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Luigi Pianciani

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Luigi Pianciani

Luigi Pianciani (1810 – 1890), patriota e politico italiano.

Citazioni di Luigi Pianciani

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  • [...] dovrà dunque sospettarsi che l'Italia sia fatalmente condannata ad aver sempre per ministri di finanza o incapaci che ignorano il vero stato delle cose, o prestigiatori che per farlo apparire diverso da quello che sia realmente pongono il loro ingegno a tortura?
    L' onorevole Minghetti fece una volta una esposizione finanziaria che, a confronto delle successive, poteva chiamarsi color di rosa; in pochi mesi, secondo ciò ch'egli proponeva, avremmo dovuto essere nell'Eden economico.
    Venne poi il Sella che abbrunì la posizione; lo chiamavano montanaro ruvido; io però non solo credo che dicesse la verità, ma temo non dicesse neppure tutta la verità. Lo Scialoia, dopo lui, dettò al paese trattati eccellenti di scienza economica, ma fra i fiori della sua rettorica si vedeva strisciare il serpe del fallimento. A sentire il Depretis, che venne appresso, noi eravamo rovinati. Il Ferrara non solo non disse il disavanzo minore di quello annunciato dai suoi predecessori, ma lo aggravò presuntivamente di parecchi milioni, ritenendo nullameno che 600 milioni bastassero a pareggiarlo. Ora io dimando: come avviene che dopo pochi mesi 820 milioni, secondo il Digny, basterebbero a stento ad ottenere il pareggio, e che secondo la Commissione del bilancio ne occorrerebbero altri e parecchi?
    Parmi sarebbe ora di finirla con questi prestigi contabili; si dica una volta la verità, e che un Ministro di finanza del regno d' Italia mostri almeno sapere qual sia la vera situazione dell'amministrazione alla quale presiede.[1]
  • [...] nel trattare d'imposte non converrebbe esclusivamente occuparsi di quello che il governo debba spendere, ma ricordare, almeno talvolta, quello che le popolazioni possono pagare. Parmi sarebbe assai più razionale per parte del governo il dire: – le popolazioni possono darmi tanto, dunque io posso spendere tanto, – di quello che: – io voglio spender tanto; dunque le popolazioni devono pagar tanto. – Avvertiamo che le spese possono ridursi: ammetterò pure che il servizio pubblico abbia a soffrire in alcuni casi; la potenza materiale almeno di ridurle esiste: ma non esiste possibilità né morale né materiale di ottenere un pagamento da chi non ha...[2]
  • Se voi credete buono l'attuale sistema di amministrazione: se credete le tasse attuali ben ripartite; se credete utile imporne, e possibile pagarne delle nuove; non votate per me. Non votate per me, se pensate debba lo stato continuare a spendere scioperatamente come ha fatto in sino ad ora, e che il parlamento non debba seriamente esaminare e preventivi e consuntivi. Se credete che la legge debba essere lettera morta per gli uomini del potere e giogo per il rimanente dei cittadini; se giudicate doversi continuare ad accrescere ai comuni e spese e imbarazzi, diminuendo sempre più a loro autorità e risorse; votate per il mio competitore sia esso chiunque. Se intendete a ristabilire monasteri e conventi, ad abbandonare il basso clero alla indigenza, ad arricchire vescovi e borsajoli dei capitali che vi appartengono; se desiderate approvare il contratto Dumonceau[3], le massime costituzionali del Ricasoli, le dottrine scolastiche del Berti, e le teorie finanziarie dello Scialoja non votate per me. Il mio programma è assolutamente diverso, ed oggi che mi permetto dimandare il vostro voto, sento il dovere di esporlo.[4]
  • V'ha in Italia una consorteria di uomini che prendono il nome di Moderati. La moderazione è virtù ma non sono essi che la posseggano. Mai nome fu più impudentemente usurpato; hanno essi tutti i vizj contrarj.
    Intolleranza, esclusivismo, eccessività nelle parole e negli atti, accettazione di qualunque immoralità di mezzo purché conduca allo scopo; per sistema vanterie pei loro e calunnie per chiunque da loro discordi; per espedienti la corruzione o la violenza, secondo i casi; tali sono le qualità che distinguono i nostri sedicenti Moderati.[5]

Note

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  1. Da Del modo di riparare al passato e provvedere all'avvenire, Tipografia Successori Le Monnier, Firenze, 1868, p. 10-11.
  2. Da Del modo di riparare al passato e provvedere all'avvenire, Tipografia Successori Le Monnier, Firenze, 1868, p. 16.
  3. Conte André Langrand-Dumonceau (1826 – 1900), nato André Langrand, finanziere belga.
  4. Al collegio elettorale di Spoleto. Lettera di Luigi Pianciani già deputato al Parlamento, Tip. G. Gaston, Firenze, 1867, pp. 13-14.
  5. Da Dell'andamento delle cose in Italia, Editori del Politecnico, Milano, 1860, p. 4.

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