Johann Joachim Winckelmann

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Johann Joachim Winckelmann

Johann Joachim Winckelmann (1717 – 1768), archeologo e storico dell'arte tedesco.

Citazioni di Johann Joachim Winckelmann[modifica]

  • Il museo sta in un palazzo rimasto imperfetto a cagione della guerra di Velletri; e in esso è collocata la galleria de' quadri, la libreria, e sopra tutto l'insigne raccolta delle medaglie, degl'intagli e de' cammei de' duchi di Parma. Ma questo palazzo essendo situato in un'eminenza, che signoreggia tutta la città, si arriva ad esso dopo d'aver superata la salita erta, e scoscesa con un palmo di lingua fuori, e per questo motivo i paesani non se ne pigliano tanto fastidio. Se i nostri nipoti avranno la sorte di vedere disposto tutto questo tesoro, non avrà vergogna di stare a fronte a qualunque altro.[1]
  • L'unica via per noi di diventare grandi e, se possibile, insuperabili, è l'imitazione degli antichi.[2]
  • Non è un fatto stupefacente che nessuno prima abbia scritto su questo?[3]
  • Policleto era un sublime poeta nell'arte sua, e cercò di superare nelle sue figure la bellezza della natura medesima: quindi la sua fantasia occupavasi principalmente di forme giovanili, onde sarà senza dubbio meglio riuscito ad esprimere la mollezza di un Bacco, o la fiorente gioventù d'un Apollo, che la robustezza d'un Ercole, o l'età matura d'un Esculapio. Per questa cagione coloro che volevano biasimarlo diceano, che si desiderava maggior espressione nelle sue figure, cioè che le parti vi fossero più fortemente indicate.[4]

Pensieri sull'imitazione delle opere greche in pittura e scultura[modifica]

Incipit[modifica]

Il buon gusto, che va sempre più diffondendosi sulla terra, cominciò originariamente a formarsi sotto il cielo greco.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni[modifica]

  • Ma la differenza fra i Greci e noi sta in questo: che i Greci riuscirono a creare queste immagini. anche se non ispirate da corpi belli, per mezzo della continua occasione che avevano di osservare il bello della natura: la quale, invece, a noi non si mostra tutti i giorni e raramente si mostra come l'artista la vorrebbe.
  • La generale e principale caratteristica dei capolavori greci è una nobile semplicità e una quieta grandezza, sia nella posizione che nell'espressione. Come il mare che in superficie appare calmo e tranquillo anche se sotto, in profondità, ci sono le correnti, l'espressione delle figure greche, per quanto agitate da passioni, mostra sempre un'espressione grande e posata.
  • L'umiltà e la semplicità sono le due vere sorgenti della bellezza.
  • L'imitazione del bello della natura o si attiene ad un solo modello o è data dalle osservazioni fatte su vari modelli riunite in un soggetto solo. Nel primo caso si fa una copia somigliante, un ritratto: è il modo che conduce alle forme ed alle figure olandesi. Nel secondo caso invece si prende la via del bello universale e delle immagini ideali di questo bello; ed è questa la via che presero i Greci.

Citazioni su Johann Joachim Winckelmann[modifica]

  • Questo fatto mostruoso [L'assassinio di Johann Joachim Winckelmann] fece immensa impressione, si levò un lamento e un compianto generale, e la sua morte prematura acuì l'interesse che si aveva per il valore della sua vita. (Goethe)

Note[modifica]

  1. Da Notizie del museo reale a Capo di Monte in Napoli e della biblioteca di san Giovanni Carbonara, Lettere al Consiglier Bianconi, in Opere, vol. VII, Prato, per i Fr. Giachetti, 1831, p. 89. Sul consigliere Bianconi, sul testo e sulle edizioni delle lettere si veda più dettagliatamente Opere, vol. VII, p. 6.
  2. Citato in I luoghi dell'arte vl. 5.
  3. Citato in Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Paestum, infopaestum.it.
  4. Da Storia dell'arte presso gli antichi, libro 9, cap. 2, p. 302; in Opere di G. G. Winckelmann, prima edizione italiana completa, tomo III, Fratelli Giachetti, Prato, 1832.

Bibliografia[modifica]

  • Johann Joachim Winckelmann, Pensieri sull'imitazione, a cura di Michele Cometa, Aesthetica, Palermo, 2001.

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