Jeeg robot d'acciaio

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Jeeg robot d'acciaio

Serie TV anime

Immagine Jeeg robot d'acciaio - Kotetsu Jeeg.jpg.
Titolo originale

鋼鉄ジーグ
Kōtetsu Jīgu

Paese Giappone
Anno

1975 – 1976

Genere fantascienza, mecha
Episodi 46
Regia Yoshio Nitta, Kazuja Miyazaki, Masayuki Akehi, Yugo Serikawa, Tomoharu Katsumata, Masamune Ochiai
Doppiatori italiani

Jeeg robot d'acciaio, serie televisiva anime del 1975 composta da 46 episodi, tratta dall'omonimo manga di Gō Nagai.

Citazioni tratte dalla serie[modifica]

Episodio 1, Il risveglio dei mostri[modifica]

  • Ikima, Mimashi, Amaso, soldati: torno dopo migliaia di anni per riprendere il regno che legittimamente mi appartiene. Io, Himika, sarò di nuovo regina del Giappone. Gli stolti che cercheranno di fermare il nostro cammino saranno eliminati senza nessuna pietà! (Himika)
  • Professor Shiba: Miwa, sono certo che Himika si è risvegliata dal suo sonno millenario; lo so che tutti mi hanno dato del pazzo per questa mia teoria, ma io sono sicuro che è così. È venuto il momento di dire a Hiroshi di Jeeg, il robot d'acciaio.
    Miwa: È sicuro che suo figlio non correrà rischi?
    Professor Shiba: Siamo in guerra, Miwa: non ci sono alternative.
  • Professor Shiba: Un giorno scopersi in una grotta una campana di bronzo; decifrate le antichissime iscrizioni che l'adornavano seppi che è esistito un popolo avanzatissimo tecnologicamente, ma la scienza non era usata per rendere la vita più facile a tutti bensì per la sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Era il regno Yamatai, governato dalla perfida regina Himika; quella civiltà non si è estinta, si è ibernata nella roccia e un giorno sarebbe tornata per riconquistare il mondo. Ho accennato la mia scoperta ad altri scienziati, ma nessuno mi ha voluto credere, così decisi di costruire questa base anti atomica [...] ma neanche dentro questa base si è al sicuro dai poteri di Himika. C'è solo una cosa capace di fermarla: Jeeg, il robot d'acciaio.
    Hiroshi: Jeeg il robot d'acciaio? Che cos'è, papà?
    Professor Shiba: Hiroshi, sei tu Jeeg il robot d'acciaio.

Episodio 2, Il rapimento di Mayumi[modifica]

  • Hiroshi: Ma guarda un po', io che sono riuscito a evitare il servizio militare devo trovarmi a difendere il genere umano.
    Miwa: Hiroshi smettila! Sarebbe troppo comodo poter ottenere le cose che vuoi senza fatica. Ricordati: senza costanza non si ottiene nulla.
    Hirtoshi: Sì, va bene, va bene. Ma tu non potresti assumere di tanto in tanto un atteggiamento più femminile?
    Miwa: Cosa hai detto?
    Hiroshi: Niente, niente: fatti miei.

Episodio 3, L'inganno di Mimashi[modifica]

  • Akira: Anche senza quel pallone, con un po' di allenamento, diventerò bravo come gli altri.
    Hiroshi: Ecco, così mi piaci. Ricordati Akira che nella vita con la tenacia e la volontà si può riuscire in qualunque cosa senza bisogno di ricorrere a nessuno.
    Miwa: Veramente per Jeeg le cose non stanno così, se non ci fosse qualcuno che lancia i componenti...
    Hiroshi: Che c'entra, quello è un robot.

Episodio 8, La sfida di Don[modifica]

  • Don [dopo aver visto un servizio su Hiroshi in TV]: Gaglioffo, un giorno o l'altro ti darò una lezione! Vuoi la guerra, e guerra avrai!
    Pancho: Una guerra?
    Don: Sì, e sarà una guerra all'ultimo bullone. [...] Non cercare di trattenermi Pancho, l'ora delle grandi decisioni è scoccata![1]

Episodio 10, La principessa delle nevi[modifica]

  • È da stupidi cadere due volte nella stessa trappola. (Hiroshi)
  • Jeeg: È stata una regina cattiva a trasformare la principessa delle nevi in una creatura del male.
    Mayumi: Ma allora, scusa, perché non mandi via la regina cattiva, e così la principessa delle nevi potrebbe tornare.

Episodio 11, Lotta senza quartiere[modifica]

  • Devi svelarmi il segreto. Sì, lo so, questi guanti mi rendono invulnerabile ma non si tratta solo di questo: io sento che c'è dell'altro. Padre, ma non capisci? Io ho bisogno di sapere, ho diritto di sapere! (Hiroshi, osservando il ciondolo con la testa di Jeeg mentre lo tiene in mano)

Episodio 12, Prigioniero di Himica[modifica]

  • Mayumi ha messo i miei guanti e non è accaduto nulla: questo dimostra che io sono diverso da lei. (Hiroshi)
  • Mayumi: Sai, mi dispiace per questa mattina e avevi proprio ragione.
    Hiroshi: Tu hai capito il perché?
    Mayumi: Sicuro, quei guanti non te li ha regalati papà quando hai vinto il gran premio del Giappone di Formula 1?
    Hiroshi: Sì, e ci tengo molto.
    Mayumi: Ed è naturale che ognuno di noi sia geloso dei propri tesori.
    Hiroshi: Proprio così, Mayumi.
    Mayumi: Allora la prossima volta i tuoi guanti non lasciarli più in giro, Hiroshi!

Episodio 13, Nessun compromesso[modifica]

  • Molto tempo fa Yamatai era un regno felice, la vita del mio popolo era una vita semplice: si lavorava la terra, si spargeva il seme, si raccoglievano le messi; la pace era nei nostri cuori. Poi un brutto giorno uomini malvagi, armati di terribili strumenti di morte, ci assalirono e del felice regno di Yamatai nulla rimase. Trovammo scampo nelle viscere della terra e qui ebbe inizio il nostro lungo sonno, protetto dalla magica campana di bronzo che ci avrebbe ridestati il giorno della vendetta. Io non ho dimenticato quell'orribile strage, [...] i discendenti di coloro che distrussero il mio regno oggi governano il Giappone e saranno loro a pagare: la mia vendetta sarà terribile come terribili furono le atrocità che la mia gente ebbe ingiustamente a subire. (Himica)

Episodio 18, Transfert di memoria[modifica]

  • [Il professor Dayri sta per illustrare il piano per salvare il computer con le memorie del professor Shiba]
    Miwa: Sarà che sono una donna, ma muoio dalla curiosità di saperne di più.
    Hiroshi: La curiosità è femmina: lo ha detto Shakespeare.

Episodio 19, Il cavaliere senza macchia e senza paura[modifica]

Yamato Takeru, opera di Takahashi Yuichi esposta all'Università delle arti di Tokyo
  • Che il magico rito inizi. Invoco te, o luna, regina della notte: concedi il tuo potente aiuto alla sorella Himica sovrana delle tenebre; che Takeru,[2] il valoroso guerriero, si desti dal suo lungo sonno e torni alla vita! (Himica)
  • Don: Io sono il Mechadon 2, robot a tre trasformazioni!
    Pancho: Se tutto funziona...
  • Takeru era molto giovane ma già valente guerriero quando incontrò Miyazu e subito l'amò; ma la guerra divampò presto e il giorno dell'addio la tenera sposa volle donare una pietra dai riflessi di porpora come pegno del suo amore all'uomo che più di ogni altra cosa al mondo amava. Un triste giorno Miyazu morì, prima che Takeru tornasse dalla battaglia, e quand'egli la vide immobile nel sonno eterno della morte capì che il rimorso di non aver potuto dare tutto il suo amore a quella giovane donna non l'avrebbe mai abbandonato. Adesso Takeru ha ritrovato la sua dolce Miyazu in quella giovane ragazza [Miwa]. (Himica)
  • [A Jeeg] Tu sei un giovane coraggioso e leale, hai meritato la vittoria.
    [A Miwa] Ti devo molto, perché grazie a te ho visto vivere ancora la mia dolce sposa. Adesso la raggiungerò e resterò accanto a lei per sempre. (Takeru, ultime parole)
  • Hiroshi: È incredibile come l'amore possa rendere forti e nello stesso tempo deboli.
    Miwa: Dev'essere bellissimo per una donna sentirsi tanto amata...
    Hiroshi: Be', allora mettiti il cuore in pace, Miwa: a te non capiterà mai.
    Miwa: Perché scusa, non sono una donna?
    Hiroshi: Io non me ne sono mai accorto; per me tu sei il pilota del Big Shooter.

Episodio 22, Uragano[modifica]

  • Professor Dayri: Miwa, a qualunque costo devi trovare il modo di liberare Hiroshi al più presto. Mi hai capito bene? A qualunque costo!
    Miwa: Io tengo molto di più alla vita di Hiroshi che alla mia: se lo ricordi Professor Dayri.
  • Pancho: Capo, cosa c'è in programma adesso se non sono indiscreto?
    Don: Che razza di domanda, dobbiamo metterci subito a riparare il Mechadon!
    Pancho: Subito subito, senza neanche un giorno di ferie? No, questa volta mi metto sotto cassa mutua.[3]

Episodio 23, Infame ricatto[modifica]

  • Shorty: Senti una cosa, capo: [...] secondo te la nave che ha preso Mayumi dove potrà essere arrivata a quest'ora, già in mezzo alla baia di Tokyo?
    Hiroshi: Penso di sì.
    Shorty: Però non è giusto, quando ci andavo io all'asilo mica le facevano queste gite.
    Hiroshi: Fai una bella cosa, togliti la tuta da meccanico e infilati un paio di calzoncini corti: forse ti riprendono all'asilo.
    Shorty: Quanto sei spiritoso, capo.

Episodio 26, Il segreto della campana di bronzo[modifica]

Una delle campane di bronzo del periodo Yayoi (300 a.C. – 250 d.C.) esposte al Museo nazionale di Tokyo)
  • Professor Shiba: La vita di nostro figlio è stata salvata dal mistero che custodisce in sé: il segreto della campana di bronzo.
    Kikue: Ora non mi sarà più possibile nascondergli la verità, Hiroshi deve conoscere il segreto della sua invulnerabilità: devi spiegarglielo, caro.
    Professor Shiba: Non è possibile, non è ancora arrivato il momento di fargli conoscere la verità: non è ancora maturo.
    Kikue: Ma allora...
    Professor Shiba: Comprendo la tua sofferenza, Kikue, ma il futuro del nostro paese dipende esclusivamente dal segreto della campana di bronzo. Non dovremo rivelargli nulla fino a quando Hiroshi non si sarà reso conto che l'avvenire del nostro paese è soltanto nelle sue mani, anche a sacrificio della sua vita.
  • Professor Dayri: Non puoi andare Hiroshi, non sei assolutamente in grado di combattere nelle tue condizioni.
    Hiroshi: Professore, solo Jeeg robot d'acciaio è in grado di affrontare i mostri Haniwa: sono disposto a qualsiasi sacrificio pur di salvare la base.
    Professor Dayri: Ma non puoi...
    Kikue: Lo lasci andare. Sì professor Dayri, se Hiroshi ha deciso di affrontarlo è meglio così. [...] Hiroshi è il figlio del professor Shiba, e anche lui lo avrebbe fatto al suo posto: ne sono certa. Vai Hiroshi, difendi il nostro paese: io aspetterò il tuo ritorno e pregherò Iddio per la tua vittoria. [...] Va' figlio mio, e ricorda che tuo padre ha fatto lo stesso sacrificando la sua vita per il bene dell'intera nazione: devi liberare il paese da quei mostri! Ricorda solo questo: che qualunque cosa possa accadere tu non vivrai soltanto nel cuore di tua madre ma anche in quello di tutti i cittadini che avrai liberato dal tremendo incubo dei mostri Haniwa. Hai la mia benedizione.
  • Miwa: Hiroshi! Hiroshi, il professor Dayri ha una cosa interessante da dirti: è della massima importanza.
    Hiroshi: Tu credi? So già cosa vuole raccontarmi.
    Miwa: Che cosa?
    Hiroshi [pensando]: Ora lo so padre, so che il segreto della campana di bronzo è custodito nel mio cuore ed è questa la ragione della mia invulnerabilità; e so anche che morirò se qualcuno riuscirà a carpire il segreto. Ma questo non accadrà mai padre, perché io combatterò sempre per difenderlo a costo di qualsiasi sacrificio. Qualsiasi sacrificio, padre!

Episodio 27, Odio implacabile[modifica]

  • Hiroshi, non è la vittoria che conta ma quello che devi soffrire per ottenerla. Devi batterti prima di tutto contro te stesso, contro la tua debolezza. (Professor Shiba)
  • Hiroshi: Una nuova arma e una nuova vittoria: ti ringrazio, padre mio.
    Miwa: Ha visto professor Shiba, Hiroshi ha vinto ancora.
    Professor Shiba: Sì Miwa, ho visto; ma ciò che più conta per me è che per la prima volta mio figlio mi ha ringraziato.

Episodio 29, L'imperatore delle tenebre[modifica]

  • Alle volte ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad affrontare il nemico. (Miwa)

Episodio 36, La rosa nera[modifica]

  • Hiroshi: Devi capire che si può anche sacrificare la vita per una nobile causa.
    Flora: Le cause nobili sono cause perse.
  • Una vita senza amore e sacrificio non vale la pena di essere vissuta. (Hiroshi)

Episodio 37, Missione senza ritorno[modifica]

  • Il primo dovere di un guerriero è combattere e annientare il nemico. (Il Signore del drago)

Episodio 43, Preso in ostaggio[modifica]

  • Le guerre danneggiano tutti. (Flora)
  • Hiroshi caro, sono contenta di morire: vado a raggiungere i miei genitori che mi stanno aspettando. Grazie per avermi insegnato cos'è l'amore, senza di te non l'avrei mai conosciuto. Addio, addio per sempre Hiroshi. (Flora, ultime parole)

Episodio 45, Fino all'ultimo respiro[modifica]

  • Hiroshi, hai avuto la prova che quando si combatte per un ideale, neanche l'ostacolo più grande riesce a fermarlo perché il bene vince sempre sul male. (Professor Shiba)

Note[modifica]

  1. Cfr. Benito Mussolini, annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940: «Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili.»
  2. Yamato Takeru, un leggendario principe giapponese che soffocò diverse rivolte contro il potere centrale. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  3. Il termine, tuttora usato come sinonimo del Servizio Sanitario Nazionale, con il quale si indicavano i vari istituti per la tutela della malattia dei lavoratori.

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