Lei, l'arma finale

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Lei, l'arma finale

Manga

Immagine Saishu Heiki Kanojo.png.
Titolo originale

最終兵器彼女
Saishū heiki kanojo

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Genere fantascienza, sentimentale
Autore Shin Takahashi
Testi italiani Claudia Baglini
Pubblicazione 2004
Editore italiano Panini Comics - Planet Manga

Lei, l'arma finale, conosciuto anche con il nome di Saikano, manga di Shion Takahashi pubblicato in Giappone dal 2000 al 2001

Citazioni tratte dal manga[modifica]

Incipit[modifica]

La scuola che frequentiamo io e la mia ragazza si trova in cima a questa lunga salita. Man mano che si sale, in basso si comincia a vedere il Mar del Giappone. Siccome è una salita faticosa, i turisti non si spingono mai fin quassù. Dentro di me ho sempre amato molto questo paesaggio. A parte questo, però, tutto il resto lo odio cordialmente. Qualcuno ha avuto la bella idea di appioppare a questa salita un nome assai particolare... ["Salita dell'inferno"] E poi detesto questa città circondata dalla campagna, in cui non succede mai niente. (Shuji, voce narrante)

Capitolo 1, Io e Chise ci stiamo innamorando[modifica]

  • Chise è molto carina. Però è così lenta... è piuttosto bassa e un po' timida. Inoltre è anche un po' ottusa, e i suoi risultati scolastici sono alquanto scarsi. La stessa Chise è consapevole di non possedere nessun talento particolare, a parte quello per la storia, materia in cui va stranamente bene. Non fa che ripetere "Mi dispiace tanto!"... e il suo motto preferito è: "Voglio diventare più forte". In breve, Chise è un'incapace. (Shuji, voce narrante)

Capitolo 3, Gli ultimi giorni – Parte 1[modifica]

  • Durante quest'ultima settimana, non c'è stato giorno in cui la TV non abbia parlato del raid aereo. Eppure, a forza di rivedere le stesse immagini alla televisione, anche noi che siamo stati testimoni oculari della vicenda abbiamo sviluppato una strana sensazione di irrealtà... La TV fa sembrare tutto finto. Per questo motivo io e i miei amici abbiamo deciso di smettere di guardare il telegiornale. (Shuji, voce narrante)
  • Perché mi ritrovo con questo corpo? Che cosa ho fatto di male? Si tratta forse di una punizione? Una punizione per la mia debolezza, perché mi faccio sempre proteggere dagli altri senza mai poter offrire niente in cambio? Nessuno deve sapere che sono l'Arma Finale, e quindi non posso chiedere consiglio a nessuno. Questo mi pesa molto. (Chise, dal diario di coppia con Shuji)

Capitolo 3, Gli ultimi giorni – Parte 5[modifica]

  • Perdonami, dopotutto non esiste al mondo un'arma che non uccida le persone... Shu... forse sarebbe meglio se io morissi... (Chise)

Capitolo 3, Gli ultimi giorni – Parte 6[modifica]

Panoramica di Sapporo dall'Asahiyama Memorial Park
  • Chise: Che te ne fai di una come me? Perdonami, Shu... io voglio continuare a vivere...
    Shuji: In futuro... [...] verremo di nuovo a vedere la città dall'alto come stasera, non è vero? [...] Io... vorrei trovarmi un lavoro [...]. Tu rimarresti a casa a preparare la cena... ma siccome sei lenta di certo al mio ritorno saresti ancora ai fornelli. Avresti dimenticato di scaldare l'acqua del bagno... e di accendere il bollitore per preparare il riso. Io direi, sospirando: "Sei sempre la solita lumaca...", e poi ti inviterei a mangiare fuori con lo stipendio appena ricevuto. E così andremmo al ristorante portandoci dietro i bambini... [...] Una volta finita la cena potremmo salire fin quassù e... [...] ridendo, diremmo: "Ti ricordi come ci sembravano gravi, allora, i nostri problemi? E invece, alla fine, si sono risolti tutti quanti"...

Capitolo 4, La senpai Fuyumi – Parte 1[modifica]

  • A volte penso che sia meglio se le parole non esistessero affatto. Allora, forse, io e Chise riusciremmo a capirci più facilmente... (Shuji, voce narrante)

Capitolo 4, La senpai Fuyumi – Parte 2[modifica]

  • E così Shuji sorride troppo spesso... Tsk! Di cosa si lamenta, Chise? E io, cosa dovrei fare? Per me non sorride mai nessuno... (Akemi, voce narrante)

Capitolo 4, La senpai Fuyumi – Parte 4[modifica]

  • Shuji: Coraggio, facciamoci una foto. Non ne abbiamo neanche una che ci ritragga insieme... visto che si trattava di un'occasione speciale, ho preso in prestito la macchina fotografica di mio padre.
    Chise: Una foto? No, non mi va. [...] Vedi, Shu... se mi facessi una fotografia, in un certo senso... perderei ogni stimolo. Finché sono ancora viva, qui, in carne e ossa... voglio che guardi me, e non una mia foto. Voglio che... che mi dimostri [...] che esisto davvero.... Ti prego... voglio che tu mi faccia sentire di non essere completamente sola.

Diario – Parte 2[modifica]

  • Sei fortunata, Chise. Sai, anch'io ho una moglie... si sente sempre sola e per questo incolpa il sottoscritto. È una rompiscatole, e mi crea un sacco di problemi. Per dirla tutta, a guardarla dall'esterno, è una donna davvero insopportabile. Tuttavia io l'amo. Purtroppo sono destinato a morire. Ormai la mia fine è vicina... la guerra che stiamo combattendo, è una guerra vera. Ho già scritto il mio testamento, che comprende mia moglie e i miei genitori. [...] Naturalmente, io non voglio morire. Vorrei vedere la donna che amo, e stringerla tra le braccia. Sei fortunata a vivere, Chise... sei fortunata ad aver trovato un ragazzo che ti piace. (Testu)
  • Sai, Shu, l'unica materia in cui riesco veramente bene è la storia... che racconta di uomini che tanto hanno costruito e tanto hanno distrutto. Purtroppo, le città che ho raso al suolo passeranno alla storia per colpa mia... e i loro abitanti non mi perdoneranno mai. Ma un giorno... [...] un giorno... spero di riuscire finalmente a perdonare me stessa. Anche perché non c'è persona al mondo... che possa davvero perdonarmi. Né mio padre... né mia madre... ne Shu... nessuno mi perdonerà mai. (Chise, voce narrante)

Capitolo 4, La senpai Fuyumi – Parte 5[modifica]

  • Shuji... [...] coraggio, toccami il seno. Mio marito dice che il seno femminile ha un effetto terapeutico sugli uomini! A quanto pare, serve a scacciare l'ansia e l'irritazione... anche se onestamente, in quanto donna, non so bene cosa pensare. Sei fortunato a essere nato uomo, Shuji... (Fuyumi, mentre tenta di sedurre Shuji)
  • Maledizione! Io sono il ragazzo di Chise... eppure [...] nonostante tutto, non voglio credere... che la mia fidanzata sia una specie di mostro! [...] Senza neanche capire cosa stesse succedendo, Chise si lasciò contagiare dal mio dolore, e cominciò a scusarsi a ripetizione con le lacrime agli occhi. In realtà, penso che questa sua mania di scusarsi sempre... nasca dal fatto che Chise è profondamente convinta di essere la persona peggiore della Terra. In quel momento, quando percepii questo suo stato d'animo, provai un dolore immenso. Allora levai gli occhi al cielo, nel tentativo di frenare le lacrime. Ma non riuscii a trattenere uno starnuto... e Chise si mie a ridere per la sorpresa. (Shuji, voce narrante, dopo il terremoto causato da Chise che ha distrutto un piano della scuola)

Capitolo 4, La senpai Fuyumi – Parte 6[modifica]

  • Perdonami Shu... Finora non te ne ho mai parlato, ma... se non mi sottopongo a una regolare revisione delle parti meccaniche del mio corpo rischio di morire. Perdonami, ti prego. Ormai sono un'arma... quindi devo sottopormi a una regolare manutenzione. Ma sono anche un essere umano... e come tale, ho bisogno di determinate medicine. Ormai non si può tornare indietro, purtroppo. (Chise)

Capitolo 5, Su questo pianeta – Parte 2[modifica]

  • Se partecipassi allo scontro, morirebbero ancora più persone. L'unica differenza... è che, se partecipassi al conflitto... invece delle persone che amo... e che conosco... le persone che sono nate nel mio stesso paese... [...] che amo profondamente... al loro posto... morirebbero coloro che è mio dovere uccidere... ma che comunque sono abitanti della Terra. Quindi che differenza farebbe la mia presenza? E soprattutto, cosa cambierebbe per me? Proprio niente. A parte il fatto che il dolore... e l'angoscia... si farebbero ancora più intensi! (Chise, ai soldati che chiedono il suo aiuto perché al fronte sono in difficoltà)

Capitolo 5, Su questo pianeta – Parte 4[modifica]

  • Non avrei mai voluto scoprire cosa significa sospettare di chi si ama. Non avrei mai voluto scoprire quanto possano diventare crudeli le persone, quando sono innamorate. Non avrei mai voluto scoprire quest'angoscia che mi attanaglia il cuore. (Chise)

Capitolo 6, Amore – Parte 1[modifica]

  • È più divertente stare insieme ad altri uomini. È più piacevole passare il tempo insieme agli amici. E poi... attraverso l'amore... si finisce per scoprire dei lati di stessi che avremmo preferito non vedere. (Shuji)
  • Partecipare a una guerra, Atsuhi... questo non significa morire. Significa uccidere! Sei davvero disposto a uccidere? Ammazzerai delle persone in nome di Akemi? Non ne saresti mai capace, razza di cretino! (Shuji)

Capitolo 6, Amore – Parte 2[modifica]

  • Che strano... è come se la mia mente fosse indipendente dal corpo. A volte ho l'impressione che dentro di me convivano due individui distinti! Razionalmente mi rendo conto che è sbagliato, ma in fin dei conti... lo Shuji che ama Chise... e quello che la teme... finiscono entrambi per ferirla. (Shuji)

Capitolo 7, L'addio – Parte 7[modifica]

  • Tetsu: Dimmi una cosa, Chise... Per quale motivo ti trovi qui, sul campo di battaglia? Perché combatti? Perché uccidi le persone?
    Chise: Perché io... voglio sopravvivere. Perché me lo chiedi, Testu? Non capisco il senso della tua domanda. Puoi forse vivere senza mangiare, senpai? E quando hai voglia di fare sesso, come in questo momento... riesci forse a mettere da parte i tuoi bisogni fisiologici e a fare finta di nulla? Quindi, ti prego, non trattarmi come una stupida. Sarò anche un'arma... ma sono pur sempre una donna innamorata. [...] Se riesco a sopravvivere, allora potrò amare! [...] E amare fa di me un essere umano. In fondo è una cosa naturale, no?
  • Quando facciamo l'amore, usiamo la parte del corpo più vulnerabile, quella che non mostriamo mai a nessuno. D'altra parte, è l'unico modo per provare piacere. È questo che succede, quando un uomo e una donna sono insieme. Le parti più esposte dei corpi e delle anime si incontrano... si sfregano l'una con l'altra! È ovvio che in questo processo si provi un po' di dolore. D'altra parte, se gli organi genitali non vengono in contatto tra loro... diventa impossibile darsi reciprocamente piacere. È così che funziona, tra uomo e donna! (Tetsu)

Capitolo finale, Parte 1[modifica]

  • Ormai nessuno era più in grado di sentire la voce di Chise. Io riuscivo a capire le sue parole perché mi sforzavo di prestare attenzione ai suoni che cercava di emettere, e tendevo bene le orecchie. Avevo l'impressione di riuscire a comprenderne i sentimenti molto meglio, rispetto a quando potevo sentirne la voce. [...] Per questo ascoltavo ciò che diceva con calma, con attenzione, in modo che lei non si accorgesse dei miei sforzi. La ascoltavo in modo da assaporare ogni sua parola... Quando rideva di gioia, quando piangeva di dolore, quando fremeva di rabbia. Chise comunicava con me. Come una canzone che ho già sentito da qualche parte. (Shuji)
  • Quella notte il tempo si guastò e si scatenò un uragano. [...] La pioggià durò fino al mattino. Come la vita di Chise. (Shuji)

Capitolo finale, Parte 5[modifica]

  • Nel linguaggio degli Ainu,[1] la parola "Chise"... significa "casa". (Uomo che offre un passaggio a Shuji)

Capitolo finale, Parte 8[modifica]

  • Chise: Cosa significa "perdonami"? Questa frase mi dà un senso di nostalgia... "perdonami"... Dimmi, Shu... cosa vuol dire? "Perdonami"... perché quando lo dico mi si stringe il cuore? Che significa "perdonami"?!
    Shuji: Di sicuro significa... "essere umano".

Capitolo finale, Parte 10[modifica]

  • Ricordi, Shu? Una volta mi hai detto che dovevo vivere. Perciò... quando questo pianeta morirà, Shu, spero che tu sarai insieme a me. (Chise)
  • Quando per questo pianeta sarà arrivata la fine, vieni sulla terrazza. Se mi consideri ancora la tua fidanzata... allora voglio che tu venga. Fra due o tre giorni, all'alba il cielo si tingerà di rosso. Quello sarà il segno che è arrivata la fine. Stai molto attento, perché ci saranno dei terremoti fortissimi. Quando saranno passati, dopo un breve intervallo, arriverà la fine. Scusami. Sarà una fine avvilente, dolorosa e triste. (Chise, dalla lettera di addio a Shuji)

Note[modifica]

  1. Popolazione originaria dell'isola di Hokkaidō, della quale rimangono alcuni gruppi che non si sono integrati nella cultura giapponese che vivono in villaggi lungo le coste o i fiumi. per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.

Bibliografia[modifica]

  • Shion Takahashi, Lei, l'arma finale, traduzione di Claudia Baglini sotto la supervisione della Shogagukan, Panini Comics – Planet Manga, Modena, gennaio – luglio 2004

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