Gaetano Moroni

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Ritratto di Gaetano Moroni dipinto da Francesco Saverio Kaniewski.

Gaetano Moroni (1802 – 1883), bibliografo, dignitario pontificio, bibliofilo ed erudito italiano.

Citazioni di Gaetano Moroni[modifica]

  • Dante non sarebbe forse partito mai da Verona, se il suo costume alquanto aspro e feroce, e il suo parlare troppo libero e franco non l'avessero a poco a poco fatto decadere dalla grazia di Can Grande I, che per un pezzo l'avea avuto carissimo e in sommo onore. [...] Tra la turba d'istrioni e d'altre persone festevoli che lo Scaligero teneva in corte, uno essendone che riusciva a tutti sommamente caro, di lui disse un giorno in presenza di molti Cangrande a Dante: Come sta egli mai, che costui, il quale è un balordo, sia grato a tutti, e tu che vieni riputato sapiente, nol sia? Al che Dante subito rispose: Non è meraviglia, perché la similitudine e l'uniformità de' costumi partorisce grazia e amicizia! (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. XCIV, Venezia, Tipografia Emiliana, 1859, p. 212)
  • [Catanzaro] Fu sempre la metropoli di tutta la Calabria Ultra, prima che venisse in due parti suddivisa, ed ha tuttavolta i superiori dicasteri provinciali e la gran corte civile per le appellazioni, ch'è una delle quattro di qua dal faro, e che comprende tutte le Calabrie nella sua giurisdizione. Oltre alcuni stabilimenti di beneficenza, evvi una reale accademia delle scienze, ed uno de' maggiori licei regi. (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. X, Venezia, Tipografia Emiliana, 1857, p. 241)
  • Il piviale ebbe origine colle pubbliche processioni fuori di chiesa, onde ripararsi dalla pioggia, per cui si chiamò pluviale. Non sembrando conveniente procedere per le pubbliche strade vestiti di pianete, dalmatiche e altre sagre vesti, o quando era vietato dai Papi, ed invece volendosi comparire in abito più decente del chiericale, si adottò quello del piviale, per rispetto alle croci che precedono le processioni, alle reliquie de' santi martiri che si portavano, e per canto dei salmi e altre orazioni.[1]
  • [Su Sorrento] Poche città ponno vantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche pel ridente e leggiadrissimo promontorio del suo nome celebre, come per la purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miraculo e altamente rinomata. (da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LXVII, p. 233)
  • PISSIDE. Pixis, Pyxis, ciborium augustissime Eucharistiae. Vaso sacro che che serve a conservare le Ostie o Particole (V.) consagrate per la comunione de' fedeli: quello pel Viatico degl'infermi è più piccolo. Allorchè si cambiano le ostie devesi purificare. È in forma di pomo con suo piede, per cui fu detta Pyxomelum, Hierotheca, Ciborium, Turris.[2]

Citazioni su Gaetano Moroni[modifica]

  • [Pio IX] Lo si diceva, poniamo, dominato a bacchetta dal suo cameriere, Gaetano Moroni, per certo intimissimo suo, e che avendo cominciato barbiere del convento dei Camaldolesi, avea finito per essere in corte del Papa un gran personaggio, a cui non solo s'inchinava riverente una folla di mendicanti e di cacciatori d'impieghi, di grazie e di onori, ma che per mezzo dei diplomatici e dei visitatori stranieri più cospicui era divenuto noto a tutt'Europa e riverito col vezzeggiativo di signor Gaetanino, com'era solito il Papa chiamarlo. Il mondo è sempre stato così e continua ad essere, anche se il signor Gaetanino non è più in corte del Papa, ma è invece ministro, deputato, o un pezzo grosso qualsiasi. Pur di piegare la schiena a qualche potente o creduto tale!! Ora anche il signor Gaetanino, un mitissimo cortigiano, tutto miele di sorrisi, di complimenti e di riverenze, è dipinto nei libelli e nelle satire contemporanee come un Tigellino spietato, un Seiano, consigliere d'infamie, e qualcosa pure di più turpe, ed in tutto questo parimenti non c'è nulla di vero. Il signor Gaetanino invece era un giovine popolano, intelligente, istruitosi un po' da sé, un po' coll'aiuto del Papa e riuscito all'ultimo un erudito non volgare, sempre poi un lavoratore indefesso, il quale, oltre alle sue faccende di corte, ha trovato il modo di lasciare 120 volumi d'un Dizionario Storico-Ecclesiastico, che anche oggi si consulta con qualche utilità. (Ernesto Masi)

Note[modifica]

  1. Da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai giorni nostri, Vol. LIII, Tipografia Emiliana, 1853, ristampa anastatica Forgotten Books, 2015, p. 307.
  2. Da Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai giorni nostri, Vol. LIII, p. 284

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