Lev Jašin

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Monumento a Lev Jašin vicino allo stadio della Dinamo Mosca

Lev Ivanovič Jašin, in russo Лев Ива́нович Я́шин, traslitterazione anglosassone Lev Ivanovich Yashin (1929 – 1990), ex calciatore e portiere sovietico.

Citazioni di Lev Jašin[modifica]

  • Se non sei tormentato dopo aver fatto un errore, non sei un grande portiere. In quel momento, non importa quello che hai fatto in passato, perché sembra non avere futuro.[1]
  • [Alla domanda se "avesse mai cambiato squadra"] Mai. Ho giocato solo con la Dinamo e con la Nazionale. So che da voi le cose vanno diversamente. Da voi è normale cambiare casacca...[2]
  • [Alla domanda se "conosceva l'esistenza del pallone 'Yashin' in Italia"] Sì, lo so. A volte capitano cose davvero strane. Ero in Italia, dei ragazzini giocavano per strada. Io passavo di lì per caso e mi ritrovai un pallone tra le braccia. E c'era scritto Yashin. Rimasi sorpreso. Avrebbero dovuto avvertirmi per lo meno. Volevo protestare, ma poi lasciai perdere.[2]
  • [Un consiglio di Jašin ai ragazzini appassionati di calcio] Giocate a pallone, ma non per diventare professionisti, non per diventare ricchi, ma per fare dello sport.[2]
  • [Alla domanda su "quale fosse stata la sua partita più bella"] La più bella partita è quella che vinci. Tutte le partite che ho vinto.[2]
  • [Su Dino Zoff] È molto bravo. Un grande portiere.[2]
  • [Alla domanda su "quale fosse il miglior calciatore del mondo"] Maradona, senza dubbio. Non ce n'è uno che giochi come lui. Una volta Pelè. Oggi Maradona.[2]

Attribuite[modifica]

  • Prima di una partita mi fumo una sigaretta per rilassare i nervi e butto giù un po' di super-alcolici per ben tonificare i muscoli...[3] [Jašin, scherzando, rispose così a chi gli chiese quale fosse il segreto delle sue prestazioni sportive]

Citazioni su Lev Jašin[modifica]

  • Jascin era un gigante nero: lo guardai cercando di capire dove si sarebbe tuffato e solo tempo dopo mi resi conto che doveva avermi ipnotizzato. Quando presi la rincorsa vidi che si buttava a destra: potevo tirare dall'altra parte, non ci riuscii. Quel giorno il mio tiro andò dove voleva Jascin. (Sandro Mazzola) [commentando il rigore paratogli da Jašin in Italia-Urss del 10 novembre 1963]
  • L'ho incontrato in occasione della Coppa del Mondo 1958. In seguito ci siamo visti varie volte. È stato un grande portiere ed un uomo dalla grandissima generosità. (Pelé)
  • Secondo me Jašin rimane ancora il più grande portiere del mondo della storia. Sono stato contento della nostra amicizia, anche se sul campo eravamo avversari. (Eusébio)

Note[modifica]

  1. Citato in Massimiliano Nerozzi, Buffon: "Non mi perdono l'errore". E la Juve difende il suo numero 1, La Stampa.it, 4 maggio 2012.
  2. a b c d e f Dall'intervista di Paolo Andreocci alla vigilia dei Mondiali di calcio del 1982; citato in Un po' di storia - Lev Ivanovich Yashin, il Numero1.blogspot.com.
  3. Citato in Matteo Liberti, Lev Yashin - Il ragno nero, Instoria.it.

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