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Il federale

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Il federale

Immagine Il federale.png.
Titolo originale

Il federale

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1961
Genere commedia, drammatico
Regia Luciano Salce
Soggetto Castellano e Pipolo
Sceneggiatura Castellano e Pipolo, Luciano Salce
Produttore Dino De Laurentiis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il federale, film italiano del 1961 con Ugo Tognazzi e Georges Wilson, regia di Luciano Salce.

Frasi[modifica]

  • Malgrado tutto, l'uomo più adatto è sempre lui. [Primo] [...] C'ha messo vent'anni a imparare quello che sa, ce ne vorrebbero altri venti per fargli cambiare idea. (Federale)
  • Rapidi ed invisibili | partono i sommergibili. | Fuori i motori. | Gli assalitori. | contro l'immensità. (Primo)
  • Paura, eh? Dov'è il vostro sprezzo del pericolo? Voi siete bravi a fare le parate, a saltare nei cerchi di fuoco. (Erminio)
  • Ascolti Arcovazzi, li lasci stare! [i tedeschi] La nostra storia ci insegna che sono sempre stati i nostri naturali nemici, a cominciare da Attila! (Erminio)
  • Non dica sempre frasi fatte. Pensi qualche volta con la sua testa. Cerchi di essere libero. (Erminio)

Dialoghi[modifica]

  • Zia Enrica: A Roma, fieno per le bestie ne avete?
    Erminio: Fieno, no. Ma bestie molte.
  • Primo: Ehi, voi! Invece di guardare il panorama, potreste darmi una mano, no?
    Erminio: No, no. Ginevra [Convenzioni di Ginevra] è chiarissima su questo punto: "Un prigioniero di guerra ha diritto a non collaborare".
  • Primo:Hai visto come funziona il ROBERTO?
    Erminio: Li conosce?
    Primo: Il ROBERTO: Roma, Berlino, Tokyio. L'Asse.
  • Primo: Qual è il dovere di un prigioniero? Scappare, no? E noi scapperemo.
    Erminio: Ah, no. io non scappo. Io sono prigioniero suo. È lei che è prigioniero dei tedeschi.
    Primo: Ma insomma, volete farvi deportare in Germania? Voi non sapete cosa vi può capitare.
    Erminio: Cosa vuole che mi capiti nelle mani dei valorosi camerati tedeschi.
  • Primo: Professore, ammazzate quel pollo.
    Erminio: No, io sono un uomo di studio. È lei che ama la guerra, quindi continui con il suo combattimento con il pollo e vinca il migliore.
  • Primo: Nella potenza della voce, c'è il segno del comando. Ricordatevelo.
    Erminio: Quando per essere obbediti c'è bisogno di gridare, vuol dire che non si è abbastanza forti.
  • Erminio: La guerra è una parentesi bestiale e solo quando è finita, ci si accorge della sua inutilità.
    Primo: Se si perde. Ma quando si vince?
    Erminio: Le guerre le perdono tutti.
  • Erminio [dopo l'incontro con i partigiani]: Non hanno picchiato te, ma la tua divisa!
    Primo: Sì, ma nella divisa c'ero io!

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