Harold Brodkey

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Harold Brodkey

Harold Brodkey (1930 – 1996), scrittore e giornalista statunitense.

Citazioni di Harold Brodkey[modifica]

  • Abbasso le città dalla luce umida e paludosa, vanno bene per chi dipinge acquerelli... La mia casa è New York, pietrosa e alta. I suoi beni immobili sono davvero un bene. Come la sua primavera. (citato in Corriere della Sera, 28 agosto 2008)
  • Si può essere stanchi del mondo — stanchi dei re della preghiera, dei re della poesia, i cui rituali sono un intrattenimento umano e gradevole, ma assolutamente irritante perché non hanno alcuna realtà — mentre la realtà in sé continua a essere molto preziosa. Il desiderio è di intravedere degli squarci di reale. Dio è un'immensità, mentre la malattia, questa morte, che è in me, questo piccolo evento pedestre circoscritto entro confini tanto precisi, è semplicemente reale, privo di miracoli — o di istruzioni. Sono in piedi su una zattera che ha sciolto gli ormeggi, una piccola chiatta che si muove sulla fluida superficie scorrevole di un fiume. È precaria. L'ignoranza dell'ignoto, l'equilibrio difficile, i sobbalzi e l'instabilità si allargano in ampie increspature su tutti i miei pensieri. Pace? Non ce n'è mai stata alcuna nel mondo. Ma ora sto viaggiando sull'acqua arrendevole, sotto il cielo, senza ormeggi, e mi sento ridere, con un certo nervosismo all'inizio e poi con genuino stupore. È tutta intorno a me. (da Questo buio feroce)
  • Sono in piedi su una zattera che ha sciolto gli ormeggi, una piccola chiatta che si muove sulla fluida superficie scorrevole di un fiume. È precaria. L'ignoranza dell'ignoto, l'equilibrio difficile, i sobbalzi e l'instabilità si allargano in ampie increspature su tutti i miei pensieri. Pace? Non ce n'è mai stata alcuna nel mondo. Ma ora sto viaggiando sull'acqua arrendevole, sotto il cielo, senza ormeggi, e mi sento ridere, con un certo nervosismo all'inizio e poi con genuino stupore. È tutta intorno a me. (da Questo buio feroce)

Citazioni su Harold Brodkey[modifica]

  • "È un piacere scrivere questo libro", dice; intanto perché gli è stato commissionato e poi perché non avrà come destinatari i critici del New York Times. Quando è venuto qualche giorno a Roma, ospite dello psicodrammatista Ottavio Rosati, con cui ha discusso a lungo del suo programma di Rai tre Da storia nasce storia, abbiamo passato ore deliziose, fuori delle interviste preordinate, a discutere. I suoi libri sono intrisi di sensibilità psicoanalitica, e Brodkey ha confermato con divertimento osservazioni cliniche che nessuno gli aveva mai fatto. Intanto Hellen cucinava esoterici piatti macrobiotici e a tavola Brodkey raccontava che cosa aveva visto girando in motorino per Roma o protestava che Venezia non è soltanto Hemingway, è anche Thomas Mann, John Ruskin, Henry James. "Questo", diceva, "mi rende molto modesto". (Fernanda Pivano)
  • Molto di questo rapporto con l'omosessualità si trova in un romanzo che lui scrisse per il "Consorzio Nuova Venezia", Amicizie profane, finora fuori commercio. Sono più di 400 pagine, il racconto di due amici. Nino e Onni, guarda caso un anagramma, due volti di una stessa personalità. Onni, l'italiano, è un attore divo delle scene, figlio d'una madre che lo prostituiva ai nazisti, votato al divismo. Nino è lo scrittore che crede nella ricerca interiore, nella sensualità riportata allo scavo in noi stessi [...] Quello che ha scritto in Amicizie profane spiega una cosa: che gli dà fastidio, nell'omosessualità, il rischio della fusione, della perdita di personalità. Brodkey tiene insieme gli opposti. [...] Una cosa è certa: qualunque cosa scriverà sarà un modo di sopravvivere e sarà un modo di sopravvivere attraverso la scrittura. (Ottavio Rosati)
  • Non ci rimane che guardare sbigottiti le migliaia di pagine dei suoi libri, ricordare lo charme sapiente e il suo humour irresistibile [...] Era straordinaria la stima che gli tributavano i suoi colleghi americani, giovani e vecchi: quando anni fa avevo detto al mio caro amico Don De Lillo, l'indimenticabile autore di Rumore Bianco, che andavo da lui, mi ha avvertito: "Conoscerlo ti cambierà la vita". (Fernanda Pivano)
  • Per anni Harold Brodkey è stata la leggenda vivente del mondo letterario americano. "Uomo o Messia?'". diceva di lui un titolo del mensile Vanity Fair, definendolo "Il grande romanziere americano che non ha mai scritto un romanzo". Per il New Yorker il titolo era ancora più diretto: "Il Genio". (Gianni Riotta)

Bibliografia[modifica]

  • Harold Brodkey, Questo buio feroce (Storia della mia morte), traduzione di Delfina Vezzoli, Rizzoli, Milano, 1999. ISBN 9788817852517

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