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Georg Friedrich Händel

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Georg Friedrich Händel

Georg Friedrich Händel (1685 – 1759), organista e compositore tedesco naturalizzato inglese.

Citazioni di Georg Friedrich Händel

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  • Mi spiace di averli solo divertiti, avrei voluto fare di più[1].
I should be sorry if I only entertained them, I wish to make them better.[2]
  • [Su Telemann] Riusciva a scrivere un brano religioso a 8 voci alla stessa velocità con cui chiunque altro avrebbe scritto una lettera.[3]

Citazioni su Georg Friedrich Händel

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  • Haendel mi piace sempre – anzi, lo trovo perfetto – ma ha una certa superficialità. (Albert Einstein)
  • Händel comprende gli effetti speciali molto meglio di noi, e con essi colpisce come una saetta. (Wolfgang Amadeus Mozart)
  • Händel è il più grande compositore mai vissuto... mi scopro il capo e mi inginocchio davanti alla sua tomba. (Ludwig van Beethoven)
  • – Io non ce l'ho con i compositori inglesi, dottore, ma deve riconoscere che sono un po' freddi.
    – È freddo Handel?
    – No, lui no. Sa, è di origine tedesca. (La vendetta di Frankenstein)
  • L'Oratorio di Haendel riproduce, più o meno, in quanto aspetto esteriore, le maniere di Carissimi, di Stradella e di Alessandro Scarlatti. Anche gli Oratori di Haendel sono suddivisi in Recitativi, Arie, Duetti e Cori. Ma l'intonazione appare più grandiosa, più epica; gioia e dolore sono espressi con accento che oseremmo dire più realistico; i sorrisi si illuminano più chiaramente, le ferite dolgono con spasimo più acuto. Anche la maggior parte e la maggiore ampiezza riservate all'intervento del Coro non costituiscono soltanto un dato tecnico, riferentesi a una più grande abilità raggiunta dalle masse corali, ma indicano una diversa prospettiva psicologica e drammatica. Il Coro è, per Haendel, la testimonianza dell'umanità vivente; è la voce della collettività umana, messa davanti allo spettacolo o al ricordo di straordinarie azioni, di straordinarie immagini, di trascendentali contatti con lo spirito divino. (Giulio Confalonieri)
  • Lui ha visto uomini e donne dove altri avevano visto solo busti storico-mitici. (Paul Henry Lang)
  • Ogni Inglese crede che Händel ora occupi un'importante posizione in paradiso. Se è così, le bon Dieu dovrebbe sentirsi davanti a lui come Luigi XIII dinanzi Richelieu. (George Bernard Shaw)
  • Voi siete un asino, signore! Non meritate di possedere delle orecchie! Quando i posteri avranno perduto da anni il ricordo della vostra misera esistenza, pronunceranno il nome di Händel con un infinito rispetto! (Farinelli - Voce regina)
  • Bach viene considerato un musicista più profondo di Händel in virtù della sua frequente e più involuta complessità di composizione. In realtà Händel era abbastanza profondo da evitare l'uso selvaggio del contrappunto cui ricorreva istintivamente Bach, ma sapeva bene che l'opinione pubblica avrebbe certamente considerato Bach al suo livello, se non addirittura superiore. È probabilmente per questo che Händel era diffidente nei confronti di Bach.
  • È l'opera di Händel, non il corpo con il quale ha composto la sua opera, che ci costringe ad attraversare mezza Londra per ascoltare la sua musica.
  • Se leghi le mani a Händel impedendogli di rendere le emozioni umane, e liberi Bach non dandogli nessuna emozione umana da interpretare – se, di fatto, privi Händel delle sue possibilità mentre togli a Bach le sue difficoltà – i due potranno competere in qualche modo, ma Händel ne uscirà comunque vittorioso. Altrimenti è assurdo concedere a Bach di entrare in lizza.
  • Shakespeare e Händel sono indubbiamente i due poeti che esercitano il fascino maggiore sugli inglesi – poiché in Händel sul musicista prevale il poeta, interprete e principe di tutte le condizioni umane e materiali. Certo, saranno stati in molti a sapere l'inglese come Shakespeare e altrettanti a conoscere la musica come Händel; forse Bach, probabilmente Haydn, certamente Mozart, non meno di molti musicisti contemporanei, celebri e ignorati. Ma il poeta non possiede soltanto il sapere (la gnosis) ma anche, e soprattutto, l'agape che gli fa desiderare di impadronirsi del cuore degli uomini e lo sprona ad applicare il suo sapere fino alla riuscita. Händel non ha avuto rivali come osservatore di tutto quanto c'era da osservare, amante di tutto quanto c'era da amare, spregiatore di tutto quanto era sprezzabile, e quindi come poeta. Shakespeare amò molto, ma non saggiamente; Händel amò come Shakespeare, ma con maggiore saggezza. Händel è al di sopra di Shakespeare così come Shakespeare è al di sopra di tutti gli altri, eccetto lo stesso Händel; e non meno elevato, appassionato, tenero e ugualmente pieno di fuoco e di amore; non è meno universale della sua umana partecipazione, non meno maestro di espressione di Shakespeare, e nello stesso tempo di fibra più forte e robusta, più duttile, meno introspettiva. Gli inglesi sono di razza talmente mista, inventiva, portata alle migrazioni, che per molte generazioni ancora dovranno per forza essere dubbiosi, quindi introspettivi. Se mai ottengono la libertà, la ottengono come Shakespeare «a caro prezzo», mentre Händel era «nato libero.»
  • Solo un grande compositore come Händel – o qualcuno di altrettanto grande, se fosse possibile trovarlo – può anche essere, spesso, facilmente e trionfalmente banale. Così come ci vuole – o piuttosto ci vorrebbe – un compositore all'altezza di Händel per scrivere un altro coro dell'Alleluia. Solo chi è capace di tanto potrà con trattare con facilità anche situazioni banali come fa Händel. Händel è così grande e così semplice che solo un musicista di professione può essere incapace di capirlo.

Note

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  1. Citato in AA.VV., Il libro della musica classica, traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 87. ISBN 9788858022894
  2. James Beattie, lettera del 25 maggio 1780, in William Forbes An Account of the Life and Writings of James Beattie, LL.D., 1806, p. 331.
  3. Citato in AA.VV., Il libro della musica classica, traduzione di Anna Fontebuoni, Gribaudo, 2019, p. 106. ISBN 9788858022894

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