Jean de La Fontaine

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Jean de La Fontaine

Jean de La Fontaine (1621 – 1695), poeta e favolista francese.

Citazioni di Jean de La Fontaine[modifica]

  • Amate, amate, tutto il resto è nulla. (citato in Focus, n. 118, p. 174)
  • Bello è serbare la propria virtù. | Ma, se la si è perduta, non ci si stia a impiccare. (da La Fiancée du roi de Garbe; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013)
  • La grazia, più bella ancora che la bellezza. (da Adonis)
  • Nulla turba la sua fine; è la sera di un bel giorno. (da Philémon et Baucis, 14)
Rien ne trouble sa fin; c'est le soir d'un beau jour.

Le favole[modifica]

Incipit[modifica]

La Cicala che imprudente
tutto estate al sol cantò,
provveduta di niente
nell'inverno si trovò,
senza più un granello e senza
una mosca in la credenza.

Affamata e piagnolosa
va a cercar della Formica
e le chiede qualche cosa,
qualche cosa in cortesia,
per poter fino alla prossima
primavera tirar via:
promettendo per l'agosto,
in coscienza d'animale,
interessi e capitale.

Citazioni[modifica]

  • La fourmì n'est pas prêteuse: | c'est là son moindre défaut.
La Formica [...] ha il difetto | di prestar malvolentieri. (La Cicala e la Formica, I, I)
La Formica non presta volentieri: | è il minor dei suoi difetti.[1]
  • Fanne tuo pro' che forse | la mia lezione vale il tuo formaggio. (da Il Corvo e la Volpe, I, II)
  • Quel che a lui sembra mal fatto, | corto in coda e grosso in testa, | una macchina pesante | senza garbo e proporzione, | è piuttosto l'elefante. (da La Bisaccia, I, VII)
  • [...] il forte ha sempre la miglior ragione. (Il Lupo e l'Agnello, I, X)
La raison du plus fort est toujours la meilleure.
  • È la morte un gran rimedio | a chi è stanco di soffrir. | Sarà ver, ma piace agli uomini | più soffrire che morir. (La Morte e il Boscaiolo, I, XVI)
  • Piccoli e grandi rendi ognun contento, | ché di tutti si ha d’uopo in questo mondo. (da Il Leone e il Topo, II, XI)
On a souvent besoin d'un plus petit que soi.
Le plus âne des trois n'est pas celui qu'on pense.
En toute chose il faut considérer la fin.
  • [...] Gotta, | che meglio non viveva alla campagna. | Anzi peggio vivea, ché il suo padrone | seco la porta al bosco, ai solchi, al campo. | Tagliar, spaccar, zappare, non c'è scampo | di riposare e dice un zibaldone | che Gotta scossa è assai presto rimossa. (da La Gotta e il Ragno, III, VIII)
  • [...] la Gotta pacifica si adagia | sul corpo ad un prelato eminentissimo | come se fosse un letto di bambagia. | In quanto a cataplasmi di speziali, | si sa che son dagli uomini inventati | per trarre in peggio i mali. (da La Gotta e il Ragno, III, VIII)
  • Se una donna cercasse d'affogare, | io disapprovo sempre quella gente | che dice: "Lascia fare, | le donne sono meno che niente". | Questo dispregio per il debol sesso | dirò, se mi è permesso, | un sentimento cinico mi pare, | ché a queste donne tanto disprezzate | le gioie noi dobbiam più delicate. (da La Donna annegata, III, XVI)
  • Se penetrar le Donnole | potesser nelle strette | casupole dei Topi, | vedreste quelle bestie in men d'un'ora | fare di lor polpette, | tanto è l'odio che sempre le divora. (da Battaglia di Topi e di Donnole, IV, VI)
  • Petit poisson deviendra grand, | Pourvu que Dieu lui prête vie.
Un pesciolin diventa un pesciatello, | e poi, la Dio mercé, se mangia e cresce, | è ver, diventa un pesce. (da Il Pesciolino e il Pescatore, V, III)
Anche il pesciolino diventerà grande, purché Dio gli dia vita.[2]
Fait plus douceur que violence.
Fin che abbaia giammai ti morde il cane, | è l'acqua cheta che corrode il ponte. (da Il Torrente e il Fiume, VIII, XXIII)
Le persone che non fanno rumore sono pericolose.[4]
Ventre affamé n'a point d'oreilles.

Citazioni su La Fontaine[modifica]

  • Tranne forse gli animali delle favole di La Fontaine, nessuno è mai stato bravo come gl'italiani nell'arte d'inventare nobili pretesti per eludere i propri doveri e fare i propri comodi. (Fruttero & Lucentini)
  • La perdita di due illustri uomini fece più rumore che quella delle due dame [la marchesa di Saint-Simon e la duchessa d'Uzè]: di La Fontaine, così noto per le sue favole e i sui racconti, e tuttavia così noioso in conversazione; e di Mignard, tanto illustre per il suo pennello. (Louis de Rouvroy de Saint-Simon)

Note[modifica]

  1. Da Aa. Vv., Moralisti francesi. Classici e contemporanei, a cura di Adriano Marchetti, Andrea Bedeschi, Davide Monda, BUR, 2008.
  2. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1989.
  3. Citato in Criminal Minds, stagione 7, episodio 9: «Finché siete in vita, state attenti a non giudicare gli uomini dalla loro apparenza».
  4. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]