Henri-Frédéric Amiel

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Henri-Frédéric Amiel, 1852.

Henri-Frédéric Amiel (1821 – 1881), filosofo, poeta e critico letterario svizzero.

Citazioni di Henri-Frédéric Amiel[modifica]

  • Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L'adorazione delle apparenze si paga.[1]

Diario intimo[modifica]

  • Conoscere è un atto. La scienza appartiene dunque all'ambito della morale. Agire è seguire un pensiero. La morale appartiene dunque al campo della scienza. (19 febbraio 1849)[2]
  • Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile è talento; fare ciò che è impossibile al talento è genio.
  • Guarda due volte per veder giusto, guarda una volta per veder bello.
  • Il destino ha due modi per distruggerci, negare i nostri desideri o realizzarli.
  • L'abitudine è una massima vivente diventata istinto e carne.
  • L'incertezza è il rifugio della speranza.
(EN) Uncertainty is the refuge of hope.[3]
  • La somma dei dolori possibili per ogni anima è proporzionale al suo grado di perfezione.
  • La verità pura non può essere assimilata dalla folla: si deve propagare per contagio.
  • Lo charme: ciò che negli altri ci rende più soddisfatti di noi stessi.
  • Mille cose avanzano, novecentonovantanove regrediscono: questo è il progresso.
Mille choses avancent, neuf cent quatre-vingt dix-huit reculent ; c’est là le progrès.[4]
  • Sapere invecchiare è il capolavoro della saggezza, e una delle cose più difficili nell'arte difficilissima della vita.
  • Se l'ignoranza e la passione sono i nemici della moralità nel popolo, bisogna anche confessare che l'indifferenza morale è la malattia delle classi colte.
  • Un paesaggio è uno stato d'animo.
  • Un errore è tanto più pericoloso quanta più verità contiene.

Note[modifica]

  1. Da Frammenti di diario intimo, 12 giugno 1871.
  2. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  3. Da The Journal intime of Henri-Frédéric Amiel, 1890, p.368.
  4. Da Journal intime, éd. L’Âge d’Homme, coll. «Caryatides», 1991, t. X — giugno 1874-marzo 1877, mercoledì 30 dicembre 74, p. 178.

Bibliografia[modifica]

  • Henri-Frédéric Amiel, Diario intimo (2000), Longo, traduzione di Pino Mensi.
  • Henri-Frédéric Amiel, Philine. Frammenti del diario intimo. (2005), Dadò, traduzione di Franco Pool.

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