Khmer Rossi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Bandiera della Kampuchea Democratica, stato fondato dai Khmer Rossi

Citazioni sui Khmer Rossi e il Partito Comunista di Kampuchea.

Citazioni[modifica]

  • Ma chi erano veramente i Khmer rossi? Assassini sanguinari, accecati dall'ideologia marxista-leninista, dicevano i diplomatici americani e gli agenti della Cia... Ma noi non ci facevamo influenzare… Ricordo benissimo di aver girato in mezzo a quelle decine di cadaveri, sgozzati, impalati, maciullati, cercando di convincermi che non potevano essere stati uccisi dai guerriglieri, che magari quella gente era rimasta vittima dei bombardamenti americani e poi era stata messa lì, usata, per così dire, in modo da farci credere alla storia del massacro comunista. (Tiziano Terzani)
  • Perché stanno uccidendo o causando la morte dei loro propri compatrioti? Non centinaia, non migliaia, non centinaia di migliaia, ma parecchi milioni? Quali sono i loro obiettivi? quale scopo può giustificare la miseria, la sofferenza e la strage che i comunisti stanno infliggendo al loro popolo oggi? (Lon Nol)
  • Se l'altra parte vincesse, ucciderebbero tutte le persone istruite; i professori, gli artisti e gli intelettuali, e questo sarebbe un passo verso la barbarie. (Lon Nol)

Nuon Chea[modifica]

  • Avevamo il coraggio di dare la nostra vita per proteggere la nostra nazione. Diversamente la nostra nazione sarebbe scomparsa e il nostro popolo avrebbe incontrato grosse difficoltà.
  • Cercammo di fare del nostro meglio ma il Partito non poteva controllare tutto. Nessuno sa quante persone morirono. Alcuni dicono 1,7 milioni, ma non hanno statistiche, lo dicono e basta.
  • La prego di spiegarmi: che cosa sono i crimini di guerra? Crimini di guerra significa che abbiamo mosso guerra contro un altro paese. Non lo abbiamo fatto. E genocidio? Non abbiamo mai avuto nessun motivo di spazzare via la nostra stessa razza.

John Pilger[modifica]

  • Gli Stati Uniti non solo hanno contribuito a creare le condizioni che portarono nel 1975 i Khmer Rossi cambogiani al potere, ma hanno attivamente sostenuto la violenza genocida, politicamente e finanziariamente.
  • I Khmer Rossi elaborarono una costituzione per la loro nuova Cambogia «democratica». L'articolo venti della costituzione diceva che ogni cambogiano aveva il diritto di praticare qualsiasi religione (piena libertà di culto religioso), e che i cambogiani avevano il diritto di non praticare qualsiasi religione. Ma qualsiasi religione che fosse «errata» o «dannosa» per la Cambogia era assolutamente vietata. È ciò che il presidente Mao, i cui insegnamenti i Khmer Rossi seguirono fino ai loro più barbarici estremi, avrebbe forse chiamato una «contraddizione». La maggior parte dei cambogiani sono buddisti, e il buddismo ispira i gentili, i passivi, e venera l'armonia tra gli esseri umani e la loro terra, non la supremazia su di essa. I Khmer Rossi decisero di porre fine a questa tradizione in quasi una sola nottata.
  • Fornire viveri ai Khmer Rossi è in linea con l'appoggio occidentale per Pol Pot. Il mese scorso, l'assemblea generale dell'Onu assistì allo spettacolo straordinario delle democrazie occidentali, inclusi l'America e la Gran Bretagna, votare per continuare il riconoscimento del regime defunto che loro stessi riconoscono come i carnefici più efficienti dopo Hitler.
  • Nell'ideologia dei Khmer Rossi, il comunismo veniva appena menzionato. Invece, c'era «Angka», ovvero «l'Organizzazione», che insisteva sulla schiavitù in una società agraria senza città o macchine.
  • Poco dopo l'alba, il 17 aprile 1975, i bombardamenti cessarono, e regnò il silenzio. Poi, i vittoriosi, i Khmer Rossi, il cui potere era cresciuto in modo del tutto sproporzionato rispetto ai loro numeri, emersero dalla foresta. Entrarono nella capitale, Phnom Penh, una città che molti di loro non avevano mai visto prima. Marciarono in fila indiana disciplinata lungo i viali e il traffico immobile. Si vestivano di nero ed erano per la maggior parte adolescenti. Il popolo li acclamò ansiosamente, ingenuamente. Dopo tutto, i bombardamenti e i combattimenti erano finalmente terminati. Il terrore cominciò quasi immediatamente. Phnom Penh, una città di 2.5 milioni d'abitanti, fu evacuata con la forza entro un ora dal loro arrivo, i malati e feriti trascinati dai loro letti d'ospedale, bambini morenti trasportati in sacchi di plastica, i vecchi e gli zoppi abbandonati ai margini della strada, e tutti in marcia sotto tiro verso la campagna e una società totalmente nuova, quale non si era mai vista prima. I nuovi leader della Cambogia chiamarono il 1975 l'«Anno zero», l'alba di un'era in cui non ci sarebbero state famiglie, né sentimenti, né espressioni d'amore o di sofferenza, né medicine, né ospedali, né scuole, né libri, né istruzione, né vacanze, né musica, né canzoni, né posta, né moneta: solo fatica e morte.
  • Prima dei bombardamenti, i Khmer Rossi erano stati un culto maoista senza base popolare. I bombardamenti fecero da catalizzatore. Quello che Nixon e Kissinger avevano iniziato, venne completato da Pol Pot.
  • Sebbene il governo dei Khmer Rossi cessò di esistere nel gennaio del 1979, quando l’esercito vietnamita lo scacciò, i suoi rappresentanti continuarono a occupare il settore della Cambogia di pertinenza delle Nazioni Unite. Il loro diritto ad agire in tal modo venne difeso e promosso da Washington come un prolungamento della Guerra Fredda, come un meccanismo della vendetta americana contro il Vietnam, e come parte della sua nuova alleanza con la Cina (principale finanzaiatore di Pol Pot e vecchio nemico del Vietnam).

Pol Pot[modifica]

Teschi delle vittime dei Khmer Rossi
  • Abbiamo adoperato metodi illegali come base siccome, di norma, fare la rivoluzione è «illegale». Non c'è nessuna legge delle classi sfruttatrici che autorizza la rivoluzione.
  • Il nostro popolo è unito col Partito. È soddisfatto del regime collettivista di cui gode tutti i benefici, soprattutto i proletari, che costituiscono più del 90% della popolazione.
  • Il Partito è il vero rappresentate delle classi povere. Se non è così, se il Partito sfrutta e schiaccia il popolo, il popolo si ribellerà e lo rifiuterà.
  • Il Partito, il popolo, e l'impavido Esercito Rivoluzionario di Kampuchea amano la loro patria più delle loro stesse vite, e hanno inflitto una sconfitta pesante e ignominiosa, senza precedenti nella storia, agli aggressori imperialisti statunitensi e ai loro lacchè.
  • La forza fondamentale della nostra rivoluzione sta nei contadini. La situazione nel nostro paese è diversa da quella dei paesi industriali; gli operai non erano la forza principale dietro la nostra rivoluzione. Inizialmente, fummo anche attivi fra gli operai. Dal 1955, eravamo riusciti a organizzare il movimento degli operai in tutto il paese. Il compagno che lavora come segretario assisstente del Partito fu incaricato di guidare questo movimento. La nostra classe operaia però era numericamente bassa. Il movimento era attivo in ogni fabbrica, ma non poteva resistere alla repressione del nemico. Ogni volta che il movimento si ribellava, veniva presto distrutto. Il movimento riemergeva e il nemico lo distruggeva di nuovo.
  • La nostra ambizione è di edificare una società in cui la felicità, la prosperità e l'uguaglianza prevalga per tutti, una società dove non ci sono né sfruttati né sfruttatori, e dove ognuno partecipa alla produzione e alla difesa nazionale.
  • La situazione generale della rivoluzione socialista in Kampuchea è, tutto sommato, buona. Abbiamo gettato le basi del nostro socialismo collettivista, e li stiamo continuamente migliorando mentre li consolidiamo e li sviluppiamo.
  • Ovunque, dobbiamo sempre esaminarci. Non solo il Partito lo deve fare, ma anche ogni organizazzione, ogni quadro, ogni membro del Partito, ogni risponsabile delle fabbriche, nei porti, nei servizi energici, nelle saline.
  • Ovunque, nelle zone più remote, nelle profondità delle foreste e sulle montagne, lungo le pianure e nelle città, la solenne proclamazione del Partito verrà salutata con grida di gioia.
  • Senza la partecipazione del suo popolo, la rivoluzione kampucheana non avrebbe vinto. Non ci sarebbe stato il 17 april 1975.

Ieng Sary[modifica]

Letto di ferro usato dai Khmer Rossi per torturare i prigionieri nella prigione Tuol Sleng
  • Abbiamo fatto un bel po' d'istruzione fra i quadri sull'importanza di servire il popolo, sull'essere altruisti e sul mantenere sempre la disciplina. Questa istruzione comunista aiutò dopo a sostenere i membri del Partito durante i periodi difficili.
  • Grazie all'impavida unità, profonda devozione e fedeltà del popolo kampucheano verso il regime colettivista, grazie alla sua lotta per difendere e sviluppare con successo ed entusiasmo in un movimento rivoluzionario immenso e appasionato, il futuro della Kampuchea Democratica non può essere nient'altro che brillante.
  • La corruzione, la privazione e la dissolutezza sono state totalmente eliminate, e hanno fatto largo a una nuova e stabile società conforme alle vere tradizioni nazionali del nostro popolo.
  • La situazione del nostro paese è eccellente.
    Il popolo kampucheano, che fu sfruttato, brutalizzato, oppresso, detestato e trascinato nel fango per così tanto tempo, ha messo fine a questo periodo oscuro per sempre. Attraverso la gloriosa vittoria dell'aprile 17 1975, che segna la totale e definitiva liberazione di Kampuchea, il nostro popolo, nella sua capacità di padrone del paese, ha impugnato il diritto di decidere per se stesso il suo proprio destino e quello della patria.
  • Molte cooperative stanno fiorendo; quasi tutte sono prospere. Tutto ciò si è avverato sotto la guida del Partito, che è vicinissimo alle masse del popolo. Sotto la sua guida, sono sicuro che riusciremo a risolvere tutte delle molte difficoltà che tutt'ora ci troviamo di fronte.
  • Negli ultimi tre anni o di più, il nostro popolo è riuscito a difendere e salvaguardare l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale del paese. È riuscito a risolvere i problemi post-bellici pesanti e importanti, come quelli del cibo, ma senza fare come Vietnam che chiede elemosine da tutti.
  • Solo la lotta armata, capeggiata dal Partito, avrebbe potuto darci il potere politico.
  • Vivevamo nella foresta e non avevamo delle vere scorte di cibo. Dipendevamo dalle tribù locali, che erano minoranze nazionali e guerrieri impavidi, per portarci i viveri dai villaggi. Talvolta, venivano catturati dal nemico, in tal caso non avevamo niente da mangiare. [...] In tal caso, dependevamo sul bambù che cresceva nella foresta per una settimana o più. Ma non perdemmo mai la speranza. Sapevamo che gli uomini delle tribù non ci avrebbero mai traditi. Non avrebbero rivelato niente sulle nostre basi ai reazionari, anche sotto tortura.

Norodom Sihanouk[modifica]

  • Avevano tre misure per ottenere il loro sogno di creare una nuova società: l'evacuazione totale della popolazione da Phnom Penh e da altre città alla campagna; la creazione dell'esercito più forte, più impavido e più efficiente del mondo, e la liquidazione di tutti gli elementi corrotti e testardi che ostacolavano la società e che non potevano essere trasformati nel nuovo tipo di kampucheano.
  • Come Stalin nel Cremlino, i Khmer Rossi vedevano nemici ovunque. Gli intellettuali che non erano come loro erano intellettualmente corrotti, e andavano sterminati. Dissero che bisognava uccidere i principi, perché erano gli oppressori del popolo. Io non ho oppresso il popolo. Per esso ho costruito scuole, università e ospedali. Non avevano alcuna ragione per odiare la monarchia, ma questi comunisti cambogiani sapevano che per ottenere il potere avrebbero dovuto uccidere i principi e tutti i capi monarchici. Dopo averli sterminati, hanno ucciso i repubblicani non-monarchici, i borghesi, i contadini ricchi, i mercanti ricchi, gli industriali; tutti coloro che il gruppo di Pol Pot decise erano nemici dei poveri, perché per essere ricchi avevano dovuto sfruttare i poveri. In certi paesi comunisti, li avevano messi in campi di concentramento per rieducarli, ma i comunisti in Cambogia dissero, «No, questa gente non può essere rieducata. Non possiamo cambiarle le loro idee o i loro cuori; devono essere sterminati.»
  • I Khmer Rossi conclusero che il popolo cambogiano fosse pigro, e che non poteva diventare una grande potenza come prima se non avesse cambiato il suo stile di vita. Così, per creare una nuova società, hanno dovuto distruggere la nostra civiltà e le nostre tradizioni. Cercarono anche di annientare il Buddismo, poiché il Buddismo dice, «Vi prego, siate tolleranti; vi prego, non fate la guerra; fate la pace.» Il Buddismo era adatto a creare guerrieri forti.
  • I Khmer Rossi non volevano essere semplicemente dei comunisti; volevano essere estremisti. La loro filosofia era un misto di nazismo e di rivoluzionarismo culturale cinese. Volevano che la Cambogia avesse un nome nella storia, renderla ancora più potente di quanto fosse nel periodo di Angkor, tra il nono e dodicesimo secolo, quando l'antico regno di Cambogia dominava tutta questa parte del mondo. Dicevano inoltre che per avere una nazione grande, tutti dovevano essere impavidi, come il popolo di Sparta nella Grecia antica. Avevano buone ragioni per pensare di riuscire. Il loro ragionamento era questo: siccome abbiamo sconfitto gli americani e siamo riusciti a avere il miglior esercito del mondo, perché dovremmo fallire nei nostri tentativi di rendere il resto della nazione puro, impavido e esperto come il nostro esercito?
  • Il regime dei Khmer Rossi era severo, come lo stalinismo. Sono sicuro che era pianificato fino in fondo dai capi: Pol Pot, Ieng Sary, Ta Mok e gli altri erano i risponsabili per la politica del genocidio.
  • Sapete, la situazione in Cambogia sotto Pol Pot non era poi così male per tutti. I Khmer Rossi avevano i loro sostenitori. Prendevano cura dei contadini poveri e dei giovani che avevano separato dai loro genitori. C'è ora una nuova generazione che non sa tanto sugli orrori dei Khmer Rossi. Ora sono le nuove reclute.

Bernardo Valli[modifica]

  • Hanno ammazzato un cambogiano su sette, hanno proibito la convivenza familiare. Hanno abolito il denaro e la vita urbana niente più città perché centri di corruzione e hanno cercato di eliminare gli intellettuali, nel senso più esteso del termine.
  • Non c'è famiglia che non abbia avuto qualcuno ucciso dai khmeri rossi o morto in seguito agli stenti imposti dai khmeri rossi. I khmeri rossi sopravvivono come un incubo incancellabile. E costituiscono ancora una minaccia concreta. Sono indistruttibili.
  • Quando pensano ai khmeri rossi che come i gnomi malefici insidiano ancora la pace precaria, ho l'impressione che i cambogiani li considerino come la parte selvaggia di se stessi. Come l'altra metà della loro anima, quella cattiva, rifugiatasi sulle montagne e pronta a scendere per seminare terrore, e per insidiare la metà buona rimasta a valle.

Altri progetti[modifica]