Gian Antonio Stella

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Gian Antonio Stella

Gian Antonio Stella (1953 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

  • Il successo è diventato più importante dell'amicizia, che solo un veneto su quattro considera importante la salute in fabbrica. (da Schei, Baldini & Castoldi, 1996)
  • È impossibile parlare del razzismo di oggi se non si ricorda il razzi­smo di ieri. (da Corriere della sera, 25 novembre 2009)
  • Già che ci siamo, perché non varare l'Area metropolitana dell'Aspromonte o l'Area metropolitana della grande Reggio o l'Area metropolitana calabrese? Di più! Di più! Area metropolitana della Magna Grecia! (citato in Corriere della sera, 25 marzo 2009)
  • Mario Borghezio ha detto al Parlamento europeo, dove è da anni la punta di diamante della Lega Nord, di avere una spina nel cuore: «L'utopia di Orania, il piccolo fazzoletto di terra prescelto da un pugno di afrikaner come nuova patria indipen­dente dal Sudafrica multirazziale, ormai reso invi­vibile dal razzismo e dalla criminalità dei neri, è un esempio straordinario di amore per la libertà di preservazione dell'identità etnoculturale.[...] Si potrebbe se­guire l'esempio di questi straordinari figli degli antichi coloni boeri e 'ricolonizzare' i nostri terri­tori ormai invasi da gente di tutte le provenienze, creando isole di libertà e di civiltà con il ritorno integrale ai nostri usi e costumi e alle nostre tradi­zioni, calpestati e cancellati dall'omologazione mondialista. Ho già preso contatti con questi 'co­struttori di libertà' perché il loro sogno di libertà è certo nel cuore di molti, anche in Padania, che come me non si rassegneranno a vivere nel clima alienante e degradato della società multirazziale». La «società multirazziale»? Ma chi l'ha creata, in Sudafrica, la «società multirazziale»? (da Corriere della sera, 25 novembre 2009)
  • L'eccellentissimo professor Amedeo Maiuri è stato poi contattato, come promesso, dai responsabili del coordinamento della raccolta dati del ministero per i Beni e le attività culturali? O essi hanno rinunciato alla preziosa collaborazione dell'illustre archeologo arrendendosi davanti al dettaglio che egli è morto il 7 aprile 1963, cioè 47 anni fa?[1] (da L'elenco (incerto) di vivi e scomparsi, Corriere della sera, 24 marzo 2010)

Negri froci giudei & Co.[modifica]

Incipit[modifica]

«Al centro del mondo», dicono certi vecchi di Rialto, «ghe semo noialtri: i venessiani de Venessia. Al de là del ponte de la Libertà, che porta in terraferma, ghe xè i campagnoli, che i dise de esser venessiani e de parlar venessian, ma noi i xè venessiani: i xè campagnoli. Al de là dei campagnoli ghe xè i foresti: comaschi, bergamaschi, canadesi, parigini, polacchi, inglesi, valdostani... Tuti foresti. Al de là dell'Adriatico, sotto Trieste, ghe xè i sciavi: gli slavi. E i xingani: gli zingari. Sotto el Po ghe xè i napo'etani. Più sotto ancora dei napo'etani ghe xè i mori: neri, arabi, meticci... Tutti mori.» Finché a Venezia, restituendo la visita compiuta secoli prima da Marco Polo, hanno cominciato ad arrivare i turisti orientali. Prima i giapponesi, poi i coreani e infine i cinesi. A quel punto, i vecchi veneziani non sapevano più come chiamare questa nuova gente. Finché hanno avuto l'illuminazione. E li hanno chiamati: «i sfogi». Le sogliole. Per la faccia gialla e schiacciata.

Note[modifica]

  1. Sull'invito a collaborare con il Ministero dei Beni Culturali di Sandro Bondi, inviato all'archeologo Amedeo Maiuri il 3 marzo 2010 dal Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale Mario Resca.

Bibliografia[modifica]

  • Gian Antonio Stella, Negri froci giudei & Co. L'eterna guerra contro l'altro, Rizzoli, 2009. ISBN 9788817037341

Opere[modifica]

Altri progetti[modifica]