Giovanni Comisso

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Lapide commemorativa con parole di Eugenio Montale sulla casa di Giovanni Comisso

Giovanni Comisso (1895 – 1969), scrittore italiano.

Citazioni di Giovanni Comisso[modifica]

  • Avvertivo la vita che precipitava, sapevo che tutto quanto può fare l'uomo è desstinato alla rovina, alla dispersione, tranne l'arte. (da La mia casa di campagna, Longanesi, 1972)
  • La vita è terribile come la morte. (da Vita nel tempo: lettere, 1905-1968, a cura di Nico Naldini, Longanesi, 1989)
  • Santo Iddio, che figluolo addormentato che mi è toccato mettere al mondo. Fossi nata io maschio, non sarei stata certamente qui a guardare il Vesuvio... (da Pompei)
  • [Napoli] Su dalla piazza aperta la massa del Maschio Angioino inquadra il panorama del porto e del Vesuvio lontano. Sullo sfondo celestino del monte s'alza lo stelo rosa del faro e fittiscono gli alberi dei velieri e dei piroscafi. Le pietre del selciato dure e ondulate ricordano quelle delle strade di Pompei. Ci si inoltra nei quartieri popolari dove le vie sono profonde tra caseggiati enormi e corrosi. Sembra di avanzare in una densa boscaglia, dove tra i rami cantino gli uccelli: sono i richiami dei venditori ambulanti. (da Mezzogiorno)
  • – Trent'anni di scavo! – Credevo parlasse di Pompei, ma invece si trattava dela sua vita. (da Pompei)
  • Vidi il sole passare come un'abitudine qualunque sopra le cose sorde e distratte. (da Al vento dell'Adriatico, Libreria Canova)

Incipit di alcune opere[modifica]

Gente di mare[modifica]

Si arriva per prati d'acqua, dopo avere rasentato paesi costruiti come scene di teatro di altri tempi e panorami di alberi con terreni erbosi di un verde prepotente sul precipizio azzurro del mare.

Giorni di guerra[modifica]

Verso la fine del 1914 mi trovavo in campagna a Origo di Piave, ospite di un vecchio amico della mia famiglia. Una sera, al ritorno dai colli, trovai un telegramma per me: mio padre mi richiamava a Treviso, per raggiungere il reggimento a cui ero stato destinato. Partii quella sera stessa.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Gioventù che muore[modifica]

Adele si mise gli sci e cominciò a discendere per la pista che si svolgeva dolce fuori dall'albergo, sul pendio della collina.
Era felice di sentirsi portare senza fatica, dopo un anno che non si ritrovava tra quella stessa neve, sull'altopiano di Asiago. Quando la pista si fece piana, si fermò per asciugarsi con il dorso del guanto le lagrime eccitate dal vento e guardò attorno l'ondulato biancheggiare dei declivi dove scegliere una direzione.

Citazioni su Giovanni Comisso[modifica]

  • Una volta che d'attorno al Caramelli eravamo in pochi, egli fece i nomi di altre due persone di fama che [...] avevano avuto entrambe la chiamata di entrare in religione: Giannotto Bastianelli e Giovanni Comisso. Del Comisso [...] manifestai il dubbio che si fosse incorsi in errore d'interpretazione a un fantasioso suo discorso. Rispose il Caramelli che per convincermene gli tenessi dietro. Andammo così assieme fino in una stanza interna del convento. [...] dopo di che andò sicuro a prendere un inserto, dal quale scelse una lettera che mi mise in mano. Era la lettera autografa del giovane Comisso, da valere di domanda per essere accolto fra i novizi. (Nicola Lisi)

Bibliografia[modifica]

  • Giovanni Comisso, Gioventù che muore, Gherardo Casini Editore, Roma, 1965.

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