Julij Martov

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Julji Martov nel 1917

Julij Martov (1873 – 1923), politico russo.

Citazioni su Julij Martov[modifica]

  • Il congresso non osava colpire la Duma dell'impero e il Consiglio di Stato. L'oratore menscevico Bogdanov nascondeva la sua timidezza di fronte alla reazione dicendo che la Duma e il Consiglio di Stato, «dopo tutto, erano istituzioni morte, inesistenti». Martov, replicava con la sua causticità da polemista: «Bogdanov propone di considerare la Duma inesistente, ma di non attentare alla sua esistenza». (Lev Trockij)
  • Il principale avversario di Lènin era il suo antico alleato, Martov. Costui, secondo la testimonianza dei suoi avversari stessi, era un uomo di grande ingegno. Gorkij lo definisce affascinante. Aveva un'intelligenza acuta e sottile e aveva dimostrato, dice la Krùpskaja[1], «una prontezza e una sensibilità eccezionali nell'afferrare le idee di Vladìmir Ilič e nello svilupparle». Era infatti l'allievo favorito di Lènin e i suoi istinti di rivoluzionario erano reali, ma egli andava soggetto a crisi amletiche. (Edmund Wilson)
  • Postosi alla testa della sinistra dei menscevichi che non riuscì ad assumere una funzione di benché minima importanza nella rivoluzione, Martov, rimase all'opposizione contro la politica di Tseretelli-Dan, ostacolando al tempo stesso il riavvicinamento tra i menscevichi di sinistra e i bolscevichi. [...]. La frazione di Martov, pur senza aver lasciato il partito, non aveva un suo giornale dato che non aveva una politica. Come sempre nei grandi avvenimenti storici, Martov aveva irrimediabilmente perduto la testa e non aveva più nessuna consistenza. Nel 1917 come nel 1905, la rivoluzione si accorse appena dell'esistenza di quest'uomo pur notevole. (Lev Trockij)

Note[modifica]

  1. Nadežda Krupskaja (1869-1939), moglie di Lenin.

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