Pietrangelo Buttafuoco

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Pietrangelo Buttafuoco al Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Pietrangelo Buttafuoco (1963 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Pietrangelo Buttafuoco[modifica]

  • [Su Paolo Isotta] È napoletano del Reame e continuatore della lingua poetica del "dolce stil novo" ottocentesco e adopera perciò parole giammai sconciate dall'inabilità dello spirito ma sempre vive di timbro e prodigio.[1]
  • I reazionari risolti – questo per dire che Visconti e Togliatti altro non erano che reazionari irrisolti – al "Gattopardo" preferivano "La Casa della vita" di Mario Praz.[2]
  • Il libro che leggo sempre a Natale è Calendario di Alfredo Cattabiani. Ha la profondità spirituale delle radici solide cui trarre linfa per meglio volare nei cieli della bellezza e della metafisica.[3]
  • La Sicilia? È un'isola inutile. Siamo grandi come Israele, ma non abbiamo il senso e la dignità di una nazione, di un popolo che dà allo spazio pubblico, l'importanza che merita. [4]
  • Leggenda vuole che Berto se ne partì un giorno da Conegliano, con la sua automobile, per non tornare ma trovò la Calabria e si fermò. Mi sono fatto l'idea che da quella postazione Berto divinasse, al modo degli oracoli. Indovinò la notte. Dove affogò la vanità di una fuga.[5]
  • Solo noi abbiamo potuto permettere che la nostra Parigi [Napoli] venisse fagocitata da un centro minore [Torino].[4]

Da Al cinema il tallone d'Achille della mafia è il culo, non il Grasso residuo

ilFoglio.it, 4 dicembre 2013.

  • L'ho dunque visto, il film [La mafia uccide solo d'estate] il cui titolo è come quello del libro di Angelino Alfano, già preparato. Anzi, già mutriato grazie a Licata rispetto all'esercizio di memoria e debbo dire che me ne sono uscito da quel cinema con la consapevolezza di una pellicola commovente ma antiretorica, dolcissima ma dura, surreale e realissima al punto che la gente – e mi trovavo all'Alhambra di Roma, non dunque al Cinema Diana di Leonforte – batteva le mani e piangeva, piangeva e batteva le mani [...].
  • Nonostante la mafia sia diventata, nel frattempo, un pretesto di retorica, il film [La mafia uccide solo d'estate] – perfetta nel ruolo anche Cristiana Capotondi, coprotagonista con Pif – profuma di sapienza critica. Ho visto il film, dunque, con la testa felicemente imbrogliata dai racconti di Licata. Avevo fresche le cronache minori tutte di parolacce nere e messe in fila nella prosa di quel libro – così teatrante e così giornalistico, così remoto perfino – e m'incamminavo ripetendo il finalmente. Finalmente un film senza muffa, un film – sazio di cronache e d'inserti documentari [...].
  • Un film [La mafia uccide solo d'estate] che deve avere di sicuro attinto a Licata, a L'Ora, a Peppino Sottile che in "Nostra Signora della Necessità" (Einaudi-Stile libero) svelò il racconto della mafia vista con gli occhi di un ragazzo; un film, infine, dove quella memoria – bravo, bravissimo Pif – non scivola come l'acqua sul marmo, nell'indifferenza, ma nutre, dimora e rinnova di vita la storia.
  • Il tallone d'Achille della mafia è il culo. E di essere presa per il culo, dove Pif, la prende, non vuole saperne punto. La mafia, specie se sotto i riflettori della denuncia, cresce in mitologia. La mafia, poi, nutrita d'antimafia giganteggia per negazione restituendo a certi professionisti l'agio sociale di un'invincibilità etica che riduce tutto a protocollo.

Note[modifica]

  1. Da un articolo de il Foglio; citato in Spassosa intervista a Paolo Isotta: "Nisciuno me può cchiammà 'Gay'. Io so' ricchione", Dagospia.com, 2 luglio 2013.
  2. Da Compagno Gattopardo, il Foglio.it, 6 aprile 2013.
  3. Citato in Stefania Vitulli, Sotto l'albero mettete questi titoli, il Giornale.it, 21 dicembre 2012.
  4. a b Citato in Buttafuoco: La Sicilia? È un'isola inutile, Ragusanews.it, 6 agosto 2015.
  5. Da Riempitivo, il Foglio.it, 22 giugno 2013.

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