Henri-Marie de Lubac

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Henri de Lubac (1896 – 1991), cardinale, teologo cattolico e gesuita francese.

Citazioni di Henri-Marie de Lubac[modifica]

  • [Hans Urs von Balthasar] L'uomo più colto del XX secolo.[1]
  • Viviamo in un tempo di aridità spirituale. Si è rotto l'equilibrio vitale tra azione e contemplazione, a vantaggio della prima, ed anche a suo svantaggio. Balthasar vorrebbe ristabilire l'equilibrio. Tutta la sua opera ha una dimensione contemplativa, e questo fatto soprattutto le conferisce la profondità ed il sapore.[2]

Il dramma dell'umanesimo ateo[modifica]

  • Irrompendo in un mondo che tende sempre a chiudersi, Dio vi apporta senza dubbio un'armonia superiore, ma che può essere raggiunta solo a prezzo di una serie di rotture e di lotte, serie lunga tanto quanto il tempo stesso.
  • L'umanesimo esclusivo è un umanesimo disumano.
  • La terra, che senza Dio potrebbe cessare di essere un caos solo per diventare una prigione, è in realtà il campo magnifico e doloroso dove si prepara la nostra esistenza eterna.
  • Noi oggi stiamo verificando sperimentalmente che "dove non c'è Dio, non c'è neppure uomo".
  • Non è vero che l'uomo, come sembra talvolta si dica, non possa organizzare il mondo terreno senza Dio. È vero però che, senza Dio, non può alla fin dei conti che organizzarlo contro l'uomo.

[Henri-Marie de Lubac, Il dramma dell'umanesimo ateo, traduzione di Antonio Tombolini, Ezio Brambilla, Giorgio Cavalli. Jaca book, 1992.]

Il Verbo abbreviato[modifica]

  • In Gesù Cristo, che ne era il fine, l'antica Legge trovava in precedenza la sua unità.
  • Il contenuto molteplice delle Scritture sparse lungo i secoli dell'attesa viene tutt'intero ad ammassarsi per compiersi, cioè unificarsi, completarsi, illuminarsi e trascendersi in Lui [Gesù].
  • L'incarnazione del Verbo equivale all'apertura del Libro, la cui molteplicità esteriore lascia ormai percepire il «midollo» unico, questo midollo di cui i fedeli si nutriranno.
  • Tutte le Scritture si riuniscono nelle mani di Gesù come il pane eucaristico, e, portandole, egli porta sé stesso nelle sue mani: «tutta la Bibbia in sostanza, affinché noi ne facciamo un solo boccone...».
  • È impossibile separare il suo messaggio dalla sua persona, e coloro che ci provarono non tardarono molto ad essere indotti a tradire il messaggio stesso: persona e messaggio, finalmente, non fanno che una cosa sola.
  • Il Libro dunque rimane, ma nello stesso tempo passa tutt'intero in Gesù e per il credente la sua meditazione consiste nel contemplare questo passaggio.
  • Mani e Maometto hanno scritto dei libri. Gesù, invece, non ha scritto niente; Mosè e gli altri profeti «hanno scritto di lui». Il rapporto tra il Libro e la sua Persona è dunque l'opposto del rapporto che si osserva altrove.
  • Il cristianesimo non è «la religione biblica»: è la religione di Gesù Cristo.

[Henri-Marie de Lubac, Il Verbo abbreviato, in 30Giorni, dicembre 2006. ]

Meditazione sulla Chiesa[modifica]

  • [La Chiesa] Essendo il "punto d'incontro di tutti i sacramenti cristiani", è essa stessa il grande Sacramento, che contiene e vivifica tutti gli altri.
  • In ogni momento della sua esistenza, Maria parla e agisce in nome della Chiesa, non in virtù di una specie di decisione a Lei sovrapposta, né beninteso di una intenzione esplicita da parte sua, ma perché, per così dire, essa la porta e la contiene già tutta intera nella sua persona.
  • L'intransigenza della fede, l'attaccamento alla tradizione, nel vero uomo di Chiesa non si mutano mai in durezza, in disprezzo, in aridità di cuore.
  • La fede cattolica riassume simbolicamente nella Vergine Santissima, nel suo caso privilegiato, la dottrina della cooperazione umana alla Redenzione.

[Henri-Marie de Lubac, Meditazione sulla Chiesa, Jaca Book, 1993.]

Note[modifica]

  1. Citato in Antonio Socci, I segreti di Karol Wojtyla, Rizzoli, 2009, p. 65. ISBN 978-88-17-03283-4
  2. Da Paradosso e mistero nella Chiesa, traduzione di Tilla David e Alfredo Civita, Editoriale Jaca Book, 1980.

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