Geoffrey Chaucer

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Geoffrey Chaucer

Geoffrey Chaucer (1343 circa – 1400), scrittore e poeta inglese.

I racconti di Canterbury[modifica]

Incipit[modifica]

Quando Aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di Marzo, impregnando ogni vena di quell'umore che la virtù di dar ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce flauto ha rianimato per ogni bosco e ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantando melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte ad occhi aperti la gente è allora presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio e d'andare per contrade forestiere alla ricerca di lontani santuari variamente noti, e fin dalle più remote parti d'ogni contea d'Inghilterra molti si recano specialmente a Canterbury, a visitare quel santo martire benedetto che li ha soccorsi quand'erano malati.

Citazioni[modifica]

  • L'umiltà di cuore è di quattro specie: una è quando l'uomo si considera un nulla di fronte a Dio del cielo; l'altra, quando non disprezza nessun altro uomo; la terza è quando non si preoccupa anche se altri non lo tiene in nessun conto; la quarta è quando non gli dispiace umiliarsi. Anche l'umiltà di parola sta in quattro cose: nel parlar moderato, nella semplicità di parola, quando ciò che si dice con le labbra corrisponda a ciò che si pensa dentro il cuore, e infine quando si lodino le qualità d'un altro senza sminuirle. Anche l'umiltà di opere è in quattro modi: il primo è quando si pongano gli altri prima di sé; il secondo sta nello scegliere sempre il posto più basso, il terzo nell'accettare lietamente un buon consiglio; il quarto è di rallegrarsi sempre per la decisione dei propri superiori, di chi cioè sta più alto di grado. (frammento X, Racconto del parroco)
  • Guardate come il fuoco di pochi tizzoni, quasi morti sotto la cenere, si riaccenda appena siano toccati dallo zolfo: appunto così si riaccende l'ira, appena è toccata dalla superbia che si nasconde nel cuore dell'uomo. Perché il fuoco non può certamente nascere da nulla, a meno che non sia già dall'inizio per natura in qualcosa, come dall'inizio il fuoco nella selce che s'estrae con l'acciaio. E come la superbia è spesso motivo d'ira, così il rancore ne fa da nutrice e da custode. (frammento X, Racconto del parroco)

Citazioni su I racconti di Canterbury[modifica]

  • I Canterbury Tales di Chaucer sono durati attraverso i secoli, mentre i prolissi poemi e racconti medievali sono finiti nei musei. (Ezra Pound)

Il parlamento degli uccelli[modifica]

  • La vita è così breve, l'arte così lunga da imparare.[1]
The lyf so short, the craft so long to lerne. (v. 1)
  • La natura, il vicario di Dio onnipotente.
Nature, the vicaire of thalmighty lorde, [...]. (v. 279)
[...] a fool can noght be stille. (v. 574)

Note[modifica]

  1. Cfr. Ippocrate: «La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fugace, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile.»

Bibliografia[modifica]

  • Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury (Canterbury Tales), a cura di Ermanno Barisone, UTET, Torino, 1981.
  • (EN) Geoffrey Chaucer, The Parliament of Fowles.

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Opere[modifica]