Letteratura latina

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Cicerone, tra i maggiori esponenti della letteratura latina

Citazioni sulla letteratura latina.

  • È con la poesia che ha inizio la letteratura latina. Essa fa i suoi primi passi contemporaneamente con l'epopea e col teatro. (Pierre Grimal)
  • In tanta fioritura di studi critici, che par abbiano interamente assorbito il pensiero moderno, desta sorpresa il veder lasciata in un quasi completo abbandono la nuova poesia latina, che, rinata con l'umanesimo e coltivata, si può dir senza interruzione, fino ai nostri giorni, non è l'ultima gemma onde s'adorni il genio italico, e che dal Pontano, dal Poliziano e dal Sannazzaro al Grosso, al Vitrioli, al Pascoli, vanta poderosi e geniali cultori. Ed è uno spettacolo ben triste quello a cui noi tutti i giorni assistiamo di sciaurati che mai non fur vivi[1] richiamati a galla dal fiume dell'oblio, nel cui letto, a loro e a nostra pace, sarebbero pur tanto bene restassero adagiati, mentre invece, senza onor di gloria e di fiori, riposano nel cimitero della nostra letteratura poeti veramente ispirati e degni certo di culto e di ricordo. Ma tant'è! scrissero in latino; chi li capisce più? È già troppo se non si è dato lo sfratto a Cicerone e a Virgilio, come si sta per fare con Demostene e con Omero. Eppure, i più bei fiori del rinato latino, chi lo crederebbe? non son tanto sbocciati sui germogli dell'umanesimo, quanto sui nuovi getti del risorto volgare. (Ciro Trabalza)
  • Si potrebbe intendere per letteratura latina l'insieme delle opere d'intento letterario scritte in latino. Ma questa definizione è eccessivamente vasta e comprende, di fatto, varie letterature differenti l'una dall'altra. L'uso letterario del latino, che comincia ad affermarsi nel corso del III secolo a.C., è destinato infatti a svilupparsi ininterrottamente da allora in poi. Esiste così una letteratura latina moderna, che fa direttamente seguito a quella dei secoli precedenti. Ma è del tutto evidente che essa non presenta i medesimi caratteri della letteratura del periodo di Cicerone o di Augusto [...]. Fino a che sopravvive, tra gli autori, il sentimento di partecipare a una cultura «romana», è possibile ammettere ancora l'esistenza di una letteratura latina. (Pierre Grimal)
  • Tra la fine del settimo e i primi anni dell'ottavo secolo di Roma la prosa latina si vide sollevata a tanta altezza da nulla invidiare alla greca, per opera singolarmente di Cicerone, dal quale conseguì quello ch'egli solo poteva darle e tutto quanto poteva ella ricevere di vigor filosofico, di splendida eloquenza, di vario fraseggiare e di soavissimo temperamento di suoni. (Michele Ferrucci)

Note[modifica]

  1. Inferno, canto III.

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