Guerra dell'Ogaden

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Soldati cubani durante la guerra

Citazioni sulla guerra dell'Ogaden.

Citazioni[modifica]

  • Aggredita a nord dagli eritrei e a sud dai somali e minata al centro da una furibonda lotta per il potere, l'Etiopia andava alla deriva, incapace da sola di reagire ai colpi che le venivano inferti. Fu a questo punto che, in risposta ad un disperato appello del Derg etiopico, l'Unione Sovietica intervenne nel conflitto, coinvolgendo anche Cuba. Il 22 gennaio 1978, dopo essere stato rifornito di armi con un gigantesco ponte aereo e rafforzato da truppe scelte cubane, l'esercito etiopico passava alla controffensiva sotto la direzione di generali sovietici. E in meno di due mesi, dopo aver battuto duramente le forze somale, soprattutto nella piana di Giggiga, le costrinse alla ritirata da tutto l'Ogaden. Il disastro per Mogadiscio avrebbe potuto essere anche di più vaste proporzioni se non fosse intervenuto un accordo fra Mosca e Washington che consentiva ai resti dell'esercito somalo di salvarsi dall'accerchiamento e dalla distruzione e di mettersi in salvo in Somalia. Sempre in base all'accordo sopraccitato, gli etiopici rinunciavano al diritto all'inseguimento. (Angelo Del Boca)
  • I cubani hanno vissuto in questa guerra la nostra vita, sofferto la nostra fame, patito le nostre ferite, subito la nostra morte. I nostri legami fraterni sono stati suggellati col sangue. (Menghistu Hailè Mariàm)
  • Il regime etiope rispose alla prima fase dell'offensiva somala con annunci che aveva ottenuto vittorie eroiche e che aveva schiacciato gli invasori. I somali risposero negando di avere truppe nell'Ogaden. Era una strana guerra: vittorie etiopi fittizie contro un esercito somalo apparentemente inesistente. (David A. Korn)
  • L'Etiopia subì l'invasione ed immensa perdita di vita e distruzione nel 1977, non perché gli Stati Uniti l'abbandonarono, ma perché l'Unione Sovietica armò sconsideratamente la Somalia negli anni precedenti, e perché Menghistu fece un errore di calcolo puntando sui sovietici. Mentre l'Unione Sovietica lottava per mantenere la sua posizione in Somalia mentre stabiliva la sua posizione in Etiopia, continuava inizialmente a dare armi al suo vecchio cliente mentre chiaramente rallentava - o certamente non si affrettava a farlo - le spedizioni a quello nuovo. (David A. Korn)
  • Nel 1974, una rivoluzione aveva spodestato il monarca etiope, l'imperatore Haile Selassie. Una giunta militare, il Derg, costituita da ufficiali di basso grado e soldati semplici, prese il potere, tra loro c'era il brutale Menghistu Haile Mariam, che divenne il successivo capo di Stato etiope. Siad Barre colse l'occasione per invadere la regione di Ogadèn, che l'Etiopia rivendicava come propria, ma era occupata per lo più da persone di lingua somala, il sottoclan Ogadèn dei darod. (Ayaan Hirsi Ali)
  • Somalia ed Etiopia erano coinvolte in un conflitto devastante. Negli anni a venire, la guerra avrebbe ucciso migliaia di persone, e avrebbe soffocato le nascenti economie di due Paesi ancora fragili. (Ayaan Hirsi Ali)

Mohammed Siad Barre[modifica]

  • Abbiamo bisogno di collaborare fraternamente con l'Etiopia, [...] È giunto il momento di trovare una via d'uscita. Dopo una lunga, lunga lotta, bisognerebbe ora riflettere.
  • Con i sovietici al loro fianco, gli etiopi sono stati intransigenti, [...] Abbiamo entrambi molte affinità culturali. Se fossimo stati entrambi saggi, avremmo raggiunto un' accordo da molto tempo, e indirizzato i nostri sforzi sulla cooperazione congiunta. [...] Ora troviamo la strada per una soluzione giusta e di lunga durata. Uniamo finalmente le nostre forze.
  • Discutiamo senza precondizioni. Cominciamo un dialogo di vera sincerità, [...] Siamo stati nemici per troppo tempo. Ora cerchiamo una soluzione pacifica al problema.

Voci correlate[modifica]

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