Pavel Aleksandrovič Florenskij

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Florenskij, vestito di bianco, con S. Bulgakov, nel dipinto Filosofi di M. Nesterov, 1917

Pavel Aleksandrovič Florenskij (1882 – 1937), filosofo, matematico, mistico e religioso russo.

Citazioni di Pavel Aleksandrovič Florenskij[modifica]

  • Ci sono stati dei giusti che hanno avvertito con particolare acutezza il male e il peccato presenti nel mondo, e che nella loro coscienza non si sono separati da quella corruzione; con grande dolore hanno preso su di loro la responsabilità per il peccato di tutti, come se fosse il loro personale peccato, per la forza irresistibile della loro personalità.[1]
  • Come il rumore di una lontana risacca, così risuona all'autore l'unità ritmica della sua opera. I temi se ne vanno e poi di nuovo ritornano e di nuovo ritornano; e ciò accade sempre di nuovo: essi ritornano ogni volta rafforzati ed arricchiti, ogni volta si riempono del succo di vita.[1]
  • Io ho compreso che è soltanto l'ascolto della voce di Dio che devo seguire. [1]
  • La verità è un'antinomia.[1]
  • Puškin non è né primo né l'ultimo: retaggio della grandezza è la sofferenza, sofferenza che viene dal mondo esterno, e sofferenza interiore, che viene da noi stessi.[1]
  • Questa è un'epoca tanto tremenda che ognuno deve rispondere di se stesso. [1]

Interpretazione mistica del Salmo 125[modifica]

  • Quando il Dio-Bambino, che nelle sue Manine teneva il Mondo intero, le protese compassionevole alla Madre, terra e cielo si fermarono in somma venerazione. Quando colui che era venuto a scaldare con il suo amore tutte le creature assiderate dal freddo della morte si scaldava al fiato del bue e dell'asino legati nella stalla, anche gli alberi vegliavano.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Interpretazione mistica del Salmo 125, in La mistica e l'anima russa, a cura di N. Valentini e L. Zak, traduzione di C. Zonghetti, San Paolo, 2006.]

Sul misticismo di M.M. Speranskij[modifica]

  • Puntando il dito sulla monotonia, non è mia intenzione sostenere, con ciò, che la letteratura mistica sia povera di contenuti o che la mistica cristiana non abbia delle peculiarità che la rendano sostanzialmente nuova rispetto a quella delle altre religioni. No. Tuttavia, che alcuni ingredienti necessari ai sistemi mistici siano gli stessi ovunque è assolutamente fuori di dubbio.
  • Migliaia di mistici di tutti i tempi hanno bussato con forze decuplicate alle finestre e alle porte del palazzo della scienza, e se non li lasceranno entrare con le buone, essi entreranno con le cattive, sfondando porte preziose sul loro cammino.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Sul misticismo di M.M. Speranskij, in La mistica e l'anima russa, a cura di N. Valentini e L. Zak, San Paolo, 2006.]

La Colonna e il fondamento della verità[modifica]

  • Verità, bene e bellezza: questa triade metafisica è un unico principio, è un'unica vita spirituale esaminata sotto vari punti di vista.
  • La verità manifestata è amore. L'amore realizzato è bellezza. Il mio stesso amore è azione di Dio in me, e mia in Dio.
  • Se i rapporti stretti ben dispongono alle emozioni concordi, il loro terreno più propizio è l'amicizia [...] La potenza e la difficoltà dell'amicizia non si esprimono in un pirotecnico attimo d'eroismo, ma nella placida fiammella della pazienza di tutta una vita.
  • La legge dell'identità è un monarca assoluto, ma i suoi sudditi non protestano contro la sua autocrazia solo perché sono spettri senza sangue, privi di esistenza reale, non sono persone ma solo ombre razionalistiche di persone. Questo è lo sheol, il regno della morte.
  • Non è possibile il minimo dubbio riguardo a quanto è detto giustamente della vita eterna nell'Apocalisse di Giovanni: "Non vi sarà più notte; non hanno più bisogno né della luce della lampada, né di quella del sole, perché il Signore Iddio splenderà su di loro" (22,5). Questo non si può intendere se non della luce vera sensibile con la quale saranno illuminati gli occhi dei beati.
  • Considera il vetro, un corpo tanto compatto che nemmeno i profumi che da per tutto dilagano possono attraversarlo e, anzi, ne restano prigionieri; con quanta facilità la luce l'attraversa! […] Quindi tanto più la luce divina deve penetrare tutti corpi.
  • Soltanto il Signore Gesù Cristo è l'ideale di ciascun Uomo […], modello, idea di ogni persona con tutto il suo contenuto vivo.
  • Esistono due mondi e questo nostro mondo si cruccia nelle contraddizioni se non vive delle energie dell'altro mondo.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, La Colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere, traduzione di Pietro Modesto, Rusconi, Milano, 1974.]

Il valore magico della parola[modifica]

  • Se non comprendiamo che ogni atto di cultura è verità, non saremo in grado di riconoscergli dignità interiore e vera umanità.
  • Il rapporto realistico con il mondo è nella sua sostanza un rapporto di azione: è la vita nel mondo.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Il valore magico della parola, a cura di Graziano Lingua, Edizioni Medusa, 2001.]

Le porte regali: saggio sull'icona[modifica]

  • A ciascuno Dio ha concesso una certa misura di fede, cioè "una convinzione di cose invisibili". Il pensiero può essere sano soltanto entro i limiti di questa fede, fuori dei quali diventa deforme.
  • Il volto e gli aspetti spirituali delle cose sono visibili a coloro che hanno manifestato in se stessi il loro volto primigenio, l'immagine di Dio, ovvero, in greco, l'idea: l'idea stessa, illuminandosi, vede l'idea dell'Essere, se stessa e, attraverso a se stessa che rivela il mondo, questo nostro mondo come idea del mondo superiore.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Le porte regali: saggio sull'icona, a cura di Elemire Zolla, Adelphi, 1977.]

L'analisi della spazialità e del tempo nelle opere d'arte figurativa (1925)[modifica]

Incipit[modifica]

Lo spazio della creatività artistica può sembrare a prima vista oggetto di un interesse molto specialistico, e in ogni caso non appare come necessario quando ci si vuole avvicinare all'opera d'arte in sé. Non saranno probabilmente in molti a correlare l'analisi della spazialità in un'opera di arte figurativa, in quanto disciplina potenziale, ma di importanza secondaria, alla storia e alla psicologia della matematica, perché lo spazio viene spesso considerato uno degli oggetti di una scienza specialistica: la geometria.

Citazioni[modifica]

  • Una conoscenza del mondo assolutamente senza attività è impossibile, mentre un'attività aperta è già un intervento sul mondo. Fra l'una e l'altra si situa il tatto, come attività tanto piccola, quanto ci è consentito dalle condizioni della percezione sensoriale: se diventa ancor più piccola non ci mette più in contatto con l'oggetto della nostra conoscenza.
  • La forza della bellezza esiste in misura non minore della forza magnetica e di quella di gravità.
  • La retta non è una cosa, ma un nostro concetto della realtà. E se non possiamo svelare il contenuto concreto di questo concetto, se l'estensione della sua applicazione è uguale a zero, questo concetto allora non esiste.
  • Quegli aspetti e quelle particolarità della vita che vengono fissati attraverso simboli logici nella filosofia e nella scienza trovano nell'arte le loro formule simboliche espresse in immagini.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Lo spazio e il tempo nell'arte, a cura di N. Misler, Adelphi, 1995.]

Non dimenticatemi[modifica]

  • Le idee e la comprensione crescono come piante; non serve trafficare troppo attorno ad esse.
  • La saggezza sta nel sapersi limitare e nel capire le proprie forze reali.
  • La mia più intima persuasione è questa: nulla si perde completamente, nulla svanisce, ma si si custodisce in qualche tempo e in qualche luogo. Ciò che è immagine del bene e ha valore rimane, anche se noi cessiamo di percepirlo.
  • L'essenza stessa della percezione geniale del mondo sta nella capacità di penetrare nel profondo delle cose, mentre l'essenza della percezione illusoria sta nel nascondere a se stessi la realtà.
  • Non so quale sarà il giudizio, se […] io abbia fatto qualcosa di buono; io posso soltanto dire che ho cercato di non fare cose brutte e cattive e coscientemente non ne ho fatte.
  • Chi agisce con approssimazione si abitua anche a parlare con approssimazione, e il parlare grossolano, impreciso e sciatto coinvolge in questa indeterminatezza anche il pensiero [...] Il pensiero è un dono di Dio ed esige che si abbia cura di sé. Essere precisi e chiari nei propri pensieri è il pegni della libertà spirituale.

[Pavel Aleksandrovič Florenskij, Non dimenticatemi. Dal gulag staliniano le lettere alla moglie e ai figli del grande matematico, filosofo e sacerdote russo, a cura di Natalino Valentini e Lubomir Zak, traduzione di Giovanni Guaita e Leonid Charitonov, Mondadori, 2000.]

Citazioni su Pavel Aleksandrovič Florenskij[modifica]

  • Nei suoi ultimi anni di libertà Pavel Florenskij compose la sua stupenda estetica. La premessa è l'idea einsteniana di spazio. [...] Florenskij si curva sul concetto di «cosa» e la definisce come «corrugamento» o «luogo di curvatura» dello spazio. [...] Quella di Florenskij è un'estetica nata sul ciglio della voragine, dopo di essa l'arte sarebbe sparita, sostituita da esposizioni di sterco, balbettii, installazioni. (Elémire Zolla, da La filosofia perenne, Mondadori, 1999)
  • Per Florenskij, la «grandezza» come «dono» dischiude la natura stessa della santità come stato d'esistenza, che ha come caratteristica fondamentale la testimonianza. [...] Ogni cristiano è chiamato a essere testimone, nella realtà storica terrena, delle realtà invisibili, perché le creature sante sono essenzialmente i «visibili testimoni del mondo invisibile». (Natalino Valentini, da Pavel A. Florenskij, Morcelliana, 2004.)
  • Da quel dicembre del 1937 alla metà degli anni '80 il nome di Florenskij era stato complatamente cancellato, rimosso dalla coscienza pubblica del paese, sebbene sempre geolosamente custodito nella memoria viva di pochi discepoli, amici e familiari. Poi, dopo oltre cinquant'anni di assoluto oblio, negli ultimi quindici anni l'opera e la testimonianza di Florenskij sono state progressivamente riscoperte in Russia e in gran parte d'Europa. [...] Figura davvero geniale della storia del pensiero umano, dietro la sua apparenza sobria e dimessa, sotto le sue tonache ruvide e lise, custodiva una grandezza della quale ancora soltanto in parte possiamo intuire la portata. (Natalino Valentini, da Sull'orlo del visibile pensare, in P.A. Florenskij, La mistica e l'anima russa, San Paolo, 2006.)

Note[modifica]

  1. a b c d e f Citato in Giacomo Canobbio, Piero Coda, La teologia del XX secolo: Prospettive storiche, Città Nuova, 2003.

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