Luino
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Citazioni su Luino e i luinesi.
Citazioni
[modifica]- [Sul giudizio espresso dai comici luinesi sulla propria città natale in un servizio di la Repubblica] Descrivere Luino senza mai parlare del lievito di cotanta commedia, Piero Chiara, tra i più smaglianti monumenti della letteratura contemporanea, è ben più che un lapsus, è il segno di quella rimozione attraverso cui l’Italia diventa ciò che s’è ridotta a essere: la tana dell’oblio. (Pietrangelo Buttafuoco)
- Il Lago? Luogo di depressione, e forse è per questo che la risposta è andare via, qui non c’è tanto da ridere. (Enzo Iacchetti)
- Il lago si allargò e sulla riva opposta, ai piedi delle montagne, vedemmo qualche luce che doveva essere di Luino. Vidi uno spacco cuneiforme tra le montagne sull'altra sponda e pensai che doveva essere Luino. Se lo era, tenevamo una buona media. Rientrai i remi e mi abbandonai sul sedile. Ero molto, molto stanco di remare. (Ernest Hemingway)
- Il padre eterno una mattina si sarà svegliato e avrà pensato: tutti i matti li voglio mettere a Luino. (Dario Fo)
- Luino, meravigliosa ma fuori dal mondo. (Sarah Maestri)
- Luino non offre niente, anche per questo ci sono mille pulsioni che ti spingono ad andare via. (Francesco Salvi)
- Luino? Piove sempre, è un po' il pisciatoio d'Italia, forse è per questo che sono nate le barzellette. (Massimo Boldi)
- Nel 1859 [...] Garibaldi è magicamente vittorioso; e le due sponde del Lago Maggiore fruiscono della stessa libertà italiana.
A Luino, le società operaie nelle loro feste annuali (con economiche gite di piacere) salutano in un giardino pubblico un bel Garibaldi, fresco di sasso, capelluto, nazareno. (Giovanni Faldella)
- In Luino vi è qualcosa di inesprimibile e di spirituale che non può andare vestito di parole. È qualche cosa di più che la tinta locale. È quel mistero di attrazione che fa innamorare di un luogo senza che ci si possa dar ragione del motivo.
- Sereni è stato sepolto a Luino, suo e mio dolce luogo nativo: una giornata di quelle nelle quali può culminare la vita di un poeta. Il nostro paese gli aveva preparato uno scenario di lago azzurro, di nubi argentate, di nevi bianchissime sui monti, chiuso in un cristallo di gelo.
- Si giocava d'azzardo in quegli anni, come si era sempre giocato, con accanimento e passione; perché non c'era, né c'era mai stato a Luino altro modo per poter sfogare senza pericolo l'avidità di danaro, il dispetto verso gli altri e, per i giovani, l'esuberanza dell'età e la voglia di vivere.
- Improvvisa ci coglie la sera. | Più non sai | dove il lago finisca; | un murmure soltanto | sfiora la nostra vita | sotto una pensile terrazza. || Siamo tutti sospesi | a un tacito evento questa sera | entro quel raggio di torpediniera | che ci scruta poi gira se ne va.
- Presto la vela freschissima di maggio | ritornerà sulle acque | dove infinita trema Luino | e il canto spunterà remoto.
- Ti distendi e respiri nei colori. | Nel golfo irrequieto | nei cumuli di carbone irti al sole | sfavilla e s'abbandona | l'estremità del borgo. | Colgo il tuo cuore | se nell'alto silenzio mi commuove | un bisbiglio di gente per le strade. | Morto in tramonti nebbiosi d'altri cieli | sopravvivo alle tue sere celesti, | ai radi battelli del tardi | di luminarie fioriti. | Quando pieghi al sonno e dài suoni di zoccoli e canzoni | e m'attardo smarrito ai tuoi bivi | m'accendi nel buio d'una piazza | una luce di calma, una vetrina. | Fuggirò quando il vento investirà le tue rive; | sa la gente del porto quant'è vana la difesa dei limpidi giorni. | Di notte il paese è frugato dai fari, | lo borda un'insonnia di fuochi | vaganti nella campagna, | un fioco tumulto di lontane | locomotive verso la frontiera.