John Emerich Edward Dalberg-Acton

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John Emerich Edward Dalberg-Acton

Sir John Emerich Edward Dalberg-Acton, noto come Lord Acton (1834 – 1902), storico e politico inglese.

  • Ci sono due cose che non possono essere attaccate frontalmente: l'ignoranza e la ristrettezza mentale. Le si può soltanto scuotere con il semplice sviluppo delle qualità opposte. Non tollerano la discussione.
There are two things which cannot be attacked in front: ignorance and narrow-mindedness. They can only be shaken by the simple development of the contrary qualities. They will not bear discussion.[1]
  • Il potere tende a corrompere e il potere assoluto corrompe in modo assoluto. Gli uomini di potere sono quasi sempre malvagi.
Power tends to corrupt and absolute power corrupts absolutely. Great men are almost always bad men.[2]
  • Il rischio non è che una particolare classe sia inadatta a governare. Tutte le classi sono inadatte a governare.
The danger is not that a particular class is unfit to govern. Every class is unfit to govern.[3]
  • La libertà non è un mezzo per raggiungere il più alto fine politico. È essa stessa il più alto fine politico.
Liberty is not a means to a higher political end. It is itself the highest political end.[4]
  • Ogni segreto degenera... Qualsiasi cosa non sia in grado di reggere un dibattito o la pubblicità non è sicura.[5]

Note[modifica]

  1. Da una lettera del 23 gennaio 1861, citata in Abbot Francis Aidan Gasquet, Lord Acton and his Circle, 1906, lettera 74.
  2. Da una lettera a Mandell Creighton (5 aprile 1887), citata in Historical Essays and Studies, by John Emerich Edward Dalberg-Acton, a cura di John Neville Figgis e Reginald Vere Laurence, 1907, appendice, p. 504.
  3. Dalla lettera a Mary Gladstone (24 aprile 1881), pubblicata in Letters of Lord Acton to Mary Gladstone, 1913, p. 73.
  4. Da The History of Freedom in Antiquity (28 febbraio 1877), in The History Of Freedom and Other Essays, ed. 1907.
  5. Citato in Peter Singer e Jim Mason, Come mangiamo, traduzione di Francesca Tondi, il Saggiatore, Milano, 2011, p. 24. ISBN 978-88-565-0241-1

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