Federigo Enriques

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Federigo Enriques

Federigo Enriques (1871 – 1946), matematico, storico della scienza e filosofo italiano.

Citazioni di Federigo Enriques[modifica]

  • Così la teoria di Einstein non significa la morte della teoria di Newton, anzi la conquista di una verità più vera, di fronte a cui la precedente figurerà sempre come un grado di approssimazione.
    Aver superato questo grado, fino a spiegare le minime perturbazioni or ora accennate, scoprire dunque la legge correttrice di errori appena sensibili, costituisce il più splendido trionfo della ragione umana! Nonostante tutti i sofismi con cui si è tentato di travisarne il significato, questo è anche il vero motivo della commozione suscitata da Alberto Einstein. Egli ci ridà la fiducia nella ragione, proprio in quest'ora tenebrosa in cui essa sembra sommergersi nel cozzo delle passioni oscure [...]. (da Per la scienza, a cura di R. Simili, Bibliopolis, Napoli 2000, pp. 329-332)

Incipit di alcune opere[modifica]

Le matematiche nella storia e nella cultura[modifica]

Le matematiche sono antiche, si può dire, come la civiltà: gli studi più recenti degli storici intorno alla cultura degli Egiziani e dei Caldei hanno messo in luce che quei popoli dovevano possedere già importanti conoscenze matematiche in un'epoca precedente forse di due millenni gl'inizi della scienza greca. L'impulso a tali conoscenze sembra essere venuto da tre ordini di questioni:
1º) Gli scambi commerciali portano naturalmente a sviluppare l'Aritmetica come «arte dei calcoli» o «logistica»: arte che – secondo Erodoto – I Greci avrebbero appresa dai Fenici.
2º) L'agrimensura catastale pone il problema delle aree delle figure piane, che risponde al senso etimologico della parola «geometria»; e di qui appunto lo stesso Erodoto fa nascere la scienza geometrica presso gli Egiziani, che sarebbero stati maestri dei Greci.
3º) Un'altra sorgente di ricerche geometriche (misure di angoli e relativi calcoli) sembra riattaccarsi particolarmente all'Astrologia coltivata fin dai tempi remotissimi presso i Caldei.

Per la storia della logica[modifica]

Coloro che s'immergono nella dialettica, dice Aristone di Chio, fanno come i mangiatori di gamberi: per un boccone di polpa perdono il loro tempo sopra un mucchio di scaglie. Ma W. Hamilton[1], riportando il motto[2], vi aggiunge un'osservazione che non sembra aver perduto valore ai nostri giorni: da noi, dice, lo studente di logica perde il tempo senza nemmeno gustare un boccone di polpa.

Note[modifica]

  1. Sir William Sterling Hamilton (1788 – 1856), filosofo scozzese.
  2. Rivista d'Edimburgo, 1833. [N.d.A.]

Bibliografia[modifica]

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