Attore

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The actor Henry Samary (H. de Toulouse-Lautrec, 1889)

Citazioni sull'attore.

Citazioni[modifica]

  • A poco a poco si è venuta ad insinuare un'idea mercantile di questa professione non più legata a un'idea di cultura ma esattamente come avviene per un qualsiasi prodotto sottoposto alle leggi del mercato. (Lino Capolicchio)
  • Al contrario il presente dell'attore è il più istantaneo, il più stretto. L'attore rappresenta, ma ciò che egli rappresenta è sempre ancora futuro e già passato, mentre la sua rappresentazione è impassibile e si divide, si sdoppia, senza rompersi, senza agire, né patire. Il paradosso del commediante allora si fonda sull'istante in cui deve contemporaneamente anticipare, ritardare, sperare e ricordare. (Gilles Deleuze)
  • Al leggio bisogna essere molto concentrati, i riflessi pronti sono fondamentali per ottenere il risultato presto e bene. Il doppiaggio permette all'attore di avere dimestichezza con i copioni, con la lettura e la comprensione delle scene. Ho notato che gli attori che fanno il doppiaggio, riescono a dare subito un senso alle battute di un testo teatrale, durante le prove di lettura. (Francesco Pannofino)
  • Attore (s.m.). Venditore di emozioni già confezionate, che ci disprezza a causa dei nobili sentimenti di cui quotidianamente si nutre e che noi disprezziamo per la natura malsana della sua dieta. (Ambrose Bierce)
  • C'è una visione ipocrita della sofferenza dell'attore. Non è una tragedia e non c'è la fatica di chi si alza all'alba per portare 30 kg al mercato. Ma è un mestiere in cui vivi le vite degli altri, che poi associ alle tue esperienze. E così alcuni momenti in scena sono molto forti, affronti qualcosa che conosci benissimo. (Massimo Ghini)
  • C'è una parte di me che detesta il lavoro di attore. Mi spiego: un pittore, uno scultore, un fotografo, possono anche non vendere, ma nessuno può impedire loro di produrre la loro arte. Un attore no: ha sempre bisogno di qualcuno che ti dica di sì. Qualcuno che si degni di darti un'opportunità, e questo mi secca. Esiste una vulnerabilità intrinseca nel lavoro dell'attore. Il Santo Graal per ogni attore in ogni parte del mondo è semplicemente avere un buon grado di autonomia. Ed io sono abbastanza fortunato da averlo, attualmente. Bene o mali ho il controllo del mio destino creativo. (Edward Norton)
  • C'era un attore che aveva cento paia di scarpe, tante gliene avevano tirate. (L'imperatore di Capri)
  • Capire il completo significato della vita è compito dell'attore; interpretarla il suo problema; ed esprimerla la sua missione. Essere un attore è la cosa più solitaria del mondo. Sei completamente da solo con la tua concentrazione e con la tua immaginazione, e quello è tutto ciò che hai. Essere un buon attore non è facile. Essere un uomo è ancora più difficile. Voglio essere entrambi prima di morire. (James Dean)
  • Chiedereste ad ogni Attore che interpreta Mercuzio come mai ad un certo punto il personaggio muore? Bisognerebbe riesumare Shakespeare ed entrare nella sua testa per avere la verità assoluta (e non è un caso che io parli di Mercuzio). Questo per dire che l'Attore può dare delle risposte fino ad un certo punto (cioè in relazione ad una linea narrativa precostituita e che riguarda la relazione del personaggio con la storia e gli altri personaggi), specialmente se come me cerca sempre di fare bene e più che bene il proprio lavoro e rispetta la scrittura, gli autori e gli sceneggiatori che fanno questo mestiere con dedizione. (Marco Palvetti)
  • Ci vuole una certa dose di bestialità per essere un grande attore. (Gesualdo Bufalino)
  • Credo che fare l'attore sia un mestiere più femminile: bisogna accettare l'autorità di un'altra persona e abbandonarsi totalmente a questa; sinceramente, noi donne siamo più abituate a questo tipo di rapporti. Per un attore è più difficile accettare questa relazione, e soprattutto se dietro la macchina da presa c'è una donna. (Anne Parillaud)
  • Di un attore bisognerebbe sapere pochissimo, altrimenti la sua vita contamina i personaggi che interpreta. (Edoardo Leo)
  • È mia opinione che, storicamente, l'attore possa aver preceduto il fuoco, la ruota, l'ascia, la mazza — ogni importante manifestazione della creatività umana, davvero — tranne forse l'omicidio e il far baccano. (Joseph L. Mankiewicz)
  • Essere attore vuol dire essere schiavo: non riposare, non avere giorni festivi, non avere figli, non avere affetti, non avere cuore. Fino alla morte! Il fatto più deplorevole e la miseria straziante del commediante, che non vive se non per gli altri. (Aristizza Romanescu)
  • Fare l'attore è come giocare a tennis: ti alleni tutti i giorni, ti prepari a rispondere a qualsiasi colpo dell'avversario, poi si avvicina il momento del match e ti immagini quali saranno le difficoltà che dovrai affrontare. Ma poi quando sei sul campo a giocare, affronti solo un punto alla volta. (Jeremy Irons)
  • Fare l'attore non mi ha mai interessato: è un mestiere esecrabile. (Giorgio Albertazzi)
  • Gli attori hanno il privilegio di regalare sogni e amore a persone che non conoscono, che non hanno mai incontrato, ma la vita è un film molto più grande di uno spettacolo cinematografico. (Nicole Kidman)
  • Gli attori sono sempre alla ricerca di lavori interessanti, a prescindere da dove arrivino le proposte, dal cinema indipendente o dalle major. (Steve Buscemi)
  • Il doppiatore è un nobilissimo mestiere ma quello di attore è molto più stimolante perché il personaggio che interpreti nasce con te, lo vedi crescere scena dopo scena, lo fai tuo e ti immedesimi nella parte fino in fondo. (Francesco Pannofino)
  • Il lavoro dell'Attore funziona così (almeno per me!): tra le mani hai una scrittura, una sceneggiatura, un copione e tu cerchi di sublimare questo materiale e di dar vita a quel mondo, a quella storia. (Marco Palvetti)
  • Il talento che deve avere l'attore non so ancora bene in che cosa consista. Come per il poeta e il musicista, anche per l'attore sono indispensabili fortissimamente studio e preparazione. (Gianrico Tedeschi)
  • In Europa un attore è un artista. Ad Hollywood, se non lavora è un nullatenente. (Anthony Quinn)
  • [Sulla versatilità dell'attore] In passato si faceva già così. Era la regola della tradizione. L'attore allora veniva chiamato il "promiscuo", poiché sapeva passare con disinvoltura dal vaudeville alla farsa, dalla commedia alla tragedia classica. (Gianrico Tedeschi)
  • Io credo che in tutti ci debba essere un'indole, alla base. Poi lo si può anche diventare per casi particolari della vita: sei bello o bella, il regista ti nota e ti sceglie per una determinata parte, entri in un mondo, ti ci appassioni e, se sei intelligente, studi. (Enzo Garinei)
  • L'attore, come io lo intendo e come mi è stato insegnato, ha sempre la possibilità di dire delle cose vere, autentiche, se riesce a fare il vuoto dentro di sé per metterci altre parole e vivere altre vite, che ha più o meno sfiorate. Allora attraverso la parola geniale dei grandi autori che hanno vivisezionato l'essere umano, si riesce ancora ad avere quelle emozioni e quel piacere intimo che accompagna la lettura di una bella pagina di un libro o di una bella poesia. E noi vomitiamo queste cose che abbiamo chiuso a doppia mandata, ma che per incanto vengono aperte in momenti particolari con il pubblico. (Ugo Pagliai)
  • L'attore è il re del set. Se questo è il suo modo per concentrarsi, tu lo devi rispettare. Se vuole camminare sulle mani, tu lo aiuti a camminare sulle mani. Perché lui è l'attore e tu sei il suo schiavo. (Arianna Dell'Arti, Boris)
  • L'attore non deve diventare il personaggio: il suo compito è fingere. (Gastone Moschin)
  • L'attore non è come un dio, ma piuttosto un contro-dio. Dio e l'attore si contrappongono per la lettura del tempo. Cioè che gli uomini colgono come passato e futuro, il dio lo vive nel suo eterno presente. (Gilles Deleuze)
  • L'attore non recita le parole ma i sentimenti, ché la parte è fatta non di parole ma del sottofondo affettivo: è quella la parte nascosta da scoprire dell'attore. (Kostantin Sergeevic Stanislavskij)
  • L'attore usa la parola, che è dell'autore, come espressione di un'anima: un'anima che vive e palpita di sentimenti reali, da condividere con lo spettatore mediante lo strumento del corpo. (Liù Bosisio)
  • La caratteristica essenziale del grande attore è che egli si piace mentre recita. (Charlie Chaplin)
  • Lavorare con gli attori è come con gli amici, con ciascuno il rapporto è differente. Certi vogliono che si razionalizzi il loro ruolo, altri, al contrario, resistono a questo genere di cose. [...] Bisogna avere molto tatto con gli attori. Se hai una concezione troppo rigida del ruolo prima che l'attore dica la sua, vai talmente contro la sua natura che puoi distruggere il film. [...] Con gli attori è anche una questione di fortuna. Non si può sapere come reagiranno al personaggio loro affidato. A volte non scatta la scintilla con il grande attore e capita invece che uno di minor statura sbocci di colpo. (Karel Reisz)
  • Lo sguardo accattone dell'attore che in tutte le circostanze, anche nelle più gravi, si volge intorno per assicurarsi che lo si guarda e che lo si è riconosciuto. (Jules Renard)
  • [Mio padre] mi ha dato le chiavi per uscire dalla solitudine in cui vivevo da bambino: il senso del gioco, la sostanza magica che mi ha salvato. Credo sia per questo che prima ho giocato a calcio, poi sono finito a fare l'attore che è un grande gioco fatto di trucco, di viaggi, di pause, di tribù dove si prendono cura di te. (Pietro Sermonti)
  • Mia madre diceva che per fare l'attore ci voleva studio. E tanta passione. Invece no. Uno va là e lo fa. (Claudio Amendola)
  • Noi attori siamo manovali della poesia, lavoriamo una materia complessa: movimenti, suoni, pause. (Ennio Fantastichini)
  • Non è l'attore che piace, ma la parte. (John Wilmot)
  • Ogni attore ha una cosa che lo fa andare avanti. Io ho la musica: ogni mattina dà il via alla mia giornata. (Nicole Kidman)
  • Per governare, l'attore deve abdicare. L'arte del grande attore sta nella sua perfetta personalità. Si tratta di uno sdoppiamento, l'attore si sta supervisionando nella realizzazione della costruzione di un nuovo personaggio, quello sognato dall'autore. L'obiettivo sarà raggiunto solo quando la trasformazione darà l'impressione di verità, perfetta coesione, profonda convinzione. (Lucia Sturdza-Bulandra)
  • Per un attore il corpo è la geografia del linguaggio: il mio approccio al personaggio lo chiamo "l'avvicinamento". (Ennio Fantastichini)
  • Recitare non è molto diverso da una malattia mentale: un attore non fa altro che ripartire la propria persona con altre. È una specie di schizofrenia. (Vittorio Gassman)
  • Se dovessi scegliere tra un attore che "sente" il suo ruolo e un attore che lo "capisce" prenderei sempre il secondo. L'ideale, naturalmente, è una combinazione dei due. L'attore che pensa e che può controllare le sue emozioni è un grande attore, ma l'attore che gioca sulle sue emozioni e non pensa è troppo diffuso nella nostra epoca. Tutti quegli attori che vi dicono: «Lasciatemelo dire a modo mio» e che disprezzano il dialogo a scapito della pretesa improvvisazione: non è soltanto un'assurdità, è anche un'oscenità. (Joseph L. Mankiewicz)
  • Siamo come bambini, abbiamo sempre il bisogno di trovare l'approvazione del pubblico. (Jeremy Irons)
  • Spesso noi attori, soprattutto napoletani, abbiamo la presunzione che il talento ci aiuterà e ci accontentiamo. Per fare un po' di salti e sorprendere ancora, invece, bisogna studiare. (Silvio Orlando)
  • Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore. (Jean Cocteau)
  • Tutti gli uomini sono dei grandi attori, tranne alcuni attori. (René Ferretti, Boris)
  • Un attore deve prendere il divino dal fondo di se stesso. Se lo ha, si lasci pure possedere. (Valentina Cortese)
  • Un attore deve saper fare tutto, perché nella sua carriera potrebbe interpretare qualunque ruolo, secondo la regola fondamentale per cui più si fa meglio si riesce. (Jean Reno)
  • Un attore è come un atleta, dev'essere in forma. (Rachel Weisz)
  • Un attore è più di un solo personaggio a cui il pubblico si affeziona. (Anna Mazzamauro)
  • Uno non sa mai veramente quando è l'ora in cui deve smettere. È la nostra fortuna. Gli attori poi vorrebbero scrivere la parola fine solo su quelle quattro tavole fatate. (Luigi De Filippo)

Eugenio Barba[modifica]

  • Essere attore significa pensare ed agire in modo differente da come si vive nella vita quotidiana. Per un semplice fatto: nella vita quotidiana l'essere umano non sopporta lo sguardo degli altri.
  • L'antropologia teatrale non è espressione, esattamente come l'alfabeto scritto non è poesia, non è ideologia. Non è un racconto. Però, senza quell'alfabeto, senza conoscere quei principi, e non dico regole, ma proprio principi, che permettono di raggiungere un'efficacia espressiva, non puoi essere attore.
  • L'attore dev'essere un vero inventore di ogni nuovo spettacolo, ossia creare ex novo, dal nulla.
  • Per l'attore il fatto di mantenere l'attenzione dello spettatore su di lui, diventa il metro dell'efficacia, il criterio della sua efficacia come attore. Per poter mantenere questa attenzione deve usare il suo corpo, straniandolo.

Iaia Forte[modifica]

  • Il teatro può essere ancora un luogo dove l'immaginazione è sovrana e in questi termini è il luogo dove l'attore può trasformarsi totalmente per fare ciò che la vita non permette di fare.
  • La vocazione dell'attore come tutte le vere vocazioni è una dimensione che va messa in crisi.
  • Ritengo che per un attore l'esperienza del gruppo sia fondamentale perché tutti gli elementi devono sentirsi creativi tutti allo stesso modo del regista. Ciò che un gruppo richiede al singolo attore, oltre che la professionalità e l'apporto specifico della recitazione, è una partecipazione creativa e immaginativa.
  • Un attore senza corpo è un attore radiofonico. Anche nella parola ci deve essere la partecipazione del corpo.

Jerzy Grotowski[modifica]

  • Condizioni essenziali al lavoro di tutti gli attori sono l'ordine e l'armonia; senza di esse non può esservi un atto creativo.
  • Il rispetto per l'autonomia dell'attore non significa anarchia, indulgenza nelle richieste, discussioni interminabili, e sostituzione dell'azione con fiumi incessanti di parole. Il rispetto per l'autonomia, invece, implica vastissime richieste, l'aspettarsi il massimo sforzo creativo e la più personale penetrazione. Compreso questo, la sollecitudine per la libertà dell'attore può essere generata dalla pienezza della guida e non dalla sua carenza di pienezza. Una tale carenza presupporrebbe soperchieria, dittatura e ammaestramento superficiale.
  • L'atto dell'attore, questo rifiuto delle mezze misure, la penetrazione, l'apertura, l'uscir fuori da se stesso invece di chiudercisi, costituisce un invito rivolto allo spettatore.
  • L'attore, almeno in parte, è un creatore, un modello e una creazione racchiusi in un unico oggetto. Non deve essere sfrontato poiché ciò porta all'esibizionismo. Deve aver coraggio, non soltanto il coraggio di esibire se stesso, un coraggio passivo, potremmo dire, il coraggio dell'indifeso, ma anche il coraggio di penetrare se stesso.
  • L'attore deve essere disposto sempre ad intraprendere l'atto creativo nel momento esatto deciso dal gruppo. Da questo punto di vista, la sua salute, le sue condizioni fisiche, e tutte le sue faccende private cessano di essere soltanto affare suo personale.
  • L'attore non deve illustrare ma compiere un "atto dell'anima" tramite il suo organismo. Si aprono così, davanti a lui, due alternative estreme: egli può vendere, disonorare, il suo essere concreto e "incarnato" facendo di sé un oggetto di prostituzione artistica: oppure può donare se stesso, santificando ii suo essere concreto e "incarnato".
  • Poiché il materiale dell'attore è il suo corpo, dovrebbe essere allenato ad obbedire, ad essere duttile, a dare una rispondenza passiva ad impulsi psichici come se si annullasse nell'attimo della creazione.

Roberto Herlitzka[modifica]

  • Ci sono moltissimi ragazzi, anche allievi attori, che non sanno chi fossero Salvo Randone, Renzo Ricci e Memo Benassi. La colpa non è di chi dimentica, ma di quelli che dovrebbero far in modo che si ricordasse, che dovrebbero onorare e insegnare, soprattutto a chi vuole fare teatro, chi erano questi signori.
  • L'attore non lascia tracce se non nella memoria di chi l'ha visto. Oggi ci sono innumerevoli mezzi tecnici, ma il teatro non lo si può fissare.
  • L'attore può essere un po' distaccato dalla sua vita normale, ma non dovrebbe essere del tutto ignaro di quello che succede, perché anche il teatro ha una sua funzione di sincerità nei confronti di quello che si vive, molto dipende dall'autore che si interpreta.

Ruggero Ruggeri[modifica]

  • L'attore conquista e domina il pubblico trascinandolo attraverso tutte quelle sensazioni, piacere, angoscia, ilarità, dolore, del personaggio che egli rappresenta. Quando l'attore è sulla scena, è il padrone e il pubblico lo ascolta, lo segue, lo sostiene in tutte le sue manifestazioni artistiche.
  • L'attore è attore inquantoché ha in sé un complesso di qualità che vanno dal gesto alla voce; qualità che non possono essere disgiunte l'una dall'altra senza grave pregiudizio.
  • L'attore è colui che sa creare e fondere armoniosamente sensazioni visive e acustiche; che sa accompagnare la parola al gesto; che sa esprimere, anche col silenzio, il tormento e le passioni che agitano il personaggio che interpreta.
  • Se togliete il pubblico all'attore o l'attore al pubblico non avrete più teatro.
  • Un attore al microfono è come un violino d'autore senza corde; è un personaggio senza vita; un Don Chisciotte contro i mulini a vento.

Voci correlate[modifica]

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