Jerry Calà

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Jerry Calà sul set di Odissea nell'ospizio

Jerry Calà pseudonimo di Calogero Alessandro Augusto Calà (1951 – vivente), attore, regista, comico, cabarettista, sceneggiatore e cantante italiano.

Citazioni[modifica]

  • Ci sono poche cose che oggi mi farebbero dire "libidine". C'è poca libidine in questo periodo, ma la cosa triste è che c'è poca voglia di libidine.[1]
  • [Degli anni Ottanta mi manca] L'entusiasmo che aleggiava nell'aria. Erano gli anni del rischio: anni in cui ci si buttava in imprese folli. Gli yuppies erano dei cazzoni, ma avevano voglia di fare. Io negli anni Ottanta recitavo in Vado a vivere da solo: c'era voglia di affrancarsi. Oggi i ragazzi sono troppo protetti. Le famiglie sono ingombranti.[2]
  • [...] la comicità nasce da una situazione tragica: uno cade su una buccia di banana e si fa male. A noi comici tocca la fatica di ribaltare la tragedia in commedia. La battuta per noi è un'ossessione. Forse è per questo che ci viene facile interpretare ruoli drammatici. Perché abbiamo uno sforzo in meno da fare. Gli attori drammatici, invece, devono fare uno sforzo in più.[3]
  • Non sono bello...piaccio![4]

Una vita da libidine[modifica]

[Jerry Calà, Una vita da libidine, Sperling & Kupfer, 2016, ISBN 978-889200-6004-6]

  • Mi fanno ridere quelli che dicono che è stato Drive In il primo show di cabarettisti senza conduzione. No, nel 1977 c'eravamo già noi di Non stop. (10. Milano cameristica, p. 88)
  • Se vi siete domandati come mai non ho ancora citato Isabella Ferrari, che aveva lavorato in Sapore di mare e in altri miei film, è solo perché la signora, ormai passata al cinema alto fatto di recitazione sussurrata, ha spesso dichiarato nelle interviste che rinnega i film fatti con me, nonostante le abbiano dato il successo. Le evito quindi altri imbarazzi e riprendo a raccontarvi la storia di uno che non ha mai rinnegato un solo fotogramma del proprio lavoro. (12. Cinecittà pop, p. 125)
  • [Parlando della critica che ha spesso stroncato i film da lui interpretati] La mia vendetta su tutti loro arrivò in un ristorante berlinese in cui era riunito il gotha della critica italiana. Entrai come un qualsiasi avventore, uno di loro mi vide, fece cenno a un collega, poi a un altro. Si girarono tutti, si alzarono in piedi e iniziarono ad applaudire. Uno di loro parlò a nome dei colleghi: «Ti chiediamo scusa per come ti abbiamo trattato finora». (14. Berlino sinfonica, p. 156)
  • Avevo preso un'altra strada, infatti: avevo deciso di non lavorare più per le grandi produzioni. Insomma, alla tenera età di quarantatré anni divenni ciò che certi musicisti fanno da giovani prima di essere scoperti dalle major discografiche. Divenni indie. Divenni indipendente. (14. Berlino sinfonica, p. 172)

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. Dall'intervista a GQ Italia, "C'è poca libidine": l'intervista a Jerry Calà, mito degli '80 che non è mai morto, in GQItalia.it, 11 febbraio 2014
  2. Dall'intervista a Libero, Jerry Calà, l'intervista : "La libidine mai persa, Berlusconi che mi inseguiva e le cassiere dei cinema...", in LiberoQuotidiano.it, 7 novembre 2015
  3. Dall'intervista a Linkiesta, Jerry Calà, l'ultimo yuppie: «A questa Italia in crisi manca il nostro entusiasmo», in Linkiesta.it, 22 aprile 2016
  4. Dall'intervista a Repubblica "Non sono bello... piaccio", Jerry Calà si racconta tra cabaret e canzoni. URL consultato il 8 giugno 2017.

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