La dannazione di Faust (opera)

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La dannazione di Faust, opera di Hector Berlioz, leggenda drammatica in quattro parti. Poema di H. Berlioz, A. Gandonnière e Gérard de Nerval, adattamento scenico di Raul Gunsbourg.

Incipit[modifica]

In Ungheria.

Faust: Al vecchio inverno subentrò l'April,
Natura s'è ringiovanita:
Dalla splendente cupola infinita
Del ciel, piovono raggi,
Fluir per l'aria io sento
La mattutina brezza;
E molce il petto ardente
La soave freschezza;
Ascolto gorgheggiare
Gli augei che si destâr.
Ed il romoreggiare
Di piante lungo e d'acque.
Oh! come dolce è vivere
qui nella solitudine
Lungi alle lotte umane,
Lungi alla moltitudine|
S'io avessi mai a dire
All'attimo fuggente:
«Tempo, t'arresta!»
No! Tutto si disperde!...
Sul campo dell'onore,
o chi dopo una danza delirante
Da morte è colto in braccio d'un'amante?
Un uomo son io.
O sono un dio?...
Qual luce si fa agli occhi miei?
No, il mondo degli spiriti
Chiuso non è!
È il tuo cor che è morto, e per sempre...
Tu, discepol, ti leva! – Bagna il tuo sen mortale
Nel purpureo raggio dell'aurora.
Dall'empireo alla terra lo spazio armonioso
S'apre per te in un cantico eternale!

[La Dannazione di Faust (Damnation de Faust), musica di Hector Berlioz, versione italiana di Ettore Gentili, Casa Musicale Sonzogno, Milano.]


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