La vendetta di Frankenstein

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La vendetta di Frankenstein

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Michael Gwynn, la creatura di Frankenstein

Titolo originale

The Revenge of Frankenstein

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1958
Genere Horror
Regia Terence Fisher
Sceneggiatura George Baxt, Hurford Janes, Jimmy Sangster
Produttore Anthony Hinds
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Casa di produzione: Hammer Film Productions

La vendetta di Frankenstein, film del 1958 con Peter Cushing diretto da Terence Fisher, sequel di La maschera di Frankenstein.

Incipit[modifica]

Nell'anno 1860, il barone Frankenstein fu condannato a morte per i brutali omicidi commessi dal mostro da lui creato. L'intero continente tirò un sospiro di sollievo, quando la ghigliottina fu chiamata a mettere fine alla sua vita di ignominia. (Testo)

Frasi[modifica]

  • Non sono un ciarlatano, e non posso trovare malattie inesistenti. (Dott. Victor Stein)
  • Sa che nei primi esperimenti che facevo usavo i rettili? Una volta misi il cervello di una rana ad una lucertola. La lucertola tentava di saltare, naturalmente senza riuscirci. Ma io capì che il cervello funziona sempre nello stesso modo, in qualunque corpo si trovi. (Dott. Victor Stein)

Dialoghi[modifica]

  • Dott. Molke: Insomma signori, che cosa ne sappiamo di quest'uomo? Chi ne sa niente di lui? Nessuno. Nessuno ne sa niente. È venuto qui tre anni fa, e a cominciato all'esercitare e senza dire da dove veniva. Di dov'è? Dove ha studiato medicina? Che precedenti ha? Lo sapete voi? No! No, e io nemmeno. Eppure è qui, ha una clientela ed è considerato il miglior medico di tutta Carlsbruck. Non ha nemmeno chiesto di essere iscritto all'albo dei medici, e va dicendo che lui può farne benissimo a meno.
    Dott. Bergman: E lo dimostra con i fatti. A me ha portato via un bel po' di clienti.
    Dott. Hans Kleve: Anche a me.
    Medico #1: Anche a me.
    Medico #2: E a me.
    Medico #3: E a me!
    Dott. Molke: A tutti, anche a me.
    Dott. Hans Kleve: Fra gli altri, anche sua moglie se non sbaglio.
    Dott. Molke: Sì, ma questo finirà, e presto!
  • Paziente menomato: Io come faccio a ballare senza le gambe adesso?
    Spazzino: Impara a cantare.
  • Dott. Victor Stein: Che cos'hai tu?
    Paziente con la pipa: Sa', mi fa male il petto, dottore.
    Dott. Victor Stein: Non mi sorprende. L'hai trasformato in un forno.
  • Presidente: Io sono il presidente del consiglio dei medici.
    Dott. Victor Stein: Congratulazioni.
    Presidente: Insomma, avremmo deciso di farla entrare nel consiglio.
    Dott. Victor Stein: Davvero? [...] Sono molto onorato, signori.
    Presidente: Allora accetta?
    Dott. Victor Stein: No.
    Dott. Molke: Ma questo suo atteggiamento è offensivo a tutti noi medici!
    Dott. Victor Stein: Quando sono venuto a Carlsbruck, senza mezzi ne nome, ed ho cominciato ad esercitare, sono stato osteggiato in tutti i modi da questo vostro consiglio che serve soltanto ad eliminare la concorrenza. Adesso mi sono fatto una clientela senza appoggi e senza alcun aiuto. Mi sono abituato a fare per conto mio e non intendo cambiare.
  • Dott. Hans Kleve: Una dissezione magistrale, dottor Stein. Dovete perdonare l'intrusione.
    Dott. Victor Stein: Devo?
    Dott. Hans Kleve: Volevo rinnovare una conoscenza. Dopo un po' che la guardavo, oggi mi sono accorto che l'avevo già visto.
    Dott. Victor Stein: Non mi pare straordinario. Sono tre anni ormai che risiedo qui a Carlsbruck.
    Dott. Hans Kleve: Ma prima? Tre anni e mezzo fa, esattamente all'Ingolstadt. C'ero andato per il funerale del professor Bernstein. Lei lo saprà chi era.
    Dott. Victor Stein: Beh, lo sanno tutti chi era Bernstein.
    Dott. Hans Kleve: Avevo assistito alle sue lezioni fino all'anno precedente a quello della sua morte. [...] Il professore fu sepolto nella tomba di famiglia del barone Frankenstein. Continuo?
    Dott. Victor Stein: Certo, la prego.
    Dott. Hans Kleve: Sono il primo a riconoscerla, vero?
    Dott. Victor Stein: Ho l'impressione che lei si stia sbagliando.
    Dott. Hans Kleve: No, la somiglianza è troppo evidente. Poi c'è la sua presente attività che toglierebbe qualsiasi dubbio.
    Dott. Victor Stein: A sì? E se io fossi davvero il barone Frankenstein?
    Dott. Hans Kleve: È lei?
    Dott. Victor Stein: Poco fa ne era sicuro, adesso me lo chiede. Ma cosa c'è che l'interessa tanto in questo signore?
    Dott. Hans Kleve: Tutte le sue scoperte.
    Dott. Victor Stein: Ah, è così? Ho capito. Mi chiamo Frankenstein, lo confesso. Ma siamo una vasta famiglia. Siamo sempre stati esageratamente prolifici. Siamo sparsi dappertutto, anche in America mi hanno detto. C'è perfino una città che si chiama Frankenstein.
    Dott. Hans Kleve: Ma lei è o no quel Frankenstein?
    Dott. Victor Stein: Poi ci sono degli altri Frankenstein che si sono stabiliti in Australia.
    Dott. Hans Kleve: Ma è lei quello che io cerco?
    Dott. Victor Stein: Sì, dottor Kleve.
    Dott. Hans Kleve: Ne ero sicuro. Le ho già detto quello che a me interessa. Voglio che lei mi insegni quello che nessuna scuola può insegnarmi. Voglio diventare il discepolo di colui che io considero il genio del secolo. Il suo discepolo, Barone.
    Dott. Victor Stein: Sono lusingato. Ma se rifiutassi?
    Dott. Hans Kleve: Non lo farà.
    Dott. Victor Stein: Già. O la prendo con me, oppure... Ma mi pare un ricatto. Non è una bella cosa.
    Dott. Hans Kleve: Allora lo possiamo considerare come un accordo di collaborazione. La sua scienza in cambio del mio aiuto.
    Dott. Victor Stein: E del suo silenzio.
  • Dott. Hans Kleve: Ma è il braccio del borsaiolo!
    Dott. Victor Stein: È proprio quello. Le dita di un borsaiolo devono essere molto sensibili, e questo può far comodo.
  • Dott. Victor Stein: Lei sa che io... che quel Frankenstein fu condannato a morte?
    Dott. Hans Kleve: Sì.
    Dott. Victor Stein: E lo sa perché?
    Dott. Hans Kleve: Ma sì, lo sanno tutti. La cosa fece epoca. Aveva creato un uomo dagli istinti bestiali.
    Dott. Victor Stein: Ma doveva essere perfetto, come io l'avevo creato. Il suo cervello subì una lesione, altrimenti sarebbe stata la più spettacolosa scoperta scientifica di tutti i tempi, e Frankenstein sarebbe stato considerato un genio. E invece fu condannato alla ghigliottina. Ma un giorno avrò la mia rivincita.
  • Dott. Hans Kleve: Ma chi è?
    Dott. Victor Stein: Nessuno. Non è ancora nato. Questa volta però e perfetto. Meno qualche cicatrice, è perfetto.
    Dott. Hans Kleve: Ma lei lo ha composto con altri corpi?
    Dott. Victor Stein: Sì, e per questo mi è servito molto l'ospedale dei poveri. Ora mi basta un cervello e poi potrò dargli la vita. Lei ha visto questo esperimento. Sapesse quanto ci ho studiato. Tengo ancora in piedi questa baracca per ricordarmi che è impossibile nel caso che mi tornasse la tentazione. No, il cervello dev'essere vivo. È il solo organo a cui non si può ridare la vita nel corpo umano. E per questo dovrò asportarlo ad un uomo vivo.
    Dott. Hans Kleve: Allora dovrà commettere un assassinio.
    Dott. Victor Stein: Non necessariamente, perché ho un volontario. È già qui nel laboratorio. No, Kleve, non è lei. No, il suo cervello sta bene dov'è.
  • Karl: Senta dottore, che cosa ne sarà di me, dopo?
    Dott. Hans Kleve: Oh, abbiamo grandi progetti. Verranno medici e scienziati da tutto il mondo per vederti e parlarti. Sarai un personaggio importante. Il dott. Stein terrà una serie di lezioni. Ti vedranno così, con il corpo che hai adesso vicino a quello che avevi prima.
    Karl: E tutti continueranno a guardarmi...
    Dott. Hans Kleve: Ma ora sarà diverso. Avrai una grande parte nel progresso della scienza medica.
  • Spazzino: Che freddo in questo ospedale!
    Dott. Hans Kleve: Se tu usassi quella scopa, non lo sentiresti il freddo.
    Spazzino: Eh... Dottore, che ha di speciale quel tipo in solaio?
    Dott. Hans Kleve: Che cosa ne sa?
    Spazzino: Oh, niente. Ho capito che è speciale. Però, perché è speciale? Non ha le pulci?
    Dott. Hans Kleve: Se ti lavassi, non le avresti neanche tu.
    Spazzino: Chi, io? Lavarmi? Per pigliarmi la polmonite? No. No, mi tengo le mie pulci, ma almeno avrò caldo. [...] Per esempio, guardi gli animali selvatici. Mica si lavano, ma però stanno bene. Non se ne vedono di ammalati. Ma proprio mai, perché se ne stanno belli sporchi.
    Dott. Hans Kleve: Che ne sai tu degli animali selvatici?
    Spazzino: Eccome se ne so! Io me ne intendo di bestie. E so anche le loro abitudini.
    Dott. Hans Kleve: Forse perché li mette in pratica?
    Spazzino: E che c'è di male? Erano al mondo prima di noi e ci saranno quando noi non ci saremo più, perché loro sanno molto bene come si deve vivere. Guardi le scimmie per esempio. Hanno un bello strato di sporco che gli fa caldo. Mangiano e bevono quanto vogliono. Chissà quanto ridono di noi.
  • Dott. Hans Kleve: Questo scimpanzé mangiava carne prima dell'operazione?
    Dott. Victor Stein: No, ha incominciato dopo con sua moglie. Se l'è mangiata.
    Dott. Hans Kleve: Ha mangiato una scimmia?
    Dott. Victor Stein: E chi poteva avere come moglie?!
    Dott. Hans Kleve: Insomma è diventato cannibale?
    Dott. Victor Stein: Sì, e non ho voluto correggerlo. Ho visto che era felice così e l'ho lasciato cannibalo.
    Dott. Hans Kleve: Ma tallora... insomma, potrebbe anche succedere a Karl.
    Dott. Victor Stein: Non c'è questo pericolo, purché il cervello abbia il tempo di assestarsi.
  • Contessa Barscynska: Io non ce l'ho con i compositori inglesi, dottore, ma deve riconoscere che sono un po' freddi.
    Dott. Molke: È freddo Handel?
    Contessa Barscynska: No, lui no. Sa, è di origine tedesca.
  • Dott. Victor Stein: Signori, lo nego nel modo più assoluto.
    Presidente: Dunque lei nega che il suo nome è Frankenstein?
    Dott. Victor Stein: C'è nessuno che abbia consultato un elenco anagrafico qui? Un elenco anagrafico di qualsiasi città dell'Europa centrale? Ci sono decine di Frankenstein, e io sono uno di loro. Sapevo di quel Frankenstein che aveva creato un mostro circa tre anni fa e, naturalmente, non potevo incominciare ad esercitare con un nome così compromesso, e me lo sono cambiato.

Citazioni su La vendetta di Frankenstein[modifica]

  • A quasi quarant'anni dalla sua realizzazione, La vendetta di Frankenstein assurge infatti alla statura di autentico classico. Nel ciclo di Frankenstein ha due soli rivali, La sposa di Frankenstein, il capolavoro di James Whale, e il successivo, superbo Distruggete Frankenstein, sempre di Fisher: ma sotto certi aspetti è superiore a tutti e due. (Luigi Cozzi)
  • La carica emotiva e patetica di questa storia è eccezionale e la regia di Fisher raggunge vertici di abilità e suggestione sia nella descrizione dell'immorale aristocrazia del tempo che dei bassifondi dove è costretto il mostro il quale, alla fine, irrompe in una festa dell'alta società per invocare l'aiuto di Frankenstein: irruzione del Male nel Bene o viceversa? Molti sapienti tocchi di umorismo nero e di cinismo condiscono un film nel quale la figura di Frankenstein, sempre interpretata con precisione e comunicativa da Peter Cushing, assume nuove sfaccettature psicologiche in un percorso che, proprio a partire da qui, si rende del tutto autonomo da quello dei vecchi film della Universal. (Rudy Salvagnini)
  • La vendetta di Frankenstein è un autentico capolavoro. Non vi si percepisce più neppure lontanamente l'influenza dei classici di James Whale e dell'Universal, e la perfezione tecnica e artistica di questa pellicola è tale che costituisce quasi la codificazione ideale del nuovo stile "gotico all'inglese" creato dalla Hammer. (Luigi Cozzi)
  • Seguito di La maschera di Frankenstein (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (Il Morandini)

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