sanità: la informo che, a causa del disavanzo ereditato dalla giunta di centrodestra, ogni anno la Regione Lazio paga 310 milioni di euro di interessi passivi. A tal proposito la Polverini potrebbe chiedere spiegazioni al suo alleato Francesco Storace, che con il suo malgoverno ha contribuito in misura determinante ad alimentare il debito nella sanità e che è l'unico, nei fatti, ad aver dimostrato che il governo del Lazio non è il suo mestiere. (Giulia Rodano, assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio, sinistra-democratica.it)

Note[modifica]

  1. Dopo che Giorgio Napolitano aveva difeso Rita Levi Montalcini dalle critiche di Storace.
  2. Citato in Ignazio Marino senza vergogna: "La destra torni nelle fogne", il Tempo.it, 21 giugno 2015.

Altri progetti[modifica]