Georgij Valentinovič Plechanov

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Georgij Plechanov (1917 circa)

Georgij Valentinovič Plechanov (1856 – 1918), filosofo, politologo e critico letterario e d'arte russo.

Citazioni su Georgij Valentinovič Plechanov[modifica]

  • Gorkij dice che Plechanov assomigliava a un pastore protestante, con la finanziera stretta tutta abbottonata, «sicuro com'era che le sue idee fossero incontrovertibili, che ogni sua parola e ogni pausa avessero grande valore». Quando i lavoratori andavano a trovarlo, venendo dalla Russia, egli li riceveva a braccia aperte e li catechizzava in modo così professorale, che essi si trovavano incapaci di parlargli di ciò che avevano in mente. (Edmund Wilson)
  • Plehanov, chiamato il padre del marxismo russo, poi che per primo ha portato e sviluppato in Russia la dottrina marxista, cui è rimasto rigidamente fedele sino alla morte, persuaso della inflessibilità di sviluppo delle fasi sociali, contrario alle tendenze anarchiche del movimento russo e ai colpi di mano domandati da Lenin per la conquista del potere, scettico com'era sulla maturità del popolo a compiere la rivoluzione politica e sociale, rimane un solitario. Lo chiameranno più tardi anche nemico e traditore del popolo. (Virginio Gayda)
  • Plechanov, il fondatore della scuola marxista russa, già maestro di Lenin, aveva avvertito che se i bolscevichi avessero preso il potere con la forza sarebbero stati costretti a praticare il despotismo, perché «non si saltano i gradini della storia». Aveva pronosticato a lungo che con un putsch armato sarebbe stato possibile creare solo un socialismo «da impero degli Incas». (Alberto Ronchey)

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