Giacobbe Fragomeni

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Giacobbe Fragomeni (1969 – vivente), pugile italiano.

Citazioni di Giacobbe Fragomeni[modifica]

  • [a proposito del suo allenatore Ottavio Tazzi] Lui è il maestro dei maestri. Agli esordi, neppure mi cagava. Poi un giorno si appoggia alle corde e mi dice: il sinistro si porta così, il destro così. Gesù, era venuto da me e mi rivolgeva la parola! Così ho moltiplicato il mio impegno pensando: se mi parla, forse valgo qualcosa.[1]
  • Una sera, Giovanni Parisi mi spiegò alcune cose, e mi prese sotto la sua ala. Con lui cominciai a capire come lavora un professionista, le cose che deve fare, la routine di allenamento, e l'impronta che mi ha dato è rimasta per tutta la mia carriera.[2]
  • Ho sempre mantenuto i metodi tradizionali, appresi da Parisi. Il focus era abituare il fisico a fare le cose, acquisire schemi motori che mi permettessero esecuzioni immediate, senza pensarci su, al momento opportuno. La ripetizione degli schemi è essenziale, è quello che dico sempre ai giovani: ripetere ripetere ripetere. L'unico che ha apportato qualche cambiamento è stato Patrizio Oliva, che avevo già avuto come allenatore in nazionale, ma nella sostanza il suo metodo non differiva molto da quello di Giovanni Parisi. [2]
  • Anche con gli sparring bisogna arrangiarsi con quello che trovi, perché altrimenti ti capita che il procuratore che dice che te li trova lui e poi, dopo il match, invece di darti 10 ti da 8, dicendo che 2 li ha dati allo sparring partner... e poi magari dopo vieni a sapere che gliene ha dato uno solo ed ha intascato la differenza. In giro trovi veramente degli squali![2]
  • Nel pugilato spesso ci sono grossi problemi di gelosia: ogni maestro si tiene stretto il ragazzo come una madre con il figlio, ed evitano di mandarli in altre palestre per imparare cose diverse o per fare sparring con altri atleti. Nella boxe come nella vita, se proteggi in modo ossessivo il ragazzo, questo non cresce, e poi magari arriva a confronti importanti ancora immaturo, trovandosi di fronte ragazzi di 17-18 anni che sono già uomini. Nelle MMA non vedo queste diffidenze, è normale che i ragazzi facciano lotta da una parte, jiu jitsu da un'altra, e thai da un'altra ancora. Da questo punto di vista, la boxe deve prendere esempio e tornare come era ai miei tempi, quando era assolutamente normale andar fuori, anche se c'era da prendere qualche pugno. Facciamo la boxe, non danza classica, e i ragazzi devono trovare ed affrontare i giusti test da superare per crescere.[2]
  • Di bulli ne entrano molti in palestra ma poi li metti alla prova, li inviti a confrontarsi con te e si smontano in un secondo. Vieni pure ma sappi che tutti siamo capaci a picchiare e che bisogna anche sapersi difendere. E non credere che basti essere arrabbiato per mettermi giù.[3]
  • Ci sarà sempre quello più forte di te e quindi dovrai imparare a tenergli testa. Più volte mi è capitato di allenare ragazzi carcerati che quando salgono sul quadrato sono spocchiosi. Li lascio sfogare e poi, quando sono stanchi, gli dico: adesso tocca a me. E, senza fargli nulla ovviamente, provo ad insegnargli un po' di umiltà.[3]
  • [durante una lezione al carcere la Vallette di Torino] Alcuni detenuti avevano scommesso su di me. Nella sala si respirava una tensione strana e mi sono detto: vuoi vedere che questo pensa veramente di mettermi giù?!. Ho iniziato a boxare con molta calma. Il rumeno, invece, picchiava durissimo e così l'ho fatto sfogare. All'inizio della seconda ripresa gli ho detto: adesso però iniziamo a dare spettacolo. Ho fatto la mia boxe. Tutti sono rimasti male perché volevano che l'atterrassi. Io invece credo di avergli dato una grande lezione di vita. Da quel momento il ragazzo avrebbe fatto tutto quello che volevano. E così è stato. Una sana umiliazione che sicuramente è servita a lui come agli altri detenuti.[3]
  • Al bullo quindi cerco di farlo ragionare, alla vittima di fargli acquisire sicurezza per affrontare il mondo esterno. Chi insegna boxe ha una grande responsabilità. Se il mio maestro Ottavio Tazzi non mi avesse preso con le pinze non sarei mai diventato quello che sono. Lui mi diede e mi fece ritrovare la fiducia e lì scattò la molla.[3]

Note[modifica]

  1. Citato in Ottavio Tazzi "El Maester" della Boxe premiato a Palazzo Marino, Federazione Italiana Kickboxing Muay Thai Savate Shoot Boxe, 23 gennaio 2012
  2. a b c d Da una intervista di MMA-Arena; citato in Intervista a Giacobbe Fragomeni, ex Campione del Mondo WBC dei Massimi Leggeri: Professionismo, dilettantismo e boxe per le MMA., MMA Arena, 07 aprile 2017.
  3. a b c d citato in BOXE RING n°02/2017, pag.18, titolo ...e visse felice e contento. Giacobbe Fragomeni al secondo round della vita, intervista di Michela Pellegrini

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