Kaja Kallas
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Kaja Kallas (1977 – vivente), politica estone.
Citazioni di Kaja Kallas
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Citazioni in ordine temporale.
- Chi ha vissuto l’occupazione russa sa che Putin deve essere fermato.[1]
- Il mio governo ha deciso di rimuovere i monumenti sovietici dagli spazi pubblici in tutta l'Estonia. In quanto simboli delle repressioni e dell'occupazione sovietica, sono diventati fonte di crescenti tensioni sociali: in questi momenti dobbiamo tenere al minimo il rischio per l'ordine pubblico. [...] I monumenti di valore storico saranno spostati nei musei, ma non saranno demoliti. [...] Cerchiamo di preservarli il più possibile, in modo che le generazioni future possano imparare da queste dolorose lezioni.[2]
- [Sulla caduta di Damasco] La fine della dittatura di Assad è uno sviluppo positivo e atteso da tempo. Dimostra anche la debolezza dei sostenitori di Assad, Russia e Iran.[3]
- Dobbiamo capire che il Donbass non è l'obiettivo finale di Putin. Se conquista il Donbass, la fortezza crolla e allora sicuramente passerà alla conquista dell'intera Ucraina. E sapete, se l'Ucraina cade, anche altre regioni sono in pericolo. Lo sappiamo dalla storia e dovremmo imparare dalla storia [...]. Dobbiamo tenere a mente è che i paesi vogliono entrare nella Nato perché non vogliono che la Russia li invada, li attacchi. Ed è per questo che Svezia e Finlandia hanno aderito alla Nato. È per questo che gli Stati baltici hanno aderito alla Nato, per avere questo ombrello di difesa.[4]
- Cerchiamo di essere lucidi riguardo alla Russia: non è una superpotenza. Dopo oltre un decennio di conflitti, inclusi quattro anni di guerra su vasta scala, la Russia ha avanzato di poco rispetto alle linee del 2014. Il costo? 1,2 milioni di vittime. [...] Oggi la Russia è distrutta, la sua economia è a pezzi, è scollegata dai mercati energetici europei e i suoi stessi cittadini stanno fuggendo. In realtà, la minaccia più grande che la Russia rappresenta ora è quella di ottenere più risultati al tavolo delle trattative di quanti ne abbia ottenuti sul campo di battaglia.[5]
- Bucha è il simbolo della crudeltà della guerra voluta dalla Russia [...] Molti dei civili uccisi, vennero fucilati a distanza ravvicinata, con le mani legate dietro la schiena. Quanto è successo non può essere negato. Ci impegniamo a garantire che questi crimini non restino impuniti. Mosca deve essere ritenuta responsabile di ciò che ha fatto all'Ucraina.[6]
Discorso sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022 tenuto a Londra il 7 giugno 2022 il giorno del ritiro del Premio Grotius, citato e tradotto in linkiesta.it, 7 giugno 2022.
- Il totalitarismo è fissato sulla distruzione degli individui e sulla libertà. Nell'autocrazia l'individuo non ha importanza. L’individuo non ha alcun diritto.
- La Russia è la minaccia più diretta alla sicurezza europea in questo momento. In effetti, se dovesse farla franca con la sua aggressività, minerebbe la pace e la sicurezza in tutto il mondo: se l’aggressione paga da qualche parte, diventa un invito a usarla altrove. Questo è il motivo per cui siamo così impegnati ad aiutare l’Ucraina a respingere l’aggressione russa. Ciò che stiamo difendendo è l’idea stessa di libertà, integrità territoriale e sovranità, ovvero il diritto di esistere come Paese e il diritto di vivere liberi dalle repressioni.
- Il Cremlino sta cercando di costruire un altro muro di divisione in Europa e questa volta l’Estonia ha la fortuna di trovarsi dalla parte giusta. Lo stesso non si può dire per l’Ucraina.
- Dobbiamo tenere a mente che la pace non significa automaticamente che le atrocità finiranno. Qui parlo dell’esperienza di molti nell’Europa centro-orientale. Per l’Estonia, la pace dopo la seconda guerra mondiale significò l’inizio delle repressioni. Ha comportato un enorme costo umano e ha portato rinnovate sofferenze attraverso uccisioni di massa, repressioni, deportazioni di massa e altri crimini contro l’umanità.
- L’esperienza di mezza Europa dopo la Seconda guerra mondiale dovrebbe ricordarci che non possiamo dare all’aggressore nulla che non avesse prima, altrimenti l’aggressione prima o poi tornerà. Abbiamo già commesso questo errore diverse volte, sia nel caso della Georgia, della Crimea o del Donbass.
- Spesso ricevo domande su come possiamo migliorare le relazioni con la Russia. La mia risposta è molto franca: dovremmo essere abbastanza coraggiosi da ammettere che se è necessario fermare l’aggressore, dobbiamo essere pronti ad affrontare una guerra lunga e raccapricciante. Non dobbiamo aver paura di avere una cattiva relazione, o una relazione inesistente, con i criminali di guerra. L’Ucraina non è vittima di un errore di calcolo una tantum da parte di un pazzo. Stiamo assistendo a una campagna a lungo pianificata dal Cremlino per esercitare il controllo sui Paesi vicini con la forza bruta, indipendentemente dal costo umano. Abbiamo bisogno di pazienza e perseveranza a lungo termine con politiche per fermare questa aggressione e anche per prevenire quelle future. Resistere alla tirannia ha un costo per tutti noi. Il gas può essere costoso, ma la libertà non ha prezzo. Spetta a ogni governo decidere quanto del peso del suo popolo è pronto a sopportare. Ma è ugualmente necessario trasmettere il messaggio alla nostra gente: qual è il problema del nostro prossimo oggi sarà il nostro problema domani. Siamo tutti in pericolo quando la casa del nostro vicino va a fuoco.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Laura Aprati, La premier estone: "Con gli attuali piani Nato se la Russia attaccasse Tallin sarebbe cancellata", Rainews.it, 22 giugno 2022.
- ↑ Citato in Estonia, via monumenti sovietici da spazi pubblici, Ansa.it, 16 agosto 2022.
- ↑ Citato in Netanyahu: Ue, "fine di Assad è sviluppo positivo e atteso da tempo", repubblica.it, 8 dicembre 2024.
- ↑ Citato in Kallas: “Se Putin prende il Donbass, cade la fortezza”, repubblica.it, 15 dicembre 2025.
- ↑ Citato in Ue, Kallas: "La Russia non è più una superpotenza, la sua economia è a pezzi", repubblica.it, 15 febbraio 2026.
- ↑ Citato in Il ritorno dell’Europa a Bucha: “La strage non resterà impunita”, repubblica.it, 1 aprile 2026.
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