Le cronache di Narnia - Il principe Caspian

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Le cronache di Narnia - Il principe Caspian

Immagine Prince Caspian's Festival.PNG.
Titolo originale

The Chronicles of Narnia: Prince Caspian

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito, USA
Anno 2008
Genere avventura, fantasy
Regia Andrew Adamson
Soggetto Clive Staples Lewis (romanzo)
Sceneggiatura Andrew Adamson, Christopher Markus, Stephen McFeely
Produttore Mark Johnson, Andrew Adamson, Philip Steuer
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Le cronache di Narnia - Il principe Caspian, film del 2008, regia di Andrew Adamson. È il secondo film della trilogia Le cronache di Narnia, dopo Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio; è seguito da Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero.

Frasi[modifica]

  • Se ti trattano a lungo come una bestia, finisci per diventarlo. (Trumpkin)
  • Al di là di questa foresta io sono un principe. Il trono di Telmar è mio si diritto. Aiutatemi a rivendicarlo e io riporterò la pace a voi. (Caspian)
  • Due giorni fa io non credevo all'esistenza di animali parlanti, gli gnomi, i centauri... ed eccovi qua. E siete tanto forti e numerosi che noi di Telmar non l'avremmo mai immaginato. Non so se questo corno sia magico o no, ma ci ha fatti incontrare. E insieme abbiamo la possibilità di riprenderci ciò che è nostro. (Caspian)
  • Le cose non avvengono mai due volte allo stesso modo. (Aslan)
  • Era la mia camera da letto un tempo. (Miraz)
  • Grazie, mia cara piccola amica. (Trumpkin) [Rivolto a Lucy dopo che lo ha guarito con la sua pozione]
  • Io sono la fame... io sono la sete... posso digiunare per anni e non morire... posso giacere per cento anni sul ghiaccio e non congelare... posso bere un fiume di sangue e non scoppiare. (Demone)
  • Tieniti la tua vita, ma io restituisco alla gente di Narnia il suo regno. (Caspian)
  • Non sapremo mai quello che sarebbe successo, Lucy, ma quello che succederà è un'altra storia. (Aslan)

Dialoghi[modifica]

  • Ragazzo: Ti ho vista... stai sempre per conto tuo.
    Susan: Si, beh, io... preferisco starmene da sola.
    Ragazzo: Anch'io. Come ti chiami?
    Susan: Phyllis.
    Lucy: Susan! Devi venire subito.
  • Edmund: Grazie mille, eh.
    Peter: Era tutto sotto controllo.
    Susan: Che cosa è successo questa volta?
    Peter: Uno spintone.
    Lucy: Per questo l' hai colpito?
    Peter: No, dopo avermi spinto pretendeva da me delle scuse. A quel punto l'ho colpito.
    Susan: Che dici? È così difficile per te lasciar correre?
    Peter: E perché avrei dovuto? Insomma, non sei stanca di essere trattata da ragazzina?
    Edmund: Noi siamo ragazzini.
    Peter: Beh, non è sempre stato così. È passato un anno. Quanto ci farà aspettare ancora?
    Susan: Si tratta di accettare che ormai la nostra vita è qui. È inutile fingere che sia diverso.
  • Edmund: Dove siamo, secondo te?
    Peter: Beh, tu che cosa dici?
    Edmund: Ma... non ricordavo rovine a Narnia.
  • Lucy: Ma non capite?
    Peter: Cosa?
    Lucy: Immaginate delle mura... e delle colonne, là... e un tetto di vetro.
    Peter: ... Cair Paravel.
  • Lord Miraz: Signori del Consiglio, vogliate perdonare il mio ritardo. Non ero a conoscenza di questa seduta.
    Lord Sopespian: Di certo eravate altrimenti impegnato.
    Lord Miraz: Mio signore?
    Lord Scythley: È fin dalla morte di Caspian nono, che vi comportate come se foste il re e ora a quanto pare da queste mura è scomparso anche il principe Caspian.
    Lord Sopespian: Le mie più risentite condoglianze, Lord Miraz. Pensate, perdere vostro nipote, il legittimo erede al trono, la stessa notte in cui vostra moglie vi ha regalato un maschio.
    Lord Miraz: Grazie, Lord Sopespian. La vostra compassione mi rincuora in un momento così grave.
    Lord Sopespian: Ci spiegherete di certo come una tale tragedia sia accaduta.
    Lord Miraz: E c'è un aspetto ancora più inquietante, signori. Il nostro amato Caspian è stato rapito dagli... abitanti di Narnia.
    Lord Scythley: Adesso esagerate, Miraz. Predendete che la colpa di un crimine così palese sia attribuita ad una leggenda? [Lord Miraz fa entrare Trumpkin]
    Lord Miraz: Noi dimentichiamo, signori, che Narnia un tempo era una terra selvaggia. Creature feroci vagavano libere. I nostri antenati hanno versato molto sangue per riuscire a sterminare questi parassiti... o così si era creduto. Ma mentre noi ci facevamo la guerra gli uni con gli altri, loro si moltiplicavano come scarafaggi sotto una roccia! Sono diventati forti, ci tengono d'occhio... in attesa di colpirci! [Tira uno schiaffo a Trumpkin]
    Trumpkin: E tu ancora ti stai chiedendo perché non ci piaci?
    Susan: Ebbene io intendo colpire a mia volta... anche se dovessi tagliare l'intera foresta... troverò il principe Caspian e finirò ciò che i nostri antenati hanno cominciato.
  • Peter: Quando Aslan fa il suo ruggito l'inverno è già finito.
    Lucy: Quando scuote la sua criniera ritorna la primavera.
  • Lucy: Sono immobili.
    Trumpkin: Sono alberi. Che ti aspetti?
    Lucy: Una volta danzavano.
    Trumpkin: Quando voi ve ne siete andati gli abitanti di Telmar ci hanno invaso. I sopravvissuti si sono rifugiati nella foresta e gli alberi si sono così chiusi in se stessi da non dare più segni di vita.
    Lucy: Non capisco. Aslan come ha potuto permetterlo?
    Trumpkin: Aslan? Ci ha abbandonati, come avete fatto voi.
  • Susan: C'è un modo per scendere?
    Trumpkin: Sì: cadere. [Davanti al dirupo scavato dal fiume]
  • Lucy: Guarda, è così carino.
    Ripicì: Chi l'ha detto?
    Lucy: Scusa.
    Ripicì: Oh, vostra maestà, con il massimo rispetto credo che coraggioso, cortese o cavalleresco potrebbero convenirsi di più al cavaliere di Narnia.
  • Peter: Senti, io apprezzo quello che avete fatto qui, ma questa non è una fortezza. È una tomba.
    Edmund: Si e se sono furbi aspetteranno e ci prenderanno per fame.
    Scoiattolo: Potremmo raccogliere nocciole.
    Ripicì: Sì e lanciarle a quelli di Telmar... zitto!
  • Lucy: Che cosa è successo?
    Peter: Chiedilo a lui.
    Susan: Peter.
    Caspian: A me? Dovevi lasciar perdere. Il tempo c'era.
    Peter: No, non c'era grazie a te. Se tu avessi rispettato il piano quei soldati potrebbero essere ancora vivi.
    Caspian: E se tu fossi rimasto qui come ti avevo suggerito, lo sarebbero di sicuro.
    Peter: Ti ricordo che ci hai chiamati tu!
    Caspian: Il mio primo errore.
    Peter: No, credere di poter guidare quella gente è stato l'errore.
    Caspian: Ehi! Non sono certo io quello che ha abbandonato Narnia.
    Peter: Tu hai invaso Narnia! Non hai il diritto di governarla come non ce l'ha Miraz! Tu, lui, tuo padre! Narnia sta molto meglio senza tutti voi.
    Caspian: AAAAHHH!!!!
    Edmund: Smettetela!
  • Re Miraz: C'è ancora tempo per arrendersi.
    Peter: Fate pure.
    Re Miraz: Quanti altri dovranno morire per il trono?
    Peter: Soltanto uno!
  • Aslan: Alzatevi, re e regine di Narnia... [Si alzano Peter, Edmund e Susan, ma Caspian rimane in ginocchio]... tutti.
    Caspian: Non credo di essere pronto.
    Aslan: Proprio perché dici così so che lo sei.

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