Enrico Deaglio

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Enrico Deaglio (1947 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

  • Silvio Berlusconi [...] nell'estate del 1986 concede un'intervista a Canale 5, di cui è proprietario.
    Intervistatrice: «Lei è anche un grande studioso dei classici».
    Il Cavaliere: «Ma no, non dica così».
    Lei: «Sì, invece, non faccia il modesto. Lei, dottore, ha appena pubblicato un'edizione pregiata dell'Utopia di Tommaso Moro, con una bellissima prefazione e una perfetta traduzione dal latino...».
    Cavaliere: «Be', in effetti il latino non lo conosciamo tutti, bisogna tradurlo...».
    Luigi Firpo, 71 anni, studioso della storia rinascimentale, monumento di erudizione, cattedra di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, è in vacanza e sta facendo zapping. Quando l'intervistatrice legge alcune righe della prefazione di Berlusconi, l'anziano professore la riconosce immediatamente come sua, appena data alle stampe per l'editore Guida di Napoli.
    Riesce ad avere una copia edita dalla Silvio Berlusconi Communication e osserva che Berlusconi ha copiato interi brani della prefazione e della traduzione in latino. Scrive a Berlusconi intimandogli di ritirare tutte le copie. Berlusconi telefona scusandosi e accusando una segretaria disattenta.
    Il vecchio professore minaccia di portarlo in tribunale. Berlusconi cerca di blandirlo, gli telefona un giorno sì e uno no, per sei mesi, raccontandogli barzellette. Lo invita a Canale 5 per parlare del papa. Berlusconi è dietro le quinte con una busta di denaro «per il suo disturbo e per l'onore che ci fa», che il professore sdegnosamente rifiuta. Berlusconi continua: per Natale gli regala una valigetta ventiquattrore in pelle di coccodrillo con le cifre LF in oro, un enorme mazzo di orchidee ed un biglietto: «Per carità, non mi rovini». Firpo manda tutto indietro con un biglietto: «Preferisco la mia vecchia borsa sdrucita. Quanto ai fiori, per me e mia moglie, i fiori tagliati sono organi sessuali recisi». (da Patria 1978-2010, il Saggiatore, Milano, 2010, p. 222)
I nostri anni crudeli, di Enrico Mannucci, Corriere della Sera - "Magazine", 7 maggio 2009
  • Penso veramente che il caso Moro sia stata la svolta. 55 giorni prigioniero il leader che sta aprendo ai comunisti, ma dove può succedere? E poi la gestione della caccia ai rapitori... l'artificio della seduta spiritica per indicare il covo dove lo tengono... le trattative che coinvolgono i mafiosi...
  • So di dire cose sgradevoli ma sta di fatto che la compromissione fra grande industria del Nord e mafia è forte.
  • [Sulla violenza economca] Ben più imponente e sanguinosa di quella politica. Ci fa battere l'Irlanda della guerra civile. Una storia così feroce non c'è mai stata in Europa. Chi ha avuto 10.000 morti ammazzati come noi al Sud? Per questo parlo di 11 settembre con dieci anni di anticipo.
  • [Sul Sud da lasciare alla mafia] Pesante, ma penso sia andata peggio. La mafia si è presa tutto il Paese.
  • Cossiga? Mi pare una brutta figura. Un caso più unico che raro: non denuda il re, aumenta l'opacità.
  • Anche la santificazione di Andreotti non mi va giù.
  • Gardini? Mi era simpatico. Ma resta invischiato nella più grande storia italiana: io racconto come le indagini abbiano accertato che la mafia entra in Borsa con la Calcestruzzi.
  • Mani pulite mi pare una cosa a metà. I magistrati non hanno capito molto e poi non sono andati a fondo. La madre di tutte le tangenti non è Enimont ma il rapporto con la mafia siciliana. Di Pietro ci aveva messo le mani con Gardini: questo credo sia il suo segreto.
  • [I cosiddetti maìtre à penser] Chi sono? Non me ne sono venuti in mente. Tranne Fellini in Amarcord, con l'analogia tra l'adolescenza e il fascismo. E oggi, come nel '34, torna la piccolezza, la limitatezza...
  • Comunque è bello essere in minoranza. Ed è anche bello che la gente legga la storia. Sennò Berlusconi finisce per essere senza tempo.
  • Una delle caratteristiche di questo libro [Patria 1978-2008] è lo stupore. Volevo raccontare l'anomalia italiana. Mi piace la IV di copertina, dove si domanda: "Ma davvero tutto questo è successo in Italia?". Prendiamo Bossi e l'ampolla del Monviso. In quale altro Paese sviluppato è capitata una cosa simile?

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