Luigi Cherubini

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Luigi Cherubini, in una litografia di Marie Alexandre Alophe

Luigi Maria Cherubini (1760 – 1842), compositore italiano.

Citazioni su Luigi Cherubini[modifica]

  • Alcuni critici dissero che la musica di Cherubini manca di melodia e di originalità: nulla di più erroneo. La melodia abbonda in tutte le opere dell'artista fiorentino, ma la ricchezza dell'armonia ed il fulgore del colorito istromentale erano tali che il pubblico, non educato a quel genere di musica, non sapeva in quel tempo apprezzarne le squisite bellezze. La qualità più notabile della melodia di Cherubini è precisamente l'originalità; infatti la forma stessa ne è di frequente inusitata, ma sempre graziosa. (Oscar Chilesotti)
  • Demofoonte e Lodoviska provarono che l'autore [Cherubini] vantava due maniere assai distinte di scrivere: l'una tutta semplicità, siccome quella di Paisiello e di Cimarosa; l'altra severa, più armonica che melodica, ricca d'istrumentale, e tipo allora inapprezzato di una novella scuola, destinata a cambiare all'arte le forme. (Francesco Regli)
  • In quell'epoca [della rivoluzione francese] Cherubini compose la musica di molti canti rivoluzionari. Si racconta che un dì egli corse pericolo d'esser ucciso dalla furia popolare. Un'orda di sanculotti aveva côlto vari artisti di musica e fra questi il Cherubini, il quale si rifiutò di prender parte alle loro canzoni patriottiche. Già s'innalzava la terribile parola al realista..., all'aristocratico..., quando uno de' suoi compagni gli porgeva un violino persuadendolo di volersi piegare alla circostanza. Cherubini continuò per tutto il giorno ad accompagnare que' canti furibondi. (Oscar Chilesotti)
  • Napoleone, essendo ancora generale di brigata, fece al maestro Cherubini, direttore del conservatorio, autore della Lodoiska e delle Due giornate, alcune osservazioni su la di lui musica. Egli la trovava, forse non a torto, aridamente dotta e scarsa di profilo melodico: – «Generale, – gli rispose il compositore alterato, – occupatevi di guadagnare delle battaglie; è questa la vostra partita, e lasciate star la mia, di cui non v'intendete un'acca.» – Una tale risposta ferì Napoleone, che non poté mai perdonargliela; e sotto il suo regno Cherubini non poté mai nulla ottenere. (Giuseppe Arnaud)

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