John Wilmot, II conte di Rochester
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John Wilmot, II conte di Rochester (1647 – 1680), scrittore e poeta britannico.
Rochester Poesie e Satire[modifica]
- Dunque non mi parlare d'incostanza,
Di cuori falsi e voti infranti;
Se io, per miracolo, posso esserti
Fedele in questo istante lungo una vita,
È tutto ciò che il cielo può concedere. (da Love and Life, vv. 11-15)
- Non è l'attore che piace, ma la parte. (da Draft of a Satire on Men)
A Satire Against Mankind[modifica]
- Vorrei essere un cane, una scimmia, o un orso,
O tutto tranne quell'animale vanitoso,
Che è così orgoglioso d'essere razionale. (vv. 5-7) - I sensi sono rozzi e ne architetta
Un sesto per dare contro agli altri cinque;
E davanti al certo istinto preferisce
La ragione, che erra cinquanta volte contro una. (vv. 8-11) - Siate voi stesso giudice, voglio chiedervi questo,
Qual è la creatura più bassa, l'uomo o la bestia?
Gli uccelli si nutrono di uccelli, le bestie si cacciano tra loro,
Ma solo il barbaro uomo uccide l'uomo.
Spinti da necessità, quelli uccidono per il cibo,
L'uomo manda in rovina l'uomo senza ricavarne vantaggio. (vv. 127-132) - Perché tutti gli uomini sarebbero dei vigliacchi se osassero. (v. 158)
Bibliografia[modifica]
- John Wilmot, Rochester Poesie e Satire, Eianudi, traduzione di Masolino d'Amico, 2005. ISBN 9788806180423
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