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La tigre e la neve

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La tigre e la neve

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Titolo originale

La tigre e la neve

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2005
Genere commedia, drammatico, romantico
Regia Roberto Benigni
Sceneggiatura Roberto Benigni, Vincenzo Cerami
Produttore Nicoletta Braschi
Interpreti e personaggi
Note

La tigre e la neve, film italiano del 2005 diretto e interpretato da Roberto Benigni.

Frasi

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  • Il cielo di Baghdad è il guanciale del mondo... a ottanta chilometri da qui, più di tremila anni fa costruirono la Torre di Babele per toccare questo cielo. (Fuad)
  • Lo sai perché si fanno le guerre? Perché il mondo è cominciato senza l'uomo e senza l'uomo finirà. (Fuad)
  • Ogni persona è un abisso: vengono le vertigini a guardarci dentro. (Fuad)
  • Su su... svelti eh, svelti, veloci... Piano, con calma. Non v'affrettate, eh. Poi non scrivete subito poesie d'amore, eh! Che sono le più difficili aspettate almeno almeno un'ottantina d'anni eh... Scrivetele su un altro argomento, che ne so su... su... il mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un'altra, eh? Avete capito? La poesia non è fuori, è dentro! Cos'è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio: la poesia sei tu! E vestitele bene le poesie! Cercate bene le parole! Dovete sceglierle! A volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola! Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere! Da Adamo ed Eva: lo sapete Eva quanto c'ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa... Ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre! Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto! Morto, tutto è... Vi dovete innamorare e diventa tutto vivo, si muove tutto, dilapidate la gioia! Sperperate l'allegria! Siate tristi e taciturni con esuberanza! Fate soffiare in faccia alla gente la felicità! E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato! Questo è quello che dovete fare! Non son riuscito a leggerli! Per trasmettere la felicità bisogna essere felici. E per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici! Dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre! Eh? E se non avete i mezzi non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il pezzo non vi viene da questa posizione, da questa, da così, be'... buttatevi in terra! Mettetevi così! Eccolo qua... Oh! È da distesi che si vede il cielo! Guarda che bellezza, perché non mi ci sono messo prima!? Cosa guardate? I poeti non guardano, vedono! Fatevi obbedire dalle parole! Se la parola... "muro"! "Muro" non ti dà retta... non usatela più per 8 anni, così impara! "Che è questo? Boh! Non lo so!" Questa è la bellezza! Come quei versi là, che voglio che rimangano scritti lì per sempre! ...Forza cancellate tutto, che dobbiamo cominciare. La lezione è finita. (Attilio)
  • Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spegnere questa luce bellissima del Sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine... (Attilio)
  • Come sono belle le donne quando decidono di fare l'amore fra poco. ...Ma perché non stiamo insieme tutta la vita? Che ci vuole? È facile! (Attilio)
  • Ma io, guarda, sono contento di essere nato! A me piace esserci! Eh, io son sicuro che anche da morto mi ricorderò sempre di quando ero vivo! (Attilio)
  • Sul grande orologio del tempo c'è scritta una parola sola: "ora". (Attilio)

Dialoghi

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  • Vittoria: Attilio. Oh, Attilio de Giovanni, io canto il tuo nome, parola che mi apre le porte del paradiso. Io non ti perderò mai, lo vogliano gli dei. Quando mi baci, trottano fuori i Cavalli dell'Apocalisse. E se penso al tuo corpo, difficoltoso e vago, la vertigine mi si porta via. La tua divinità maschia ascende al cielo. Sei bello! Tu, girasole impazzito di luce, ogni volta che i tuoi occhi si sollevano si accende il firmamento.
    Amici, ecco qui che la terra, come una madre, allatta la sua creatura più bella. O amore, ogni cosa è al colmo del fervore. Dalla mia gola alle stelle si alza la parola, come una cometa d'oro: ti amo.
    Voglio fare l'amore con te adesso.
    Attilio: Questo è il più bel verso che abbia mai sentito in vita mia!
  • Attilio: Fuad, Fuad, dài, che se siamo bravi, se ci si comporta bene, poi si va in paradiso, eh?
    Fuad: Dopo di noi Attilio c'è il nulla, nemmeno il nulla che già sarebbe qualcosa.
    Attilio: Ma io, guarda, sono contento di essere nato, a me mi piace esserci, io son sicuro che anche da morto mi ricorderò sempre di quando ero vivo.

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