Antonio Socci

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Antonio Socci (1959 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Antonio Socci[modifica]

  • È come dicevano Del Noce e Don Giussani: la cultura contemporanea è sleale verso il cristianesimo perché se ne costruisce una caricatura e fa i conti con essa. (citato ne I cattolici e il «ritorno» del cilicio, Corriere della sera, 8 marzo 2007)
  • Il livello più alto di Cl s'è avuto quando la sua presenza politica era al minimo, negli anni 80.[1]
  • [Su Comunione e Liberazione] Il suo successo è sempre stata l'originalità, di cui oggi non si vede più traccia.[1]
  • [Su papa Francesco] Io prego per lui come cattolico, ma per mestiere devo basarmi sull'evidenza. Basta rileggersi le interviste che concede, è una situazione estremamente dolorosa, drammatica. Dire che Dio non è cattolico significa volere una super religione depurata di dogmi e sacramenti, peccato che l'orizzonte monoteista così inteso vada poi a impattare con il credo trinitario. Ed è un bel problema. Che Dio non abbia un figlio lo sostiene l'islam.[1]
  • L'islam è un'ideologia travestita da religione, l'hanno riconosciuto perfino persone illuminate di quel mondo.[1]
  • Oriana Fallaci è non solo una grande giornalista: per me è "il" giornalismo. E sottolineo "è" (non era) per tanti motivi. Uno dei quali sta nel fatto che le sue pagine resteranno a lungo la migliore scuola di giornalismo, ma soprattutto una formidabile ventata di libertà intellettuale, un vaccino contro tutti i cretini, variamente collocati nelle gerarchie del potere, e contro le pigre viltà del conformismo. (dalla prefazione a Oriana Fallaci, Intervista con il potere)
  • Agnostici o atei o laicisti che ascoltano Bergoglio si sentono confermati nella loro non-credenza e non certo richiamati alla conversione. Anzi questi personaggi (Scalfari ne è un esempio) traggono dalle parole bergogliane nuova convinzione nella loro ostilità verso la Chiesa, sentendosi dare ragione dal papa stesso... Mentre i cattolici che ascoltano Bergoglio si omologano sempre più alla cultura laicista dominante. La "missione" di Bergoglio quindi è alla rovescia: portare le pecorelle del Signore in bocca ai lupi, cioè al Potere mondano.[2]
Quei muri appesi ai Crocefissi..., in Libero (citato nel blog Lo Straniero), 4 novembre 2009
  • È stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l'immagine di quel loro "errore giudiziario" o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).
  • In lingua ebraica le lettere della parola "italia" significano "isola della rugiada divina": vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l'Inno nazionale che richiama a Dio?
  • Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea. Odiavano l'innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce [...]. La tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e [...] i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso.
  • Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: "Questi muri appesi ai crocifissi..."[3]. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.
Intervista di Luca Negri, Nella guerra contro Gesù c'è tanto odio quanto pregiudizio, in L'Occidentale, 5 maggio 2011
  • Voltaire si impegnò con tutte le sue forze per negare la santità ma lui stesso è diventato un santino democratico.
  • [Parlando di Voltaire] L'autore del "Trattatati della tolleranza" era in realtà, come dimostrato da altri scritti meno noti e diverse lettere, un vero razzista.
  • È probabile che le forzature postconciliari in campo liturgico, che tradirono ed estremizzarono i documenti del Concilio, abbiano un riflesso nella teologia.

Il genocidio censurato[modifica]

  • Alla cifra già vertiginosa di un miliardo di vittime dell'aborto nel corso del Novecento (soprattutto degli ultimi decenni del Novecento) dovrebbero essere aggiunte molte altre vite umane soppresse dalle varie "pillole del giorno dopo" e da sistemi di contraccezione (in realtà abortivi perché impediscono l'annidamento) come la spirale (solo in Francia sono circa due milioni e mezzo le donne che la usano) o da altre pratiche come quella denominata "menstrual regulation".
  • Il più vasto olocausto della storia... un miliardo di vittime... Parlo dell'aborto.
  • La giurisprudenza tutela i cuccioli di rospo, ma nega ogni tutela a quelli dell'uomo, come se fossero "nulla", perfino al sesto mese di gravidanza, quando, com'è noto, il nascituro vive pienamente e prova anche dolore.
  • Per far nascere, per esempio, 20 bambini occorra "produrre" circa 1.800 embrioni di cui dunque 1.780 destinati alla morte.

Libero[modifica]

  • C'è un diritto all'ignoranza, ma per la povera gente che non ha potuto studiare, non per i premi Nobel, né per i "maestri del pensiero" che pontificano dalle prime pagine dei giornali prendendo topiche imbarazzanti. (9 settembre 2010)
  • C'è una sola "malattia", trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l'umanità intera e non ha cure possibili. Non è l'Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita. (16 gennaio 2010)
  • Dal 1969 al 1980 in Italia vi furono 12.690 attentati e altri episodi di violenza che provocarono 362 morti e 4.490 feriti. In nessuna democrazia occidentale l'assassinio è diventato strumento di lotta politica. (2 giugno 2006)
  • Diversamente da quanto comunemente si crede, il razionalismo sta alla ragione come la polmonite sta al polmone. (19 febbraio 2010)
  • È letteralmente Gesù ad aver inventato l'infanzia, ad aver affermato cioè, una volta per sempre, che i bambini sono esseri umani e che sono sacri e inviolabili. (27 aprile 2010)
  • È Lui [Gesù] che spiega tutto, che fa comprendere tutte le scelte di papa Ratzinger, tutto quello che dice e che fa. Senza considerare Lui si rischia di fraintendere completamente questo pontificato. (27 giugno 2010)
  • Il nostro è un Paese che scopre la pena di morte solo se si parla degli Stati Uniti. [...] Difficilmente si parla della Cina che ogni anno si aggiudica il primato assoluto [...]. Eppure qualche volta della Cina si parla. Il vero "buco nero" dell'informazione sono i regimi islamici e specialmente la condizione dei cristiani.[4]
  • In questo paese "spezzettato" i cattolici sono ormai l'unica realtà popolare, dinamica, pacifica, creativa, di forti radici culturali e tradizionali. Hanno un pensiero solido, ideali grandi, facce pulite e nel loro Dna l'eredità del più importante movimento politico della storia italiana: la Democrazia Cristiana. (2 settembre 2006)
  • L'epoca del "politically correct", che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull'appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica. (9 settembre 2010)
  • L'intervista di Cacciari al Foglio è un'insalata di parole che dice tutta la tristezza dell'intellettualismo. Cacciari pensa davvero che il cristianesimo sia questione di "conoscenza" e di cultura. Sembra non accorgersi minimamente che per "capire" qualcosa di Cristo bisogna andare, come fece Sant'Agostino, a scuola dai semplici, dalle "analfabete" Bernadette e Caterina da Siena. Chi ha chiamato Cacciari in Vaticano dovrebbe leggersi una memorabile omelia del cardinal Ratzinger nella quale affermava che compito del magistero è proprio "difendere la fede dall'elitaria presunzione degli intellettuali". (8 aprile 2007)
  • La Chiesa è l'unica realtà che – diversamente da partiti, da stati, da qualunque altra associazione umana – non ha bisogno di esaltare la propria reputazione, perché, pur avendo al suo interno tanta santità, non predica se stessa, non vuol convincere di aver ragione. È l'innamorata di Lui ed esalta solo Lui [Gesù]. (27 giugno 2010)
  • La Chiesa invece vive della verità. E la verità non fa calcoli di convenienza. (27 giugno 2010)
  • Le terre islamiche grondano di sangue cristiano. Ma il mondo se ne frega. [...] nessuno si solleverà per salvare una donna cristiana[5]. I cristiani sono carne da macello. Come ai tempi di san Paolo sono "la spazzatura del mondo". [...] Non frega niente all'Onu, alla Ue, ai premi Nobel, ai giornali progressisti, alle carlebruni e ai saviani (che non hanno lanciato appelli né fatto monologhi televisivi su questo genocidio censurato[6]). E tanto meno frega a Obama. (11 novembre 2010[7])
  • Nessuno tocchi Caino, di Abele chi se ne frega.[4]
  • Quando si pretende di mentire per Dio in realtà lo si fa per se stessi: Dio non ha bisogno delle nostre menzogne per difendere e costruire la sua Chiesa. (13 maggio 2010)
  • Questo s'impara dagli uomini della miniera, che la vita è una lotta e non una vacanza alle Maldive, che è inevitabile sporcarsi di terra e di carbone (cosa che non capita alla settimana bianca, né all'Accademia), che la vita è fragile ed effimera, che un Altro ce l'ha data e lui ha pietà di noi perché è Padre. (14 ottobre 2010[8])
  • Questo sono i cristiani. Un miracolo nel mondo della violenza: il perdono delle vittime ai carnefici.[4]
  • Siamo tutti malati terminali. Ma noi dimentichiamo di essere sulla soglia della morte dal primo istante di vita. Lo rimuoviamo. (16 gennaio 2010)
  • [...] l'operazione fatta in questi anni da Benigni è stata proprio questa: trasformare Dante in un autore "politically correct". [...] Infatti Benigni, per renderlo digeribile al delicato stomaco della sinistra salottiera, ha "appannato" il vero Dante, quello "politicamente scorretto", scomodo e urticante. [...] Oggi il vero Dante, redivivo, sarebbe letteralmente schifato e considerato quasi un appestato, sia nelle curie ecclesiastiche che in quelle laiche, come del resto gli accadde in vita. [...] Ma il Poema sacro [...] contiene pure un'impressionante e "spudorata" serie di violazioni del politically correct, tale da fare impallidire l'odierna mentalità dominante. [...] Infine, come se non bastasse, condanna con parole di fuoco diversi papi del suo tempo, mettendoli all'inferno e sparando a zero sulla corte pontificia, pur professandosi cattolicissimo. Anzi, proprio perché cattolico. Cosa che oggi, in tempo di bigottismo imperante, sarebbe ritenuta inammissibile: ma lui era cattolico, non clericale, né papolatra, mentre oggi tutti sono clericali e papolatri, senza però professare la fede cattolica. [...] Dante non fu solo il più grande dei poeti, ma – essendo davvero cristiano – fu un uomo libero. E per questo scomodo. (10 marzo 2015[9])

Citazioni su Antonio Socci[modifica]

Note[modifica]

  1. a b c d Da Il caso Socci, Il Foglio.it, 24 agosto 2016.
  2. Da un post su Facebook, 14 settembre 2016.
  3. Dal brano Attimo, in Giannadream – Solo i sogni sono veri, 2009.
  4. a b c Da Nessuno tocchi Caino, di Abele chi se ne frega, Libero, 24 settembre 2006.
  5. Il riferimento è ad Asia Bibi.
  6. Riferimento ai massacri di cristiani in Indonesia per mano del regime militare islamico di Suharto avvenuti tra il 1975 e il 1999.
  7. Citato in Salviamo Asia Bibi (vedi appello di TV2000 in fondo), Lo Straniero, 11 novembre 2010.
  8. Citato in Nella fede di quei minatori rivedo mio padre, Lo Straniero, 14 ottobre 2010.
  9. Citato in Il (vero) Dante che non sentite da Benigni, Lo Straniero, 10 marzo 2015.

Bibliografia[modifica]

  • Antonio Socci, Il genocidio censurato, Piemme, 2006

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