James Clerk Maxwell

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James Clerk Maxwell

James Clerk Maxwell (1831 – 1879), fisico scozzese.

Citazioni di James Clerk Maxwell[modifica]

  • O Dio onnipotente, che hai creato l'uomo a tua propria immagine, e ne hai fatto un'anima vivente perché egli potesse cercarti e avere potere sulle tue creature, insegnaci a studiare l'opera delle tue mani.[1]

Citazioni su James Clerk Maxwell[modifica]

  • L'importanza del lavoro di Maxwell per la storia del pensiero scientifico è comparabile con quella di Einstein (che ispirò) e di Newton (dal quale fu ispirato). (da Ivan Tolstoy, James Clerk Maxwell: a biography, Canogate, Edinburgh, 1981)
  • La fede cristiana di Clerk Maxwell, radicata al fondo della sua mente, esercitava una funzione regolatrice nella scelta e nella formazione dei suoi principali concetti scientifici. (Thomas F. Torrance)
  • Le equazioni dovevano rappresentare la natura, e la natura, secondo Maxwell, doveva essere bella ed elegante. [...] Questo giudizio, in parte estetico, da parte di un fisico secchione, del tutto sconosciuto tranne che a pochi altri scienziati accademici, ha fatto di più per plasmare la nostra civiltà di dieci presidenti e primi ministri scelti a piacere. (Carl Sagan)
  • Tra molto tempo – per esempio tra diecimila anni – non c'è dubbio che la scoperta delle equazioni di Maxwell sarà giudicato l'evento più significativo del XIX secolo. La guerra civile americana apparirà insignificante e provinciale se paragonata a questo importante evento scientifico della medesima decade. (Richard Feynman)

Albert Einstein[modifica]

  • A questo proposito non posso fare a meno di osservare che la coppia Faraday-Maxwell aveva un'intima e notevolissima rassomiglianza con la coppia Galileo-Newton: il primo di ciascuna coppia afferrava intuitivamente le possibili relazioni, mentre il secondo le formulava esattamente e le applicava quantitativamente.
  • È noto che l'elettrodinamica di Maxwell – come la si interpreta attualmente – nella sua applicazione ai corpi in movimento porta a delle asimmetrie, che non paiono essere inerenti ai fenomeni. Si pensi per esempio all'interazione elettromagnetica tra un magnete e un conduttore. I fenomeni osservabili in questo caso dipendono soltanto dal moto relativo del conduttore e del magnete, mentre secondo l'interpretazione consueta i due casi, a seconda che l'uno o l'altro di questi corpi sia quello in moto, vanno tenuti rigorosamente distinti.
  • Fu allora che avvenne il grande sconvolgimento al quale resteranno sempre legati i nomi di Farady, Maxwell e Hertz; ma è Maxwell che in questa rivoluzione ha avuto la parte del leone. Egli ha dimostrato che quanto si conosceva allora intorno alla luce e ai fenomeni elettromagnetici è rappresentato dal suo noto sistema doppio delle equazioni differenziali parziali, nelle quali il campo elettrico e il campo magnetico intervengono come variabili dipendenti. Maxwell a dire il vero ha cercato di dare una base a queste equazioni o di giustificarle per mezzo delle idee della meccanica.
  • Prima di Maxwell si immaginava la realtà fisica (in quanto rappresentante i fenomeni della natura), come punti materiali le cui modifiche consistono soltanto in movimenti, regolati da equazioni differenziali parziali. Dopo Maxwell si è concepita la realtà fisica come rappresentata da campi continui, non meccanicamente spiegabili, regolati da equazioni differenziali parziali. Questo cambiamento nella concezione della realtà è il cambiamento più profondo e più fecondo che la fisica abbia subìto dopo Newton.

Note[modifica]

  1. Citato in T.F. Torrance, Maxwell, DISF, vol. II, p. 1966.

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