Icona

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Citazioni sull'icona, rappresentazione sacra tipica della cultura bizantina e slava.

  • Il concilio è stato esplicito: "l'icona porta il nome del prototipo, non porta (né contiene) la sua natura". Ciò vuol dire che l'essenza mistica, il contenuto religioso dell'icona si deve rapportare alla presenza ipostatica. Nella natura dell'icona non vi è iscritta alcuna ontologia, essa "non contiene nessuna natura", non attira né imprigiona niente, ma fuori da ogni imprigionamento nel volume stesso della tavola vi irradia il Nome-Ipostasi. (Tommaso Palamidessi)
  • L'icona non ha esistenza propria; ma partecipazione e "immagine conduttrice", essa conduce al Prototipo e annuncia la sua presenza, testimonia della sua parusia. Questa non si serve affatto dell'icona come di un luogo d'incarnazione, ma vi trova il centro di un irradiamento energetico. La presenza iconica è un cerchio il cui centro si trova o piuttosto si riflette in tutta l'icona, ma la cui circonferenza non è in nessuna parte. L'icona, punto materiale di questo mondo apre una breccia; il Trascendente vi fa irruzione e le ondate successive della sua presenza trascendono ogni limite e riempiono l'universo. (Pavel Nikolaevič Evdokimov)
  • La materia tutta quanta è compenetrata di un duplicato eterico, emozionale e mentale dinamizzato dal santo pittore che riesce a comunicare con la tavola tramite ciò che ha in comune con la tavola (corpo fisico, corpo eterico, corpo emozionale e corpo mentale) e arriva a comunicare con le divine energie, con lo Spirito Santo, con la Trinità o con lo spirito immortale del santo che l'icona raffigura, mediante ciò che nel santo pittore è ben altro, cioè eros, anima patetica e spirito. La "condensazione" è dovuta a tutto questo. Naturalmente chi pur non essendo l'autore dell'icona la bacia, la tocca, la contempla come oggetto sacro terreno in corrispondenza a una realtà metafisica, ne subisce una iconizzazione, energizzazione salutare e illuminante nella misura della sua ricettività. (Tommaso Palamidessi)
  • Per incontrare la bellezza a volto svelato, per attingere alla ricchezza della sua grazia, occorre mediante una trans-ascendenza, mediante un superamento del sensibile e dell'intelligibile oltrepassare le porte del Tempio ed è l'icona. (Pavel Nikolaevič Evdokimov)
  • Sono, in effetti, ideogrammi. Il loro legame con carne e sangue è talmente esiguo, che è quasi un caso che la notazione sia, nel suo modo molto rarefatto, antropomorfica. Sono, si potrebbe dire, dorate e illuminate radici cubiche del Logos. (Patrick Leigh Fermor)

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