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Nino Manfredi

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Nino Manfredi nel 1969

Saturnino Manfredi (1921 – 2004), attore, regista, sceneggiatore, comico, cantante e doppiatore italiano.

Citazioni di Nino Manfredi[modifica]

  • Dio creò la donna per seconda perché non voleva che durante la creazione dell'uomo ci fosse qualcuno che dava disposizioni.[1]

Citazioni in ordine temporale.

  • Non ho mai avuto interesse a stabilire record, nel senso di poter dire vantandomi: riesco a fare tanti film l'anno... Basti pensare che io, in tutto, cioè in trentanni di attività, ho interpretato solo una sessantina di film. Il mio ideale sarebbe quello di farne uno solo l'anno, ma di ottima qualità. Troppo spesso nel nostro mestiere si trascura la qualità pur di arraffare un lavoro, o per rivalità verso un collega: ah!, tu hai fatto questo? Be', allora io faccio quest'altro...[2]
  • Nel costruire un personaggio mi ispiro alla realtà delle cose, anche se i gesti non vanno riprodotti in modo meccanico, ma reinventati e poi espressi in un linguaggio che tutti possono comprendere. Cioè trasporto i gesti, i movimenti, i tic che sono un patrimonio di esperienze comuni a tutti alle mie corde interpretative.[2]
  • Io ho sempre scelto film difficili. Se non sono difficili, non mi stimolano.[3]
  • [Sul suo celebre perfezionismo] Io mi sono fatto la fama di essere il peggiore rompicoglioni del cinema italiano.[4]
  • Alle mie nozze d'argento, la mia povera mamma non si rendeva conto che era una celebrazione dopo tanti anni, dovette credere che si trattasse del mio matrimonio e così mi chiese "Chi te sposi, figlio mio?" e io, ovviamente, le risposi "Erminia, mamma". E lei: "Che bella scelta, figlio mio! È proprio una brava ragazza. Vedrai quanti anni felici passerete insieme!" E, naturalmente, pur nella sua confusione tra passato e futuro, aveva ragione...[5]
  • Oggi che i maestri non ci sono più, io credo nel proverbio: "Chi sa fare sa, chi non sa fare insegna". In cattedra finiscono i raccomandati.[6]
  • [Il nonno] Mi portò alla Scala Santa. Gli domandai: "Perché l'hanno messo in croce, Gesù"? E lui: "Se ce l'hanno messo tanto buono non doveva essere."[7]
  • Conta prima la mimica, poi la parola: questo non lo insegna più nessuno.[7]

Citazioni su Nino Manfredi[modifica]

  • È l'attore a cui mi sono ispirato di più. Un modello irraggiungibile. Ha saputo sempre mescolare il basso con l'alto, l'istinto naturale con una tecnica incredibile, e così è riuscito a fare film in grado di arrivare dritti al cuore del pubblico. Film popolari, cioè che parlano a tutti, la cosa più importante, quella che non dimentico mai. (Edoardo Leo)
  • Lo chiamavo l'orologiaio: era pignolissimo nel suo lavoro, un cesellatore, per questo riusciva a dare risultati straordinari. (Dino Risi)
  • Manfredi mi piace perché lo trovo giusto per una certa mia tematica che è quella dell'uomo modesto travolto da ingranaggi più grandi di lui. (Luigi Comencini)
  • Nino Manfredi era un professore della scienza della risata. Tutto calcolato, ma in modo che sembrasse naturale. L'esatto contrario di Ugo Tognazzi, attore ruspante, se mai ce ne furono. (Dino Risi)
  • Per qualche anno sono stato fidanzato con sua figlia Roberta. Manfredi era all'apice della carriera, aveva girato un film come Per grazia ricevuta, io ero un ventenne che suonava. Lo capisco, le mie visite a casa sua gli rompevano la concentrazione. Sua moglie Erminia diceva che la mia musica era terapeutica. (Alan Sorrenti)
  • Poteva sembrare un pignolo e a volte un rompiscatole ma non era un difetto. Era una persona semplice che sapeva parlare alla gente semplice. Molti hanno parlato della perfezione, proprio da lui ho imparato la voglia di raggiungerla. (Mariangela Melato)
  • Una volta a Taormina ho visto schierati Manfredi, Gassman, Sordi, Tognazzi e Monica Vitti. E ho capito dove Manfredi era superiore a tutti: negli occhi. Recitava con gli occhi dove altri si aiutano col viso o le parole. (Nino Frassica)

Erminia Ferrari[modifica]

  • Ci sposammo il 14 luglio 1955 nella chiesetta di San Giovanni a Porta Latina. Una cerimonia semplice, ma avevo l'abito appositamente disegnato da Capucci, con un sacerdote molto divertente che oltretutto era inglese, quindi storpiava l'italiano, sbagliava tutti i nomi: a Nino lo chiamò Saturnaino, ovvero Saturnino, e tutti giù a ridere, tanto che uno dei nostri ospiti, il grande regista teatrale Remigio Paone, commentò a voce alta "non vi preoccupate per la dizione, poi lo facciamo doppiare!".
  • [Sulla figlia Tonina nata da un rapporto extraconiugale] La donna in questione era una bulgara, che diceva di essere attrice ma non era vero, lo tempestava di lettere ammirate, poi di telefonate, voleva assolutamente conoscerlo e lui... in una notte di "follia" trascorsa a Sofia per lavoro, ha fatto centro: lo soprannominai Zorro. E ha dovuto riconoscere la figlia, ma è toccato a me l'ingrato compito di andare in Bulgaria ad affrontare la situazione. In seguito, la ragazza ha reclamato la sua parte di eredità.
  • Persino quando si trovava in ospedale! Un giorno si presentò una giovane infermiera, era molto bella: Nino le sorrise e le mandò un bacio. Ma io non ci rimasi male, anzi, significava che in lui pulsava ancora la vita. Sì, ho avuto la fortuna di avere un uomo come lui.

Roberta Manfredi[modifica]

  • [La casa all'Aventino] era il rifugio di papà, qui veniva a scrivere e teneva le lezioni di recitazione con 'le allieve'. Chiamiamole così: vigilesse, centraliniste del ministero. Le donne gli piacevano. Ero la figlia ribelle ma lo adoravo, ero gelosissima, con l'analisi ho capito un sacco di cose.
  • Si faceva pagare dalla pubblicità ma per un bel film lavorava anche gratis. Dopo Canzonissima del '58 in cui faceva il barista di Ceccano, Carlo Ponti gli offrì un contratto calcando quel successo, titoli tipo Ninetto burino col carretto, lui rinunciò a tanti soldi. E all'epoca eravamo poveri, avevamo le cassette della frutta come comodini, vivevamo con gli zii, venivano i cugini dalla Sicilia. La professione era sacra. Ha sempre partecipato al lavoro di sceneggiatura, ci teneva. 
  • Sul cibo non transigeva. Era figlio di contadini, non si buttava niente. Mio fratello Luca rimase davanti a un piatto di bollito da pranzo a cena. Lo contestavo, sono pure andata via di casa. Da ragazza mi fidanzai con Alan Sorrenti, che si presentò da papà offrendogli uno spinello. Lui si girò: 'Robè, stavolta ti gonfio'. Mi vietò di frequentarlo, e io decisi che era il mio grande amore.
  • Era legatissimo alla famiglia ma è stato un tombeur de femmes, aveva avuto problemi ai polmoni e fumava, forse col sesso esorcizzava la morte. Ogni tanto mamma lo cacciava: dal piano terra lui veniva su, in questo appartamento. Poi facevano pace, sono rimasti insieme tutta la vita.
  • Abbiamo scoperto così di avere una sorella. Che dire, è stato un colpo, siamo andati tutti insieme dal notaio, è entrata nell'asse ereditario.

Note[modifica]

  1. Citato in Tele Sette, anno XXXIX, N. 26, enigmistica, p. 2.
  2. a b Citato in Lamberto Antonelli, Spaghetti per Nino, La Stampa, 9 agosto 1982, p. 6.
  3. Citato in Anna Maria Mori, Per amore o no, sempre e comunque viva gli sposi!, La Repubblica, 17 novembre 1984, p. 21.
  4. Citato in Alvise Sapori, Sii innocente, e ridi: questo è il mio segreto, La Repubblica, 4 agosto 1985, p. 16.
  5. Citato in Alvise Sapori, Matrimonio alla romana, La Repubblica, 25 giugno 1989, p. 23.
  6. Citato in Valerio Cappelli, Manfredi, aroma di commissario, Corriere della sera, 21 luglio 1992, p. 32.
  7. a b Cittao in Silvia Fumarola, Manfredi, show a ruota libera, La Repubblica, 28 marzo 1997, p. 49.

Filmografia[modifica]

Attore[modifica]

Doppiatore[modifica]

Sceneggiatore[modifica]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]