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Luigi Meroni

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Luigi Meroni

Luigi Meroni (1943 – 1967), calciatore italiano.

Citazioni su Luigi Meroni

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  • Edmondo Fabbri era un po' all'antica. Io lo conoscevo bene, avendolo avuto come allenatore a Mantova. Avrebbe preferito convocare Meroni, ma non gli andavano a genio i suoi capelli. (Luigi Simoni)
  • Era il simbolo di estri bizzarri e libertà sociali in un paese di quasi tutti conformisti sornioni. (Gianni Brera)
  • Era un giocatore serio, coscienzioso. Si preparava alle gare con impegno e con volontà. Era un individualista della più bell'acqua e, come tale, tenendosi fra i piedi la palla come faceva, veniva preso di mira dai difensori avversari. Usciva da ogni partita immancabilmente con le gambe tartassate dai duri colpi che riceveva. Ma non si lamentava mai. Subiva, sorridendo. E tutti finivano per volergli bene. (Vittorio Pozzo)
  • Ero malato di calcio. A Siena giocavo nel Luigi Meroni Football Club: gloria granata, ma il nostro presidente pensava che fosse un assoluto genio del pallone. (Domenico Diele)
  • [Nella stagione '60-'61] Meroni era nei ragazzi. Mi pare avesse cinque anni meno di me, per cui quell'anno lì non abbiamo giocato assieme. Qualche anno dopo, quando entrambi eravamo a Torino, lui in granata e io in bianconero, ci incontravamo spesso e lui mi diceva che ero sempre stato il suo idoletto. Gli piaceva come giocavo e, da ragazzo, cercava di ispirarsi un po' a me. (Carlo Dell'Omodarme)
  • [«Meroni poteva giocare solo nel Torino?»] No, avrebbe potuto giocare anche nel Manchester United. Però oltre non si va. (Marco Malvaldi)
  • Scrostava la muffa dalle abitudini, smascherava le ipocrisie. Un tenero rivoluzionario che dava il meglio di sé nel lavoro e poi rivendicava libertà totale. (Candido Cannavò)
  • Un bohémien che amava sfidare i benpensanti vivendo more uxorio (scandalo!) con una ragazza polacca già sposata e girando con una gallina al guinzaglio. (Gian Antonio Stella)

Citazioni in ordine temporale.

  • Meroni fa parte della generazione che diventa adulta fra il 1962 e il 1967, fra la morte di Marilyn Monroe e quella di Che Guevara, la colonna sonora della sua breve vita sono le canzoni dei Beatles. Un ragazzo del genere, così refrattario agli stereotipi, non fu facilmente accettato dal mondo del calcio, perbenista e un po' ipocrita.
  • Un fisichetto magro, con le spalle strette, il torace incavato, lo chiamavano Calimero. Ma un dribbling divino, istintivo, musicale. E la capacità di incassare botte terrificanti rialzandosi sempre.
  • Gigino Meroni diventò subito l'idolo della tifoseria granata. E qui bisognerebbe parlare di destino. Il Torino, come nessun altro club nel nostro calcio, ha conosciuto la grandezza e la sventura. Quel ragazzo pallido e senza muscoli, nerissimo di occhi e di capelli, sembrava arrivato a riportare la gloria passata, ma fu anch'egli rapito giovane in cielo.
  • Viveva in una soffitta, dipingendo quadri, con una ragazza che non era sua moglie, portava i capelli lunghi e abiti da lui stesso disegnati, edoardiani o in stile liberty, girava su una vecchia Balilla. Si era mai visto un calciatore così?
  • Un campione e soprattutto un ragazzo che aveva inseguito e raggiunto la libertà, leggero come una farfalla e come una farfalla destinato a chiudere presto le ali.

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