Gaetano Mosca

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Gaetano Mosca

Gaetano Mosca (1858 – 1941), giurista, politologo, politico e storico delle dottrine politiche italiano.

Citazioni di Gaetano Mosca[modifica]

  • Che possa e debba durare lungamente il regime parlamentare puro, quale l'abbiamo ora in Italia, quale è in Francia e in qualche altro paese, che esso possa quindi divenire una forma di governo stabile e normale, noi non crediamo in nessun modo probabile.[1]

La classe politica[modifica]

Incipit[modifica]

Da molti secoli si è affacciata alla mente dei pensatori l'ipotesi che i fenomeni sociali, che davanti ad essi si svolgevano, non fossero meri accidenti, né la manifestazione di una volontà soprannaturale ed onnipotente, ma piuttosto l'effetto di tendenze psicologiche costanti, che determinano l'azione delle masse umane. Fin da Aristotile si è cercato di scoprire le leggi e le modalità che regolano l'azione di queste tendenze e lo studio che ha avuto questo obietto, si è chiamato «politica».

Citazioni[modifica]

  • Fra le scienze politiche o sociali una branca ha finora raggiunto una maturità scientifica tale che, per la sicurezza e l'abbondanza dei risultati acquisiti, si lascia notevolmente indietro tutte le altre. Intendiamo alludere all'economia politica. (parte I, cap. I, p. 5)
  • La regola per la quale la civiltà si espande sempre da sud verso il nord, o meglio dai paesi caldi ai freddi, ci pare una di quelle formole semplicistiche, che hanno la pretesa di spiegare, mediante una causa unica, fenomeni molto complessi. Essa non si fonda che sopra un frammento della storia, su quella di un solo periodo della civiltà europea, ed anche questo superficialmente studiato. (parte I, cap. I, p. 13)
  • [...], ci pare un fatto assodato che le razze più misere, quelle che gli antropologhi chiamano più basse, i Fuegiani, gli Australiani, i Boscimani, ecc., siano fisicamente ed anche intellettualmente inferiori alle altre. Che questa inferiorità sia innata, che sia sempre esistita, o che si debba attribuire alla desolazione delle contrade che quei popoli abitano, alla scarsezza di risorse che esse offrono ed all'estrema miseria che ne è la conseguenza, è questione che non è né facile né indispensabile per noi di risolvere. (parte I, cap. I, p. 27)
  • Il Letourneau nel suo libro intitolato Evoluzione della morale fa derivare il progresso delle società umane da un processo organico, per le quali le azioni buone, che sarebbero poi le azioni utili[2], lasciano una traccia nel cervello e nei centri nervosi dell'individuo che le fa, traccia che, ripetuta diverse volte, produce una tendenza verso la continuazione dello stesso atto, la qual tendenza si trasmette poi ai discendenti. Si può domandare perché non lasciano la stessa traccia le azioni cattive od inutili. (parte I, cap. I, p. 45)
  • Ad un filantropo verrebbe certo la voglia di indagare se l'umanità sia più felice o meno tribolata quando si trova in un periodo di calma e cristallizzazione sociale, in cui ognuno deve quasi fatalmente restare in quel gradino della gerarchia sociale nel quale è nato, ovvero quando traversa il periodo perfettamente opposto di rinnovamento e rivoluzione, che permette a tutti di aspirare ai gradi più eccelsi ed a qualcheduno di arrivarvi. (parte I, cap. II, pp. 83-84)
  • [...] queste grandi religioni con dottrine e gerarchia religiosa fortemente organizzate, se da una parte servono maravigliosamente all'affratellamento ed all'assimilazione dei correligionari, sono dall'altra parte una forza coibente di una efficacia grandissima fra popolazioni di credenze diverse. Esse bastano a scavare un abisso quasi incolmabile fra genti vicine per razza e per lingua, che abitano in paesi contigui o anche nella stessa contrada. È la differenza di religione infatti ch ha reso quasi impossibile la fusione fra le popolazioni che abitano la penisola balcanica e fra quelle che abitano l'India. (parte I, cap. III, p. 92)
  • In Russia lo czar era il capo della religione ortodossa e l'autorità della Chiesa si confondeva quasi con quella dello stato, anzi, agli occhi di un vero russo, un buon suddito dello czar doveva essere greco ortodosso. (parte I, cap. III, p. 95)
  • Il primo elemento, e diremo anzi il più essenziale, perché un organismo politico possa progredire nel senso di ottenere una difesa giuridica sempre migliore, è la separazione del potere laico dall'ecclesiastico; o, per dir meglio, bisogna che il principio in nome del quale si esercita l'autorità temporale non abbia nulla di sacro e di immutabile. (parte I, cap. V, p. 144)
  • Il carattere sacro delle caste ha [...] impedito da molti secoli qualunque progresso sociale e politico nella civiltà indiana. (parte I, cap. V, p. 144)
  • Pare indiscutibile che l'autocrazia abbia formato la base della organizzazione politica dei primi grandi aggregati umani. Tutti gli antichi grandi imperi dell'Asia e l'antico Egitto erano organizzati autocraticamente, come pure secondo il principio autocratico erano organizzati il nuovo impero persiano dei Sassanidi ed i califfati arabi. (parte II, cap. IV, p. 243)
  • Raramente nella storia troviamo esempi di classi elevate ereditarie che avendo coscienza, come dovrebbero averla, della loro superiorità intellettuale e morale, abbiano spontaneamente avuto un'uguale coscienza dei doveri che questa superiorità imponeva loro verso le classi inferiori. (parte II, cap. IV, p. 270)
  • Uno scrittore spagnuolo contemporaneo, Miguel de Unamuno, ha scritto l'elogio della fannulloneria. Egli ha voluto dimostrare che il mondo molto deve agli oziosi, perché, se fra i nostri antenati non ci fosse stato un certo numero di persone, che non dovevano lavorare colle proprie braccia e che potevano interamente disporre del loro tempo, non sarebbero nate né la scienza, né l'arte, né la morale. (parte II, cap. IV, p. 271)
  • Uno degli organismi più saldi e duraturi che ricordi la storia è senza dubbio la Chiesa cattolica, la quale ha sempre ammesso nelle file del clero ed all'occorrenza ha saputo portare al posto più insigne della gerarchia ecclesiastica uomini provenienti dagli strati più umili della società, e si potrebbero facilmente citare in proposito i nomi dei papi Gregorio VII, Sisto V e Pio X. (parte II, cap. IV, p. 275)

Incipit di Elementi di scienza politica[modifica]

Da molti secoli si è affacciata alla mente dei pensatori l'ipotesi che i fenomeni sociali, che davanti ad essi si svolgevano, non fossero meri accidenti, né la manifestazione di una volontà soprannaturale ed onnipotente, ma piuttosto l'effetto di tendenze psicologiche costanti, che determinano l'azione delle masse umane. Fin da Aristotele si è cercato di scoprire le leggi e le modalità che regolano l'azione di queste tendenze e lo studio, che ha avuto questo obietto, si è chiamato politica.

Citazioni su Gaetano Mosca[modifica]

  • Se Mosca finì per accettare il regime parlamentare, continuò a rifiutare energicamente ed ostinatamente la democrazia sia formale sia sostanziale. (Norberto Bobbio)

Note[modifica]

  1. Da Teorica dei governi e governo parlamentare, Unione tipografico-editrice torinese, 1982, p. 535. ISBN 8802037515
  2. Utili per chi? Per l'individuo che le commette o per la società? Pur troppo le due utilità sono molto separate e distinte e ci pare che ci voglia... assai poca pratica del mondo per sostenere che un'azione utile per la società riesca generalmente tale per l'individuo che la fa e viceversa. [N.d.A., p. 44]

Bibliografia[modifica]

  • Gaetano Mosca, Elementi di scienza politica, Fratelli Bocca editori, Torino, 19232
  • Gaetano Mosca, La classe politica, a cura e con un'introduzione di Norberto Bobbio, Editori Laterza, Bari, 1966.

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