Pelé

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Pelé

Pelé, pseudonimo di Edson Arantes do Nascimento (1940 – vivente), ex calciatore brasiliano.

Citazioni di Pelé[modifica]

  • [Su Mario Balotelli] È un centravanti vero, mi piace molto come gioca perché usa la sua fisicità per farsi spazio tra gli avversari. Il suo stile mi piace, mi ha impressionato la sua forza offensiva.[1]
  • [Su Lev Jašin] L'ho incontrato in occasione della Coppa del Mondo 1958. In seguito ci siamo visti varie volte. È stato un grande portiere ed un uomo dalla grandissima generosità. (citato in Campione in campo e nella vita, uefa.com)
  • Maradona non è davvero un esempio per i giovani. Ha avuto la chance di ricevere un dono da Dio, quello di saper giocare a calcio. Nonostante la sua vita molto sregolata, c'è ancora gente disposta a dargli un lavoro. Se avessero un po' di coscienza, non lo farebbero più. Se non cambia, non avrà mai più un lavoro. È stato un grande giocatore, ma non è un esempio. (citato in Pelè attacca Maradona: "Se non cambia non lavora", gazzetta.it, 15 ottobre 2010)
  • Un rigore è un modo meschino di segnare. (citato in Il libro delle liste sul calcio)

    Dall'intervista di Corrado Chiominto, Ansa, 4 gennaio 2006

  • [Totti] È il miglior giocatore del mondo, anche se è stato un po' sfortunato.
  • A cinque mesi dai mondiali credo che l'Italia è la squadra più forte. Per me, era la migliore anche degli ultimi due mondiali. Ma ora ha un gruppo di giocatori molto buono.
  • Il razzismo va combattuto, ma oggi il calcio é un mix di razze, religioni, colori. Credo che gli episodi che si vedono dipendono più dalla situazione politica ed economica. È un problema sociale, una protesta contro gli amministratori politici che poi si scatena in aggressività.

Citazioni su Pelé[modifica]

  • Come giocatore è stato il massimo, però non ne ha saputo approfittare per far progredire il calcio. Lui pensava politicamente, pensava che sarebbe potuto diventare il presidente dei brasiliani... avrei preferito che si proponesse come me, per presiedere un'associazione in difesa dei diritti dei giocatori, che si occupasse di Garrincha e non lo lasciasse morire nell'indigenza, che lottasse contro le azioni dei potenti che ci limitano... Non voglio mettermi a confronto con lui, l'ho sempre detto e lo ripeto. E quando dico di mettermi a confronto con lui non parlo solo di questioni calcistiche... ho avuto molte opportunità di incontrarlo... era una questione di pelle, ci urtavamo troppo; ci vedevamo e partivano le scintille. (Diego Armando Maradona)
  • Era l'anno dei mondiali quelli del '66 | la regina d'inghilterra era Pelé. (Antonello Venditti)
  • [In risposta a Pelé, chi lo definì «mal esempio» nel 2009] Non so, egli debuttò con un ragazzo, quindi non so cosa è buon esempio o mal esempio. (Diego Armando Maradona)
  • Mi no credevo che un omo podessi far questo. (Nereo Rocco)
  • [Riferito a un Italia-Brasile del 1963] Pelé era così bravo che non veniva neanche voglia di picchiarlo. E poi quella volta lì, a Milano, aveva una caviglia in disordine. Ma doveva giocare. La tariffa del Santos era: 50mila dollari con Pelé dall'inizio, 10mila senza Pelé. (Giovanni Trapattoni)
  • Pelè vede il gioco suo e dei compagni: lascia duettare in affondo chi assume l'iniziativa dell'attacco e, scattando a fior d'erba, arriva a concludere. Mettete tutti gli assi che conoscete in negativo, poneteli uno sull'altro: stampate: esce una faccia nera, non cafra: un par di cosce ipertrofiche e un tronco nel quale stanno due polmoni e un cuore perfetti: è Pelè. Ma ce ne vogliono molti, di assi che conoscete, per fare quel mostro di coordinazione, velocità, potenza, ritmo, sincronismo, scioltezza e precisione. (Gianni Brera)
  • Se io fossi nato brutto, non avreste mai sentito parlare di Pelé. (George Best)

Gianni Mura[modifica]

  • A guardarlo infagottato nella tuta Pelé non aveva nulla di speciale, né i muscoli né la statura. In campo sapeva fare tutto, per scienza infusa. Nessuno gli aveva insegnato nulla.
  • Non capitava spesso, in Italia, di veder giocare Pelé. Non c'erano tutte le tv di oggi. In genere, bisognava aspettare i mondiali. Basiamoci su '58 e '70, Pelé è sempre uguale. Tecnica meravigliosa, velocità, dribbling. Forte coi due piedi, forte di testa, forse sarebbe stato bravo anche come portiere (ruolo scelto da suo figlio). Ugualmente abile nella conclusione come nell'assist e di un'intelligenza calcistica totale: sapeva sempre quello che bisognava fare, e lo faceva meglio degli altri. In Brasile il suo nome compare in più di cento canzoni (in Italia, in una del Quartetto Cetra).
  • Pelé è sempre stato nero e mai nessuno si è permesso di fare il verso delle scimmie, quando giocava lui, né di trattarlo male per il colore che aveva e che ha. Nel 1977 l'Onu gli ha conferito il titolo di Cittadino del mondo. Pelé è stato e continua a essere il calcio.
  • Pelé sarebbe certamente venuto a giocare per una squadra italiana (Juve, Milan o Inter, di qui non si scappa) se il governo brasiliano non l'avesse definito patrimonio nazionale vietandone l'esportazione. Lui non aveva ancora 20 anni. Ed è un simbolo da più di 40. Chi ama il calcio ama Pelé, per quello che ha fatto e per come s'è conservato. Disponibile, simpatico, molto alla mano, esattamente come quando giocava.

Note[modifica]

  1. Citato in Neymar: "Balotelli ha un grande talento. Vorrei diventare suo amico", Gazzetta.it, 12 giugno 2013.

Bibliografia[modifica]

  • Stephen Foster, (a cura di) Luca Serafini, Il libro delle liste sul calcio. Per chi crede di sapere tutto, traduzione di F. Rizzo, Sperling & Kupfer Editori, 2006. ISBN 8820040816

Voci correlate[modifica]

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