John Berger

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John Berger

John Peter Berger (1926 – vivente), critico d'arte, scrittore e pittore inglese.

Citazioni di John Berger[modifica]

  • In uno zoo un estraneo non può mai incontrare lo sguardo di un animale. Lo sguardo dell'animale ha tutt'al più un guizzo e poi passa oltre. Gli animali guardano lateralmente. Guardano ciecamente al di là. Scrutano meccanicamente… Quello sguardo tra l'animale e l'uomo, che deve aver svolto un ruolo importante nello sviluppo della società umana, e con cui, in ogni caso, gli uomini hanno sempre vissuto fino a poco meno di un secolo fa, è ormai estinto.[1]
  • Non so dirti cosa fa l'Arte e come lo faccia, ma so che spesso ha giudicato i giudici, chiesto vendetta per gli innocenti e mostrato al futuro quel che il passato ha sofferto, così che non lo si è più dimenticato. So anche che quando l'arte fa questo, i potenti ne hanno paura. E che a volte una simile arte circola fra la gente come una leggenda, perché dà senso a quello che le brutalità della vita non sanno spiegare, un senso che ci unisce, perché è finalmente inseparabile dalla giustizia. L'arte, quando funziona così, diventa il punto d'incontro dell'invisibile, dell'irriducibile, del duraturo, del coraggio e dell'onore.[2]
  • Sono un narratore, uno storyteller nel senso tradizionale. Colui che se ne va in giro per il mondo e la sera offre una storia in cambio di un letto e di un piatto di zuppa. Sono come Esopo: un traghettatore di storie.[2]

Note[modifica]

  1. Da About Looking; citato in J. M. Coetzee, La vita degli animali, traduzione di Franca Cavagnoli e Giacomo Arduini, Adelphi, Milano, 2000, p. 45. ISBN 88-459-1556-5
  2. a b Citato in Daniela Cavini, Leggere una foto? È come guardare un cardiogramma, Sette, 12 dicembre 2014.

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